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Eni, Descalzi: 40% investimenti in ambiente e sicurezza

L’ad in audizione in Parlamento: “Il nostro obiettivo per i prossimi 4 anni è riuscire a vivere anche a prezzi bassissimi” – “Taglieremo i costi senza toccare i posti di lavoro” – “Versalis rappresenta solo l’8% della chimica italiana”.

Eni, Descalzi: 40% investimenti in ambiente e sicurezza

“L’Italia è il secondo Paese in termini di investimenti: di 17,2 miliardi di euro spesi in Italia di investimenti e costi operativi, il 36% sono stati destinati a sicurezza e ambiente e bonifiche. Nei prossimi 4 anni spenderemo in Italia 8 miliardi con la spesa per ambiente e sicurezza, che passa dal 36 al 40%. Quindi gli investimenti in ambiente e sicurezza sono i più importanti di tutto il resto”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in audizione alle Commissioni riunite Attività produttive di Camera e Senato.

“Negli ultimi 3 anni – ha aggiunto –, in sicurezza siamo stati i migliori di tutte le società competitor a livello mondiale per ore o incidenti a livello lavorato. Nel 2015 siamo scesi de 37% a 0,45 incidenti per milioni di ore lavorate. La parte sicurezza e salute fa parte del nostro modello operativo”.



Quanto al livello delle quotazioni del petrolio, “il nostro obiettivo per i prossimi 4 anni è riuscire a vivere anche a prezzi bassissimi”, ha aggiunto Descalzi illustrando il piano strategico 2016-2019: “Come si sopravvive a 40 dollari? L’Eni deve essere potentissima e agile nell’upstream ma non può perdere in altri settori” come il Gas& Power, la raffinazione e la chimica.

Servirà però anche un taglio dei costi: “Quando dico snellire – ha detto ancora l’ad –, tutti pensano alle persone anche perché tutti i nostri competitor hanno fatto tagli di posti di lavoro. Il nostro programma di riduzione dei costi è fatto senza toccare una persona, un posto di lavoro: è importante dirlo e ribadirlo. A livello internazionale ci chiedono il perché visto che è uno dei modi più facili per tagliare; dicono perché siamo in Italia. Ma noi non abbiamo dipendenti solo in Italia. Non lo abbiamo fatto perché la nostra tipologia di business è particolare: ci mettiamo 10 anni a formare una persona. L’investimento più importante, il tempo speso per addestrare queste persone e dargli la cultura Eni. Se in un momento di bassa mandiamo via gente perdiamo competenze; invece sono queste persone che ci consentono di dare questi risultati”.

Quanto a Versalis, “non è la chimica italiana – ha proseguito Descalzi –, rappresenta l’8% della chimica italiana mentre tutti dicono l’Italia esce dalla chimica. Se parliamo del futuro dobbiamo necessariamente guardare al passato e il passato è un disastro; abbiamo tolto miliardi da business che andavano bene e li abbiamo messi sulla chimica in un lento cammino che è passato da 12 mila a 4 mila persone”.

“Se non avremo garanzie finanziarie su Versalis dal fondo SK Capital, non si chiude. Ancora tre-quattro settimane e se non si chiude la parte finanziaria faremo un’altra gara”, ha concluso.

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