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Cuneo “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini”, aprirà a breve, un viaggio nella storia di una collezione iconica

Con la mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo inaugurano un nuovo capitolo della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo alcuni tra i maggiori protagonisti della storia dell’arte

Cuneo “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini”, aprirà a breve, un viaggio nella storia di una collezione iconica

L’esposizione, curata da Francesca Cappelletti ed Ettore Giovanati, sarà visitabile al Complesso Monumentale di San Francesco dal 22 novembre 2025 al 29 marzo 2026. Il progetto gode del Patrocinio del Ministero della Cultura ed è realizzato con il supporto organizzativo di MondoMostre.

La mostra

Partendo dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), una delle personalità più influenti della Roma seicentesca, la mostra ricostruisce l’affermazione di una nuova concezione del collezionismo: strutturato, lungimirante, capace di anticipare gusti e tendenze artistiche. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese – opere raramente esposte al pubblico – il percorso illustra l’evoluzione della raccolta e la visione di un collezionista che trasformò la sua galleria in un autentico teatro della bellezza e del sapere. Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco accolgono dipinti rappresentativi delle principali scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, offrendo una panoramica sulle trasformazioni che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco. Tra le opere esposte figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno e Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana, prima artista donna a ottenere importanti commissioni pubbliche nella Roma dei primi del Seicento. La mostra si conclude con una sezione dedicata ai maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, esempi della straordinaria versatilità dell’artista tra pittura e scultura.

Chi era Scipione Borghese

Discendente di una famiglia senese affermatasi a Roma nel tardo Cinquecento, Scipione Borghese fu nominato cardinale nel 1605, lo stesso anno dell’elezione al soglio pontificio di suo zio Camillo Borghese, papa Paolo V. La sua raccolta, una delle più ambiziose del tempo, comprendeva sculture antiche e moderne, dipinti rinascimentali e opere contemporanee, riflettendo un gusto colto e internazionale. La mostra propone così una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l’arte diviene strumento di rappresentazione e potere, ma anche terreno di dialogo tra epoche.

Il percorso

Il Complesso Monumentale di San Francesco ospita una selezione di opere esemplificative delle diverse scuole pittoriche italiane dell’età rinascimentale e barocca, esito del collezionismo eclettico e insieme rigoroso di Scipione Borghese. La raccolta emerge come un repertorio vivo delle trasformazioni artistiche del tempo, in cui la scelta delle opere risponde a criteri estetici ma anche a un’intenzione culturale: costruire una visione del mondo colta, moderna, ambiziosa. Accanto ai maestri della scuola veneta, come Tiziano – rappresentato dal Ritratto di frate domenicano, espressione della sua produzione più tarda – e Jacopo Bassano con Autunno e Primavera, compaiono capolavori dell’Italia centrale, caratterizzata da rigore disegnativo e attenzione prospettica. Ne è esempio il Ritratto di uomo (1500 ca.) attribuito a Raffaello. La scuola ferrarese è rappresentata dalla Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli (1535–1542 ca.) di Battista Dossi, in cui si combinano lirismo e invenzione. La transizione verso il Seicento è documentata dalla Fuga in Egitto (1595 ca.) del Cavalier d’Arpino. Di grande rilievo è il Sonno di Gesù (1591) di Lavinia Fontana, prima donna artista a ottenere prestigiose committenze pubbliche: dal 1604, trasferitasi a Roma, lavorò per i principali mecenati dell’epoca, tra cui papa Paolo V e lo stesso Scipione Borghese. Il percorso include anche un’opera di Orbetto, eseguita su lavagna, esempio di quella sperimentazione tecnica particolarmente apprezzata dal cardinale. La mostra si chiude con i grandi maestri del Barocco: Guido Reni, con la Danza campestre, ambientata in un paesaggio collinare animato da contadini, dame e gentiluomini richiamati dal suono di liuto e viola; e Gian Lorenzo Bernini, con l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea (1615), probabilmente una delle sue prime prove in marmo.

Laboratorio Cuneo: un nuovo triennio tra bellezza e partecipazione

Le iniziative che si susseguiranno nel prossimo triennio al Complesso Monumentale di San Francesco si ispirano ai principi di bellezza, partecipazione, accessibilità e sostenibilità, dando concreta attuazione alla definizione del bene culturale come “testimonianza avente valore di civiltà”. Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla valorizzazione scientifica del patrimonio artistico, propongono un programma di attività educative e inclusive rivolto a pubblici diversi, trasformando Cuneo in un vero laboratorio di cultura condivisa.

Immagine di copertina: Guido Reni, Danza Campestre, 1601-1602 circa, olio su tela© Galleria Borghese / foto Mauro Coen

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