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Enjoy cambia modello: addio al free floating e via agli Enjoy Point dal 2026

Dal 2026 Enjoy abbandona il free floating e introduce gli Enjoy Point: nuovi nodi di noleggio, regole su Ztl e strisce blu e pagamenti digitali obbligatori. Ecco cosa cambia

Enjoy cambia modello: addio al free floating e via agli Enjoy Point dal 2026

Enjoy cambia pelle. Dal 12 gennaio 2026 a Milano, Torino e Firenze, e dal 21 gennaio a Roma e Bologna, il car sharing di Enilive abbandona definitivamente il free floating, il sistema che per anni ha permesso agli utenti di prendere e lasciare l’auto praticamente ovunque all’interno dell’area di copertura. La nuova era sarà scandita dagli Enjoy Point, aree dedicate all’interno delle stazioni di servizio Enilive, negli aeroporti e nelle principali stazioni ferroviarie.

Il noleggio inizierà e terminerà esclusivamente in questi spazi, già diffusi in oltre 150 punti in 80 città italiane. Una rete fitta e strutturata, pensata per garantire prenotazioni fino a 24 ore in anticipo e un accesso più ordinato ai veicoli.

“La trasformazione del servizio consentirà a Enilive di mantenere uno standard di cura delle auto Enjoy più elevato”, spiega la società. La vicinanza con i gestori delle Enilive Station permetterà controlli più frequenti, manutenzione tempestiva e una disponibilità dei mezzi più prevedibile.

Gli Enjoy Point nasceranno in nodi strategici delle città, scambi metropolitani, aree ad alta domanda, prossimità con i mezzi pubblici, con l’obiettivo di compensare la perdita della libertà del parcheggio libero con una rete più capillare e riconoscibile.

Nuove regole per Ztl e strisce blu

La trasformazione porta con sé nuove regole operative. Con l’arrivo degli Enjoy Point, non sarà più consentito l’accesso alle Ztl e la sosta sulle strisce blu diventerà a pagamento, secondo le tariffe dei Comuni. Sparisce quindi uno dei vantaggi più apprezzati nei primi anni del servizio.

Il modello a Point ridisegna anche il perimetro di utilizzo: non si potrà più terminare il noleggio in un qualsiasi punto dell’area di servizio, ma solo negli spazi dedicati. Restano invariati invece abbonamenti, tariffe e possibilità di viaggiare liberamente su tutto il territorio nazionale, anche per più giorni, restituendo l’auto nello stesso Point di partenza o in uno abilitato.

Il servizio Car Delivery tornerà solo da luglio 2026, mentre la rete degli Enjoy Point sarà progressivamente ampliata per coprire zone finora non servite. L’obiettivo è mantenere la fruibilità del servizio pur dentro una struttura operativa più rigida ma più controllata.

Cambiano anche le modalità nei pagamenti

Un altro tassello della trasformazione riguarda i pagamenti. Dal 14 dicembre 2025 per i nuovi iscritti e dal 21 gennaio 2026 per tutti i clienti, non saranno più accettate carte prepagate. Rimarranno validi solo carte di credito, carte di debito e PayPal. I voucher si potranno usare solo se abbinati a un metodo di pagamento riconosciuto.

Un cambiamento radicale quello di Enjoy che riflette un fenomeno più ampio: la crisi strutturale del car sharing urbano. Diversi operatori hanno rallentato, ridimensionato o abbandonato il mercato. Segnale di un modello economico messo alla prova da costi crescenti e da una redditività sempre più difficile. Ed è proprio qui che si inserisce la fine del free floating. Il sistema che aveva reso il car sharing estremamente comodo per gli utenti presenta anche una grande fragilità industriale: richiede flotti diffuse, controlli costanti, interventi rapidi, copertura capillare e un equilibrio delicatissimo tra uso, manutenzione e costi di sosta urbana.

In questo contesto, il passaggio di Enjoy ai Point appare come una risposta industriale: meno dispersione, più controllo, più prevedibilità. Un modo per mantenere vivo il servizio in un mercato che si sta rapidamente riorganizzando.

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