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Euro e petrolio scivolano e le Borse vanno in rosso

In una giornata di generali ribassi, Piazza Affari è quella che perde meno: -0,18% – Vendite su Prysmian, Ferragamo, Leonardo, Recordati e Bper – In controtendenza Mediolanum, Eni, Mediobanca, Terna e Azimut.

Si raffredda il clima dei mercati in chiusura e anche Piazza Affari va in rosso, fermandosi a 22.962 punti, -0,18%. Eni, +1,52%, è la miglior blue chip di giornata, ma le banche sono protagoniste della seduta nel bene e nel male, mentre continua l’animato dibattito europeo sul tema degli Npl, con l’Italia schierata contro la stretta voluta dalla Bce. Dopo le osservazioni del governatore Ignazio Visco, di ieri, oggi il ministro Pier Carlo Padoan racconta di essere intervenuto all’Eurogruppo sostenendo che “l’addendum va oltre i limiti istituzionalmente definiti dall’azione” della Banca centrale europea. L’indice dei bancari italiani cede lo 0,25% a fronte di un +0,2% del paniere europeo.

Deboli, in ogni caso, gli altri listini continentali: Madrid -0,83%; Londra -0,65%; Parigi -0,48%; Francoforte -0,66%. La politica monetaria accomodante della banca centrale continua invece a spingere l’obbligazionario, che anche oggi mantiene un’ottima intonazione fino al termine della seduta: il Btp 10 anni ritocca il rendimento al ribasso all‘1,71%, mentre lo spread con il Bund tedesco scende a 137.50 punti base, -4,25%, ai minimi da un anno.

Incerta Wall Street, che apre contrastata, poi tutti e tre i listini principali di spostano su livelli record, quindi ripiegano sotto la parità. Con la stagione della trimestrali in esaurimento e in assenza di dati macro, gli investitori restano in attesa del discorso di Janet Yellen stasera, il primo da quando Donald Trump non le ha rinnovato l’incarico e ha scelto Jerome Powell per sostituirla al termine del mandato, a febbraio. Si confida in un rialzo dei tassi a dicembre e si comincia a ragionare su altri due ritocchi il prossimo anno. Uno scenario ben diverso da quello della zona euro, dove non si attendono sorprese, almeno fino al 2019. In questo contesto il dollaro si rafforza e l’euro cambia a 1,157 (-0,35%). L’oro arretra moderatamente. 

Fra le materie prime, prende fiato il petrolio, dopo i recenti rialzi. Brent -0,84% a 63,73 dollari al barile. In Piazza Affari le banche viaggiano a velocità diverse: Intesa, +0,28%, dopo una trimestrale con utili oltre le attese, nonostante le venete e con gli npl in calo. In spolvero Banca Mediolanum +1,46%; Mediobanca +1,25%. Le vendite colpiscono Banco Bpm -2,21%; Bper -1,88%; Ubi -1,54%. Fuori dal paniere principale sprofonda Creval -13,33%, dopo le voci di un aumento di capitale da 500 milioni per risolvere il problema dei crediti deteriorati.

Negli atri settori: vola il cane a sei zampe; bene Terna +1,05% e Snam +0,99%. Giù Prysmian, -1,62%, che nei primi nove mesi riduce i ricavi e migliora margini e utile. Deboli Leonardo -1,76%  e Recordati -1,68%. Fra i titoli minori Bialetti guadagna il 1,68%, dopo l’accordo con Alibaba per vendere online l’iconica caffettiera coi baffi.

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