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Etf in Europa: a marzo raccolta in forte calo a 9,4 miliardi. Investitori più cauti per la guerra: preferiscono la liquidità

Dopo tre anni di crescita, il mercato europeo di Etf ed Etc rallenta bruscamente a marzo per l’incertezza geopolitica, che spinge gli investitori alla prudenza. Il primo trimestre resta però da record con 101,7 miliardi di afflussi

Etf in Europa: a marzo raccolta in forte calo a 9,4 miliardi. Investitori più cauti per la guerra: preferiscono la liquidità

Dopo tre anni di crescita quasi continua, il mercato europeo degli Etf (Exchange Traded Funds, fondi quotati in Borsa che replicano indici di mercato) e degli Etc (Exchange Traded Commodities, strumenti simili ma legati alle materie prime come oro e petrolio), si prende una pausa brusca. A marzo la raccolta si ferma a 9,4 miliardi di euro, in forte calo rispetto ai 45,4 miliardi di febbraio e ai 46,8 miliardi di gennaio. Un rallentamento netto legato soprattutto all’aumento dell’incertezza geopolitica. Le tensioni internazionali, alimentate dal conflitto scatenato da Usa e Israele a fine febbraio e dall’instabilità in Medio Oriente, hanno spinto gli investitori a ridurre il rischio e aumentare la liquidità.

Secondo i calcoli di Milano Finanza-MF sulla base del report mensile Morningstar sui flussi di Etf ed Etc europei, quello di marzo è uno dei risultati più bassi degli ultimi anni. Il motivo principale è semplice: quando aumenta l’incertezza geopolitica, gli investitori tendono a fare un passo indietro. Nonostante il rallentamento mensile, però, il primo trimestre resta ancora molto forte: i flussi complessivi raggiungono 101,7 miliardi di euro, un record.

Etf azionari: meno entusiasmo, soprattutto per il settore finanziario

Il comparto azionario resta il più importante, ma a marzo rallenta sensibilmente: gli Etf azionari raccolgono 8,8 miliardi di euro, contro i 39,7 miliardi di febbraio. Il comportamento degli investitori resta però selettivo: da un lato il settore energetico continua ad attrarre capitali, con circa 1,7 miliardi di euro, sostenuto dal rialzo del petrolio e dalle attese di possibili restrizioni dell’offerta legate al conflitto; dall’altro il settore finanziario registra forti deflussi per 3,7 miliardi di euro, il peggior dato mensile mai osservato per questa categoria, in un contesto in cui cresce la preoccupazione per il rischio di rallentamento economico globale e pressioni di tipo stagflazionistico. 

Obbligazionario e materie prime: scatta la cautela

Anche il mercato obbligazionario mostra un cambio di tono. A marzo gli Etf obbligazionari registrano deflussi per 2,4 miliardi di euro, dopo i 5,2 miliardi di afflussi di febbraio. Le vendite hanno colpito soprattutto il debito dei mercati emergenti e i corporate europei, in particolare il segmento high yield, segnalando una maggiore cautela degli investitori verso le aree più rischiose del credito. Parallelamente prosegue il disimpegno dagli Etc sui metalli preziosi, soprattutto oro, con deflussi pari a 900 milioni di euro a marzo, che portano le uscite complessive del trimestre a 5,2 miliardi. 

Patrimonio in calo, ma il trimestre resta positivo

Il patrimonio complessivo degli Etf ed Etc europei scende a 2.800 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2.950 miliardi di febbraio, riflettendo principalmente le perdite dei mercati azionari e obbligazionari globali più che i flussi negativi. I nuovi investimenti di marzo, infatti, pur ancora positivi, non sono stati sufficienti a compensare la contrazione del valore degli asset, confermando una fase in cui la prudenza prevale sull’entusiasmo, anche se il bilancio del trimestre resta ancora in forte crescita.

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