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Decreto sulle Province agli ultimi ritocchi: passeranno da 86 a 50

La nuova cartina delle Province italiane è quasi pronta e verrà esaminata a novembre dal Consiglio dei ministri – Nelle regioni a Statuto ordinario il loro numero calerà di 36 unità, da 86 a 50 – Tagliate Benevento, Rovigo, Terni e Treviso – Patroni Griffi: “Nessuna contrazione del personale, ma spostamento”.

Decreto sulle Province agli ultimi ritocchi: passeranno da 86 a 50

Siamo agli sgoccioli: ancora qualche settimana e la nuova cartina delle Province italiane verrà ultimata, pronta, a quel punto, per l’esame del primo Consiglio dei ministri di novermbre. 

Il governo non farà sconti nè concessioni sulle numerose domande di deroga. Saranno, infatti, applicate alla lettera le indicazioni fissate dalla spending review: le Province la cui superficie è inferiore ai 2.500 chilometri quadrati, o che hanno meno di 350mila abitanti saranno incorporate da quelle vicine. Tra le province tagliate ce ne saranno anche alcune storiche, come Benevento e Rovigo e Terni, per finire con Treviso, troppo piccola di soli 23 chilometri quadrati.

Per quanto riguarda le regioni a Statuto ordinario, il numero delle Province passerà da 86 a 50, comprese le dieci Città metropolitane. Per rendere più lineare e spedito il percorso, tutte le Province, a partire da giugno 2013, saranno commissariate, favorendo così lo svolgimento di questa fase di transizione. Il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi ha commentato così la decisione: “Non possiamo pensare che una riforma importante come questa possa venir meno solo per delle resistenza localistiche”.

Uno dei problemi che i commissari, che molto probabilmente saranno i presidenti uscenti della provincia, per venire incontro alle richieste del territorio, sarà quello della gestione dei dipendenti dei vari enti legati alle provincie tagliate: “Nell’immediato – dice il ministro – non ci sarà una contrazione del personale ma ci potrebbe essere uno spostamento fisico. Naturalmente i criteri di quest’operazione andranno studiati con un esame congiunto insieme ai sindacati”.

Altro punto cruciale da affrontare sarà quello del nuovo sistema elettorale, mentre il ministro Patroni Griffi, che si dichiara ottimista sul cammino della procedura, apre anche il discorso sui Comuni: “sono 8mila, troppi, e la metà ha meno di 5mila abitanti”, specificando, però, che ad occuparsi della questione sarà “chi ci sarà nella prossima legislatura”. 

 

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