Condividi

I Cotoni di Albini: conti in crescita e prima collezione invernale

Il 2017 si chiude con un fatturato di quasi 25 milioni di euro (+25%) – Focus sulla sostenibilità: “Il controllo diretto della filiera produttiva garantisce di poter tracciare, misurare e controllare ogni passaggio”

I Cotoni di Albini: conti in crescita e prima collezione invernale

I Cotoni di Albini, società del Gruppo Albini specializzata nella produzione di filati, chiude il 2017 con un fatturato di quasi 25 milioni di euro (+25%), in aumento rispetto al 2016 che si chiuse con un risultato di 20 milioni. La crescita a due cifre de I Cotoni di Albini si inquadra in un risultato di gruppo positivo (149,5 milioni di fatturato rispetto ai 147,2 del 2016) e proviene da clienti che per il 70% sono diversi dal Gruppo Albini. La vocazione internazionale del Gruppo Albini si conferma anche nella strategia de I Cotoni di Albini con una quota Export del 50%.

La gamma filati de I Cotoni di Albini si arricchisce con la prima collezione invernale realizzata con lane prodotte su tecnologia di filatura cotoniera. “La Collezione invernale – spiega Daniele Arioldi, amministratore delegato dei I Cotoni di Albini – costituisce una risposta alla crescente richiesta del mercato di fascia alta di filati innovativi performanti prodotti con materie prime naturali. L’innovativa offerta in lana propone titolazioni finissime destinate a molteplici utilizzi, a partire dalla camiceria fino alla maglieria circolare. Si tratta di una filiera completamente italiana a partire dal lavaggio della stessa materia prima fino alla filatura eseguita presso il nostro stabilimento”.



“La sostenibilità – spiega il presidente del Gruppo, Stefano Albini – tema tanto caro a mio fratello Silvio recentemente scomparso, da anni è al centro delle nostre strategie e rappresenta per il Gruppo Albini il punto di partenza per la creazione di valori condivisi che si traducono in un percorso di crescita e in una migliore qualità di vita per le prossime generazioni, contribuendo al benessere dei dipendenti e delle comunità nelle quali opera. Il controllo diretto della filiera produttiva garantisce di poter tracciare, misurare e controllare ogni passaggio assicurando la completa sostenibilità. La tracciabilità dell’intero processo produttivo a partire dalla produzione delle materie prime, infatti – conclude Stefano Albini – è condizione essenziale per una reale sostenibilità”.

Commenta