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Cisl, aria di epurazione. Scoppia il caso Lauria del centro di formazione. Un appello per scongiurare rotture

Aria di tempesta nella seconda centrale sindacale: dopo lo scandalosa guerra all’ex segretario generale dei metalmeccanici, Marco Bentivogli, ora ci sono venti di epurazione contro il responsabile della formazione, Francesco Lauria, in difesa del quale arriva un appello di studiosi ed ex leader sindacali

Cisl, aria di epurazione. Scoppia il caso Lauria del centro di formazione. Un appello per scongiurare rotture

Una domanda: la Cisl dispone di tanti quadri e dirigenti da permettersi di privarsi dei migliori? Ricordo un articolo di Franco Locatelli su FIRSTonline nel quale il direttore, commentando il cambio della guardia ai vertici della Confederazione di via Po tra Luigi Sbarra e Daniela Fumarola attribuiva ad Annamaria Furlan niente di meno che ‘’il torto storico di aver indotto alle dimissioni perché troppo indipendente il miglior sindacalista degli ultimi anni, l’ex segretario generale dei metalmeccanici Cisl, Marco Bentivogli’’. 

Cisl: Lauria in rotta con i vertici della Confederazione

Attualmente, si trova in difficoltà con i vertici della Confederazione, Francesco Lauria, Responsabile Progettazione, Formazione, Ricerca Europea – Fondazione Ezio Tarantelli. Da vent’anni nella Cisl, Lauria ha operato a lungo nel mitico Centro Studi di Firenze, la scuola sindacale da cui sono usciti i grandi dirigenti della Confederazione, è stato autore di importanti pubblicazioni, tra le quali un saggio dedicato alla memoria di Pippo Morelli, già dirigente della Fim-Cisl di Pierre Carniti ai gloriosi tempi della FLM. 

In difesa di Lauria sono intervenute, sottoscrivendo un appello, personalità storiche del sindacalismo e del cattolicesimo democratico come Gian Primo Cella, Paolo Feltrin,Bruno Manghi, Romano Prodi e Tiziano Treu, nonché taluni ex leader sindacali come Giorgio Benvenuto e Savino Pezzotta, i quali hanno deplorato il deterioramento dei rapporti, lamentato che non vi siano state la disponibilità e la capacità del gruppo dirigente di gestire la controversia allo scopo di superne i motivi e di salvaguardare così il capitale umano della Cisl in un momento difficile come l’attuale. 

L’importante missione della Cisl: contrastare lo sbandamento politico della Cgil

La Confederazione di via Po ha una missione importante in questa fase storica del sindacalismo italiano ed europeo. Nel nostro paese deve contrastare la brutalità della Cgil, il sindacato che sotto la direzione di Maurizio Landini si è schierato in una collocazione organica con l’opposizione politica e a questa scelta ha ormai ispirato la sua linea politica. 

L’ultimo esempio di questo deprecabile sviamento di funzioni e ruoli è rappresentato dallo sciopero proclamato dalla sola Cgil per venerdì 19 settembre, un’azione non usuale, nelle motivazioni, alla luce dei compiti specifici di una organizzazione sindacale, e caratterizzata da una impostazione unilaterale riguardante la tragedia di Gaza. Anche la Cisl è impegnata, con motivazioni talvolta discutibili, in talune iniziative di solidarietà con quella popolazione, ma non si presta alla strumentalizzazione del dolore e della sofferenza dei gazawi per evidenti motivi di contrapposizione politica. 

Si prepara poi una campagna d’autunno in cui, prima ancora che parta il confronto con il governo, la Cgil ha già delineato, nella sua Assemblea nazionale del luglio scorso, un percorso che condurrà allo sciopero generale, a prescindere dai contenuti della legge di bilancio. 

La Cisl ha bisogno di mettere in campo tutte le risorse di cui dispone e non può permettersi che una vicenda, determinata da motivi seri ma superabili con un minimo di saggezza politica e di umana comprensione, inneschi delle inutili polemiche in un momento il cui la democrazia italiana ha bisogno della sua autonomia

L’appello alla Cisl

La lettera/appello di Giorgio Benvenuto, Giuliano Cazzola e Savino Pezzotta alla Cisl:

“Siamo venuti a conoscenza del procedimento disciplinare in essere da parte della Cisl confederale nei confronti di Francesco Lauria. Abbiamo conosciuto approfonditamente e fortemente apprezzato Francesco in quasi vent’anni nell’esercizio delle sue funzioni lavorative, anche in rapporto con le istituzioni, il Parlamento in particolare, del quale siamo stati componenti. Dalle informazioni raccolte abbiamo tratto la convinzione che, in questo caso, si sia creato un  deplorevole deterioramento dei rapporti che nuoce alle tradizioni democratiche e pluraliste di una  grande organizzazione sindacale per motivi che un gruppo dirigente deve essere in grado di  superare proprio per non disperdere competenze ed energie utili per l’insieme della confederazione, in momenti difficili come gli attuali. Alla luce della nostra esperienza sindacale ed istituzionale ed in coerenza con i valori riformisti  del sindacalismo confederale italiano (le nostre persone rappresentano le esperienze di Cgil Cisl e  Uil) auspichiamo un vostro reciproco incontro e una soluzione condivisa, per il bene di tutti”. 

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