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Eredità Agnelli: il gip chiede imputazione coatta per John Elkann. Cosa significa

I legali di Elkann: “Decisione difficile da comprendere, ricorreremo in Cassazione eccependone l’abnormità”. Udienza sulla messa in prova slitta a febbraio

Eredità Agnelli: il gip chiede imputazione coatta per John Elkann. Cosa significa

Il gip del tribunale di Torino, Antonio Borretta, ha ordinato alla procura di formulare la cosiddetta “imputazione coatta” per John Elkann per due capi d’accusa originariamente contestati nel procedimento legato alla residenza in Italia della nonna, Marella Caracciolo. I pubblici ministeri, per questo risvolto della vicenda, avevano chiesto l’archiviazione, che non è stata accolta dal gip.

Elkann: il gip ordina l’imputazione coatta

Il gip Antonio Borretta ha quindi ordinato ai pm di riformulare l’imputazione per John Elkann e il commercialista Gianluca Ferrero in relazione a due dei sei capi d’accusa (non è ancora noto quali) contestati dalla procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Gianni Agnelli. Alla conclusione delle indagini preliminari i pm torinesi avevano dato il loro parere favorevole alla richiesta di sospensione del procedimento, con messa alla prova presentata, appunto, da Elkann. La stessa procura aveva poi chiesto l’archiviazione integrale per i due fratelli, Lapo e Ginevra, e per il notaio svizzero Robert Urs Von Gruningen per i reati di dichiarazione infedele e truffa in danno dello Stato. Per John Elkann era invece stata richiesta l’archiviazione parziale in relazione all’ipotesi di reato di dichiarazione infedele, limitatamente a due annualità (ma dando al contempo il via libera alla messa alla prova, quindi chiudendo di fatto il procedimento anche per la procura). 

Richieste ora accolte in parte dal gip Borretta (i procedimenti sono infatti due, intrecciati ma distinti) che ha così disposto l’archiviazione completa nei confronti di Ginevra, Lapo e von Gruenigen, ma solo parziale per John Elkann e il commercialista Gianluca Ferrero, rispetto ai quali il giudice ha ordinato al pm di formulare l’imputazione per due dei sei capi inizialmente contestati, da qui la definizione “Imputazione coatta”

La decisione sulla messa in prova slitta a febbraio

Parallelamente l’udienza dedicata alla proposta di “messa alla prova” da parte di John Elkann, che gli consentirebbe di estinguere i reati con lavori socialmente utili, è invece gestita da un’altra giudice, Giovanna De Maria, e sta seguendo un suo percorso autonomo. La Gip ha infatti convocato una nuova udienza per l’11 febbraio per studiare la memoria presentata dalla difesa di John Elkann, posticipando così la decisione. 

Legali Elkann: “Decisione abnorme e difficile da comprendere”

“Pur esprimendo la nostra soddisfazione per le archiviazioni disposte dal gip, la sua decisione di imporre al pm di formulare l’imputazione per John Elkann (e per il commercialista Gian Luca Ferrero – ndr) è difficile da comprendere, perché in contrasto con le richieste dei Pubblici Ministeri, che erano solide e ben argomentate per tutti i nostri assistiti”. È quanto dichiarano gli avvocati di John Elkann, i quali annunciano che contro l’ordinanza del gip depositeranno “ricorso per Cassazione eccependone l’abnormità“. 

“Nel merito – proseguono gli avvocati – per noi questi tecnicismi processuali non cambiano nulla: ribadiamo la nostra ferma convinzione che le accuse mosse a John Elkann siano prive di qualsiasi fondamento e riaffermiamo la forte convinzione che egli abbia sempre agito correttamente e nel pieno rispetto della legge. La scelta di John Elkann di aderire a un accordo non implica alcuna ammissione di responsabilità ed è stata infatti ispirata solo dalla volontà di chiudere rapidamente una vicenda personale molto dolorosa, tanto più dopo aver definito con l’Agenzia delle Entrate ogni possibile controversia attinente i tributi potenzialmente gravanti sui fratelli Elkann in qualità di eredi di Donna Marella Agnelli”.

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