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Elezioni Francia, dibattito tv: tra Macron e Le Pen spunta Mélenchon

E’ il candidato liberal-progressista Macron, insieme al radicale di sinistra Mélenchon, a convincere di più i telespettatori francesi in occasione del secondo e penultimo dibattito televisivo tra i candidati all’Eliseo: per la prima volta nella storia della Repubblica, si sono confrontati tutti i candidati, nessuno escluso.

Elezioni Francia, dibattito tv: tra Macron e Le Pen spunta Mélenchon

A meno di tre settimane dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi, si è svolto il secondo dibattito televisivo tra i candidati (l’ultimo è in programma giovedì 20 aprile, a tre giorni dal voto): per la prima volta nella storia della Repubblica francese si sono confrontati tutti i candidati all’Eliseo, ovvero 11 personalità politiche e non sono i cinque maggiori e cioè Marine Le Pen (Front National), Emmanuel Macron (En Marche!), François Fillon (Repubblicani), Benoit Hamon (Partito socialista) e Jean Luc Mélenchon (La France insoumise).

Il dibattito si è articolato in tre parti: “come creare lavoro”, durata 1 ora, “come proteggere i francesi”, durata 1 ora e mezza, e “come mettere in pratica un modello sociale”, durata mezz’ora. Secondo gli ascoltatori di CNews e BFM-TV, i due network che hanno ospitato l’inedito format, i più convincenti sono stati il radicale di sinistra Melenchon, che ormai secondo tutti i sondaggi supererà il candidato ufficiale del partito socialista, Hamon, ma soprattutto l’astro nascente Macron, già ministro dell’Economia con Hollande e ora sempre più vicino a Le Pen nei sondaggi. 



E’ sempre più evidente infatti che la proposta centrista del candidato indipendente, che in una recente intervista ha anche provato a smarcarsi dal governo di cui ha fatto parte (“Sono un candidato anti-Hollande”, ha detto Macron), stia facendo breccia nelle preferenze dei francesi, soprattutto tra quei milioni di cittadini che rifiutano le proposte estremiste di Le Pen da una parte e Melenchon dall’altra. Macron invece ha un programma molto semplice, che cambierà meno cose possibile: grandi tagli alla spesa pubblica (con l’eliminazione di 120mila posti di lavoro pubblici) e via la tassa sugli immobili per l’80% di chi la paga; però resteranno come sono le pensioni, l’età pensionabile e il salario minimo, così come rimarrà invariata la TVA (la nostra Iva). Macron vuole tuttavia estendere l’assegno di disoccupazione (ma a determinate condizioni) e ridurre le tasse alle imprese, ed è anche l’unico tra i candidati a voler mantenere la discussa Loi Travail, il Jobs Act alla francese.

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