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Droni militari: Germania pronta a investire 10 miliardi, si rafforza Quantum Systems. La Nato e gli ostacoli nel piano di difesa

La Germania è pronta ad assumere la guida del “muro di droni”, ma la Nato non è d’accordo. Attesa la presentazione della road map dell’Unione europea per la difesa

Droni militari: Germania pronta a investire 10 miliardi, si rafforza Quantum Systems. La Nato e gli ostacoli nel piano di difesa

All’interno del progetto “Muro di droni” della Commissione europea, la Germania muove qualche passo. Ieri il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha annunciato nel corso di una riunione Nato a Bruxelles che Berlino intende investire 10 miliardi di euro nei prossimi anni per potenziare la propria flotta di droni militari, pochi giorni dopo che il governo tedesco ha concesso alla polizia il potere di abbattere droni non autorizzati, in risposta ai numerosi problemi creati negli aeroporti di tutta Europa.

Intanto il produttore tedesco di droni Quantum Systems si attrezza con un rafforzamento finanziariario da 150 milioni di euro, che potrebbe triplicare la sua valutazione a 3 miliardi di euro. La startup, il cui nuovo drone “Jaeger” è progettato per intercettare velivoli ostili senza pilota, ha visto un’impennata della domanda in seguito alle recenti irruzioni dei droni sopra i principali aeroporti, riporta Reuters citando Manager Magazin. Si prevede che il fatturato di Quantum raggiungerà i 300 milioni di euro nel 2025 e supererà i 500 milioni di euro nel 2026. Quantum prevede di crescere acquisendo startup e fornitori di tecnologia nel breve termine, aggiungono le fonti che prevedono un secondo round di finanziamento ancora più ampio per il 2026, che potrebbe portare la valutazione dell’azienda a 5 miliardi di euro.

La Germania è pronta ad assumere la guida del “muro di droni”, ma la Nato non è d’accordo

Pistorius ha accolto con favore il piano di difesa con droni presentato dal segretario generale della Nato Mark Rutte, citando le recenti incursioni nello spazio aereo di Paesi come Polonia ed Estonia. “La Germania offrirà naturalmente un contributo visibile in questo ambito, e, soprattutto, vogliamo garantire che le molteplici misure si integrino perfettamente, come ingranaggi di uno stesso meccanismo”, ha detto il ministro della Difesa ai giornalisti a Bruxelles, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg.

Pistorius ha inoltre spiegato che gli acquisti riguarderanno droni di ogni tipo e altitudine, comprendendo sia mezzi difensivi sia d’attacco. All’inizio di ottobre la Germania ha annunciato di concedere alla polizia il potere di abbattere droni che violano lo spazio aereo tedesco e non autorizzati come quelli che hanno creato problemi negli aeroporti di tutta Europa e che alcuni leader europei hanno attribuito alla guerra ibrida condotta dalla Russia. Ai primi di ottobre decine di voli sono stati dirottati o cancellati all‘aeroporto di Monaco, il secondo più grande della Germania, lasciando più di 10.000 passeggeri bloccati, in seguito ad avvistamenti di droni non autorizzati.

Il ministro Pistorius ha anche sottolineato che la Germania è pronta ad assumere la guida del progetto una delle iniziative di punta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – ex ministra della Difesa tedesca, descritto come un muro di droni, ovvero una rete di sensori e armi per rilevare, tracciare e neutralizzare i velivoli senza pilota intrusi, per proteggere il fianco orientale dell’Europa. L’obiettivo della Commissione è migliorare il rilevamento dei droni per definire la risposta una volta individuati. “Non possiamo aspettare che gli eventi ci colpiscano prima di agire: serve una volontà politica collettiva” ha detto la Commissione, confermando che risorse già esistono, come i fondi del programma Safe (acronimo che sta per “Security action for Europe”, azione di sicurezza per l’Europa, con una dotazione di 150 miliardi per prestiti a tassi agevolati), con 43 miliardi già destinati alla Polonia e 17 alla Romania.

Il progetto dei droni viene visto come un test per verificare le ambizioni dell’UE di svolgere un ruolo più importante nella difesa, tradizionalmente appannaggio dei governi nazionali e della Nato, nonché la capacità dell’Europa di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza, come richiesto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Attesa per la presentazione della road map dell’Unione europea per la difesa, mentre le finalità difensive saranno nell’agenda del Consiglio europeo del 23 ottobre, a Bruxelles. Secondo il commissario alla Difesa Andrius Kubilius il muro anti-droni è parte di un progetto più ampio, l’Eastern Flank Watch (Guardia del Fianco Est), “progetto di punta sulla difesa volto a proteggere l’intera Unione Europea” che avrà una componente “terrestre” (ad esempio le trincee anti-carro), di “sicurezza marittima per il Mar Baltico e il Mar Nero” e “misure sullo spazio”. Il problema è che nelle ultime ore fonti interne all’Alleanza Atlantica hanno fatto trapelare un messaggio: “Va bene che l’Unione europea abbia posto al centro dell’attenzione il tema, ma la competenza è nostra”.

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