Condividi

Crisi di governo, Draghi in Senato: “No a fiducia di facciata, siete pronti a ricostruire il patto? È l’unica strada”

Draghi ha parlato in Senato: “Dimissioni scelta tanto sofferta quanto dovuta”. Il progressivo “sfarinamento della maggioranza”, la richiesta di impegni seri su 4 fronti. L’attacco a Putin. M5S freddi

Crisi di governo, Draghi in Senato: “No a fiducia di facciata, siete pronti a ricostruire il patto? È l’unica strada”

Una scelta tanto sofferta quanto dovuta“. Così il Premier Draghi descrive la sua decisione di dimettersi, pur ammettendo di aver condiviso la scelta del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di rifiutarle ed effettuare comunicazioni al Parlamento. Quello che si è presentato oggi in Senato è un Mario Draghi risoluto, perentorio, a tratti duro, disposto a continuare solo a condizione che i partiti la smettano con gli ultimatum, perché senza unità nazionale cade l’impalcatura che ha consentito all’Esecutivo di lavorare negli ultimi 17 mesi e di riconquistare il ruolo che gli spetta alla guida dell’Unione Europea.

La crisi, ha sottolineato Draghi, non può essere ignorata né minimizzata perché lascerebbe il Governo in balia degli umori e dell’incertezza. Poi la sfida diretta a tutte le forze politiche: “All’Italia non serve una fiducia di facciata, ma seria e concreta. L’unica strada – ha detto – se vogliamo ancora restare insieme, è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità. Partiti, siete pronti a ricostruirla? Dovete dare questa risposta a tutti gli Italiani, non a me”. Una sfida a cui, almeno inizialmente, alcune forze politiche presenti in Parlamento reagiscono freddamente. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle non hanno mai applaudito le parole del Premier. E alla fine del suo discorso nemmeno la Lega si è unita al coro di applausi. 

Il discorso di Mario Draghi

Il discorso di Mario Draghi in Senato comincia ripercorrendo quanto accaduto nel corso dell’ultima settimana: “Giovedì scorso ho rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente Mattarella, la decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato questo governo sin dalla sua nascita. Il presidente della Repubblica ha respinto dimissioni e chiesto di informare il Parlamento, una decisione che ho condiviso”, ha spiegato Draghi al Senato.

Il presidente del Consiglio ha poi rivendicato tutti i risultati ottenuti dal suo governo in questi 17 mesi. “Il presidente della Repubblica mi affidò l’incarico” di Premier con l’obiettivo di affrontare “tre emergenze: pandemica, economica e sociale”, “tutti i principali partiti, con una sola eccezione (Fratelli d’Italia, ndr.), decisero di rispondere positivamente a quell’appello. Nel discorso che tenni in quest’Aula feci riferimento all’unità nazionale, che in questi mesi è stata la miglior garanzia di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere il consenso più ampio possibile”.

“Le riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti oltre alla corposa agenda delle semplificazioni sono un passo essenziale per l’Italia. Ad oggi tutti gli obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti“, ha rimarcato il Premier. “Il merito dei risultati” raggiunti “è vostro, della vostra disponibilità a lavorare nell’interesse del paese. La vostra è stata la migliore risposta all’appello del presidente della Repubblica”, ha aggiunto.

Gli “italiani hanno sostenuto le misure che di volta in volta abbiamo messo in campo, sono diventati veri protagonisti politiche, penso al paziente rispetto durante le restrizioni della pandemia, della vaccinazione, dell’accoglienza spontanea ai profughi ucraini accolti con affetto e solidarietà. Penso alle comunità locali con il Pnrr: mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano“.

Draghi: “Non votare la fiducia è un gesto impossibile da ignorare”

Poi l’affondo. Con un tono che diventa sempre più duro nel corso del suo discorso, Mario Draghi non usa mezzi termini: “Non votare la fiducia di un governo di cui si fa parte è un gesto politico evidente. Non è possibile ignorarlo, non è possibile contenerlo perché vuol dire che chiunque può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo, perché viene dopo mesi di strappi e ultimatum. L’unica strada se vogliamo ancora rimanere insieme è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità. A chiederlo sono soprattutto gli italiani. La mobilitazione di questi giorni è senza precedenti e impossibile da ignorare. Due appelli mi hanno colpito in modo particolare: il primo è quello di circa duemila sindaci, autorità abituate a confrontarsi quotidianamente con i problemi delle loro comunità. Il secondo è quello del personale sanitario, gli eroi della pandemia,, verso cui la nostra gratitudine è immensa.”, ha detto il Premier.

“In questi mesi, l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia”, ha affermato Draghi. “Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno più ampio possibile. Questo presupposto è ancora più importante in un contesto di emergenza, in cui il Governo deve prendere decisioni che incidono profondamente sulla vita degli italiani. L’amplissimo consenso di cui il Governo ha goduto in Parlamento ha permesso di avere quella tempestività nelle decisioni che il presidente della Repubblica aveva richiesto. A lungo le forze della maggioranza – ha notato Draghi – hanno saputo mettere da parte le divisioni e convergere con senso dello Stato e generosità verso interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini”.

I messaggi al M5S: “Servono interventi su salari e reddito di cittadinanza”

Draghi ha poi elencato le misure che serviranno all’Italia nel prossimo futuro. “L’Italia ha bisogno di un Governo capace di muoversi con efficacia e tempestività su almeno quattro fronti”. Quali? Il Pnrr, la riforma del codice degli appalti pubblici che, ha sottolineato l’ex presidente della Bce “È il modo migliore per onorare la memoria di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e degli uomini e donne delle loro scorte, a trent’anni dalla loro barbara uccisione”. Ma anche il disegno di legge sulla Concorrenza e la riforma della giustizia.

Servono interventi per “assicurare livelli salariali dignitosi a fasce di lavoratori più in sofferenza. Il reddito di cittadinanza è una misura importante, ma può essere migliorato per favorire chi ha più bisogno e ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro”, ha detto il Presidente del Consiglio.

“Serve una riforma delle pensioni – ha proseguito – che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita e un impianto sostenibile ancorato al sistema retributivo”. Poi un messaggio anche alla Lega:  “Il disegno di legge” sulla concorrenza, che riguarda anche i taxi e le concessioni balneari” deve “essere approvato prima della pausa estiva. Ora c’è bisogno di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo” non il sostegno a proteste talvolta violente. “Dobbiamo portare avanti la transizione verso fonti pulite. La siccità e le ondate di calore anomale” impongono di “affrontare con serietà la crisi climatica”, ha aggiunto.

Il presidente del Consiglio ha parlato anche della posizione italiana sulla guerra in Ucraina, ribadendo quanto fatto finora: “il governo si identifica nell’Europa e nella Nato. La posizione è chiara e forte nel cuore dell’Ue, del G7 e della Nato. Bisogna sostenere l’Ucraina in ogni modo. Come ripetuto ieri al presidente ucraino armare l’Ucraina è l’unico per aiutare gli ucraini a difendersi”. ha detto.

Draghi: “No a fiducia di facciata, serve un nuovo patto” 

Serve un governo che sia davvero forte e coeso e un Parlamento che lo accompagni con convinzione, nel reciproco rispetto dei ruoli. All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi. Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari – siete pronti a ricostruire questo patto?”, ha chiesto Draghi. “Siamo qui in quest’Aula solo perché gli italiani lo hanno chiesto. È una risposta che dovete dare a tutti gli italiani, non a me”, ha concluso. 

I prossimi passaggi

Dopo l’intervento, seguirà il dibattito e intorno alle 19.30 l’atteso voto di fiducia dal quale emergerà il futuro dell’Italia: definitiva crisi di Governo o prosecuzione dell’Esecutivo. Domani Draghi sarà invece alla Camera. 

Commenta