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Draghi: “Tagli alle tasse per 12 miliardi, Manovra da 30 miliardi”

Il Premier annuncia 4 miliardi in più di tagli alle tasse e una stretta sul reddito di cittadinanza – Sulle pensioni: “L’obiettivo è il ritorno in pieno al sistema contributivo” – Franco su Mps: “Chiesta proroga alla Ue, non la cediamo a qualsiasi prezzo”

Draghi: “Tagli alle tasse per 12 miliardi, Manovra da 30 miliardi”

Un consiglio dei ministri durato oltre 3 ore ha dato il via libera alla legge di Bilancio 2022, la prima targata dal Governo Draghi. Approvato all’unanimità un testo di 185 articoli contenenti misure per un totale di 30 miliardi di euro, 6,6 miliardi in più rispetto a quanto previsto nel Documento Programmatico di Bilancio, ma soprattutto con 4 miliardi in più di tagli alle tasse rispetto alle ipotesi circolate negli ultimi giorni. “Siamo molto soddisfatti di questo provvedimento”, ha detto il presidente del Consiglio, spiegando anche i motivi: “È una legge di bilancio espansiva, che accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con il Documento di Economia e Finanza, la Nota di Aggiornamento del Def e il Pnrr”.

Il premier ha aperto la conferenza stampa esprimendo vicinanza ai cittadini siciliani colpiti dalle alluvioni dei giorni scorsi e ai familiari delle tre vittime che hanno perso la vita a causa del maltempo. Poi il focus sulla manovra, una legge che “agisce sia sulla domanda ma anche molto sull’offerta: tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti”, ha affermato il presidente del Consiglio spiegando che “dal problema del debito pubblico, da quello delle prestazioni sociali inadeguate e dalle altre giuste modifiche del nostro sistema sociale che non abbiamo potuto fare negli anni passati si esce attraverso la crescita”. Draghi ha ricordato che il PIL quest’anno crescerà oltre il 6%, ma ha sottolineato anche che “questa crescita non è più un obiettivo a sé stante, ma sempre più attenzione si pone verso la qualità di questa crescita, la sua sostenibilità e la sua inclusività”, ha detto il capo del Governo.



12 MILIARDI DI TAGLI ALLE TASSE

Draghi ha annunciato che “per quanto riguarda le tasse mettiamo a disposizione circa 12 miliardi per ridurre la pressione fiscale”, 4 miliardi in più rispetto a quanto previsto dalla bozza circolata oggi. “Otto miliardi – ha continuato – vanno ad un intervento mirato per ridurre le imposte sulle società, sulle persone, sul cuneo fiscale e ci sono varie ipotesi di impiego di questi 8 miliardi che definiremo con il Parlamento”. 

“Destiniamo 40 miliardi in un triennio 2022-2024 alla riduzione delle imposte, di cui 24 al cuneo e la parte restante agli incentivi fiscali, alle famiglie e imprese per il patrimonio immobiliare e la digitalizzazione”, ha fatto sapere il Premier.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Draghi ha sottolineato che “il governo non ha ancora deciso i pesi delle varie misure, ci sarà un confronto con le parti sociali e una interlocuzione con il Parlamento. Questo è il primo atto concreto di riduzione delle imposte ma i decreti delegati ancora non sono scritti e quindi bisogna tenere conte del dialogo con il Parlamento”, ha spiegato. 

PENSIONI E AMMORTIZZATORI SOCIALI

Sulle pensioni “l’obiettivo è il ritorno in pieno al sistema contributivo, con una transizione a Quota 102 (38 anni di contributi e 64 anni di età)”, ha detto il Presidente del Consiglio, spiegando che il governo ha messo mano a Opzione donna, all’Ape sociale “ampliando la gamma di soggetti che possono utilizzarlo”. 

Draghi ha poi lanciato un messaggio ai sindacati, sul piede di guerra per l’abolizione di Quota 100: “Il governo è disponibile al confronto con le parti sociali” e con il Parlamento “perché l’obiettivo – ha ribadito – è il pieno ritorno al contributivo che è la scatola dentro cui tante cose si possono aggiustare”, come ad esempio “recuperare al lavoro chi ne è uscito e si trova in nero”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Premier ha detto di “non aspettarsi” uno sciopero contro la riforma delle pensioni. “Ma la decisione è nelle mani dei sindacati”.

La legge di bilancio, “prevede un riordino della spesa sociale. La riforma degli ammortizzatori sociali è profonda e attua il principio dell’universalismo”, ha detto il capo del Governo.

REDDITO DI CITTADINANZA

Sul reddito di cittadinanza, Draghi ha ribadito di condividere il principio base del provvedimento, spiegando che la Manovra prevede controlli molto più precisi ed “ex ante”, vale a dire prima che i soldi vengano erogati. Il sistema dei controlli ha lo scopo di assicurare che chi percepisce il reddito di cittadinanza sia incentivato a rientrare nel mondo del lavoro. “Il sistema attuale non ha funzionato”, ha detto Draghi, “ma va sistemato. Va mantenuto, senza abusi, e non deve ostacolare il funzionamento del mercato del lavoro, cosa che invece è avvenuta”. La Manovra prevede inoltre la perdita del sussidio dopo il secondo rifiuto di una proposta di lavoro, mentre per chi trova un lavoro l’assegno subisce un taglio che diventa progressivo. 

TUTTE LE MISURE DELLA MANOVRA

A spiegare i dettagli della Manovra è stato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, che ha sottolineato l’aumento di un miliardo di euro delle risorse destinate al reddito di cittadinanza, i 2 miliardi stanziati per il contenimento dei costi dell’energia e il taglio dell’Irpef e dell’Irap. “La composizione del taglio delle imposte è pari a 12 miliardi il primo anno, 40 nel triennio. Una prima componente è dedicata all’intervento su Irpef e Irap (8 miliardi l’anno), poi vi sono interventi su altre imposte: sugar tax, plastic tax, intervento sulle riscossioni, Iva sugli assorbenti e redditi dominicali. Due miliardi sono dedicati a interventi di attenuazione dell’Iva e degli oneri fissi sull’energia. Ultima componente sono gli incentivi per la parte immobiliare e per l’effettuazione degli investimenti delle imprese”.

“Nel 2022 interveniamo per 4 miliardi sulla spesa sanitaria, metà di questa somma sarà destinata a vaccini e cure anti-Covid, l’altra metà al potenziamento delle risorse del sistema sanitario nazionale”, ha spiegato il numero uno del Mef. 

La Manovra rifinanzia l’alta velocità. Alla Cig e alle pensioni andranno 1,5 miliardi di euro, mentre 3 miliardi serviranno per finanziare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. 

Come previsto, il superbonus del 110% sui condomini viene esteso al 2023 con limitazioni per le villette, mentre dal 2024 l’aliquota scenderà al 75%. Il Bonus facciate nel 2022 calerà dal 90% al 60%, ma “chi ha già iniziato i lavori con aliquota più alta terrà quella”, ha rassicurato il ministro Franco. In totale sono stanziati 37 miliardi, di cui 15 per il superbonus. Prorogati anche gli incentivi per i giovani per l’acquisto della casa e istituito un fondo per gli affitti.

“È una manovra di forte segno sociale, di contrasto alle disuguaglianze. C’è un forte investimento nelle politiche sociali”, ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando ricordando il finanziamento al fondo sociale, quello a tutti gli strumenti che già esistevano per le aree di crisi. “E poi c’è un fatto nuovo: il fondo per la parità salariale di genere, 52 milioni di euro per ridurre il gap sul fronte della differenza salariale uomo-donna”, ha aggiunto. 

FRANCO SU MPS: RICHIESTA PROROGA ALLA UE

Il ministro dell’Economia ha risposto a una domanda sul futuro del Monte dei Paschi e sul fallimento delle trattative tra il Tesoro e Unicredit, annunciando che sono già in corso interlocuzioni con la Ue per una proroga dei termini stabiliti per la privatizzazione della banca toscana. “Con Unicredit”, ha detto Franco, “C’è stato un divario sull’aumento di capitale e sul valore di un ramo d’azienda. Non siamo disposti a cederla a qualsiasi prezzo. Esploreremo ulteriori possibilità nei prossimi mesi”.

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