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Contratto statali: pronti 900 milioni per il rinnovo 2016-2018

Oltre ai 300 milioni già stanziati (e non utilizzati) per quest’anno, nella nuova manovra dovrebbero approdare altri 600 milioni per il 2017 e il 2018 – Rimane però da superare la contrapposizione Governo-sindacati sui vincoli imposti dalla legge Brunetta alla distribuzione dei premi.

Contratto statali: pronti 900 milioni per il rinnovo 2016-2018

Novità importanti sul rinnovo del contratto degli Statali. Secondo le ultime indiscrezioni circolate nel fine settimana, il Governo avrebbe intenzione di stanziare per questo capitolo di spesa circa 900 milioni di euro per il triennio 2016-2018.

Tuttavia, poiché la scorsa manovra aveva già previsto 300 milioni per quest’anno (che non sono stati utilizzati), le nuove risorse che previste dalla nuova legge di Stabilità dovrebbero ammontare a circa 600 milioni.

In ogni caso, la partita non è ancora chiusa e non è impossibile un ritocco delle cifre al rialzo, magari riservando un surplus per il 2018, visto che l’aumento è spalmato in tre anni.

Nelle prossime settimane sindacati e governo dovrebbero tornare a incontrarsi per fare il punto prima dell’avvio della contrattazione vera e propria, dopo sette anni di blocco.

Non si discuterà soltanto delle risorse da stanziare, ma anche delle regole con cui procedere ai rinnovi. L’obiettivo dei sindacati è spostare alcune materie, oggi determinate per legge, entro il perimetro della contrattazione.

Il principale problema da superare ha a che vedere con la legge Brunetta. La norma, che risale al 2009 e che finora è rimasta sulla carta (perché avrebbe dovuto entrare in vigore con la prima tornata contrattuale successiva al rinnovo, finora congelato), imporrebbe di applicare questo schema:

– metà del budget produttività al 25% degli statali con le pagelle più alte;

– l’altra metà del budget produttività ai lavoratori con performance di medio standard, da rintracciare nel 50% della forza lavoro complessiva;

– nemmeno un euro per la produttività, invece, all’altro 25% dei lavoratori che si colloca sotto gli standard.

Ora, il governo vorrebbe puntare sul salario di secondo livello, in particolare sui premi, ma nessun sindacato è disposto a firmare un rinnovo che destini risorse ai premi se prima non vengono superati i vincoli introdotti dalla legge Brunetta, che lascerebbe senza incentivo un milione e mezzo di Statali.

Di fronte a questo scoglio, sembra che il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sia disponibile a inserire nella manovra una norma per congelare la Brunetta, ma solo se i sindacati proporranno un altro criterio di valutazione altrettanto rigido per evitare premi a pioggia.

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