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Cipolletta (Assonime): “Meno Irpef e meno Irap, più Iva”

Eletto oggi alla presidenza dell’Associazione fra le Spa italiane, Innocenzo Cipolletta propone una nuova ricetta fiscale: “Ripristinare tassazione sugli immobili e tagliare l’Irap” e l’Irpef, ma anche “ridurre l’aliquota normale Iva e diminuire le esenzioni” – “Bene il governo sulla gestione della spesa” – Più contendibilità per le imprese – Padoan: “Non è nel mio carattere battere i pugni sul tavolo”.

Cipolletta (Assonime): “Meno Irpef e meno Irap, più Iva”

“Ripristinare una tassazione sugli immobili e ridurre l’Irpef e l’Irap è la via per spostare il carico fiscale dalla produzione alla rendita. Inoltre, sfoltendo la lista dei beni e dei servizi oggi tassati con aliquote Iva ridotte, si può spostare un po’ di più il carico fiscale dalla produzione ai consumi, colpendo così maggiormente le importazioni e sgravando le esportazioni”. È questa la ricetta proposta da Innocenzo Cipolletta, eletto oggi alla guida di Assonime, l’associazione fra le società italiane per azioni, in sostituzione di Maurizio Sella. Quest’ultimo, giunto al termine del suo secondo mandato e quindi non più rinnovabile, diventa presidente onorario e resta nel Consiglio direttivo come membro di diritto.

IVA: RIDURRE L’ALIQUOTA NORMALE E TAGLIARE LE ESENZIONI



“Si tratta di una svalutazione fiscale che la Germania ha fatto all’inizio di questo millennio – continua Cipolletta – e che tutti in Italia hanno ammirato. Perché non si può fare da noi? Conosco la risposta, ma non mi arrendo. Questo significa fare il nostro dovere: rappresentare soluzioni che ci sembrano giuste, anche se sono politicamente difficili”.

In riferimento all’Iva, Cipolletta ha poi precisato che “bisognerebbe ridurre l’aliquota normale riducendo le esenzioni. Ovviamente il mondo della distribuzione è contrario e molte lobby specifiche lo sono ma alla fine qual è la soluzione migliore? Un’Iva normale sotto il 22% e poche esenzioni. Molti protesteranno anche tra gli iscritti ad Assonime”.

GOVERNO E CRESCITA

Quanto all’attività del governo, secondo Cipolletta il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “ha fatto miracoli per conciliare la necessità di rispettare i vincoli europei con l’esigenza di non deprimere ulteriormente l’economia”. Tuttavia, in assenza di ulteriori riforme, per il neopresidente di Assonime “è difficile immaginare che il nostro Paese possa crescere molto al di là di quel tetto dell’1% annuo del Pil che negli ultimi due anni ha costituito un limite arduo da superare, anche per i molti impedimenti che ostacolano il buon funzionamento dei mercati e l’attività d’impresa”.

SPESA PUBBLICA

Sul versante della spesa pubblica, “l’Italia è il paese che più di altri ha contenuto le uscite nel corso degli ultimi anni – sottolinea ancora Cipolletta – specie se ci si riferisce a quella al netto degli interessi. Rispetto al Pil è ormai pari alla media dell’area euro. Nel periodo 2009-2016 l’incremento della spesa è stato del 3,8% contro il 12,8% dell’Ue (15,3% in Francia, 21,6% in Germania, 10% Regno Unito). Si è tagliato dove si poteva e non sempre dove si doveva: la spesa per investimenti è crollata del 35% nel 2009-2016, quella per personale pubblico del 4%, quella per pensioni è cresciuta del 13%”.

RISPARMIO PREVIDENZIALE

Anche per questo il nuovo numero uno di Assonime ritiene che sarebbe opportuno favorire il risparmio previdenziale, che in Italia ammonta ormai a oltre 200 miliardi, “attraverso un minor peso fiscale e consentendone un maggior impiego nelle imprese, visto che ora è più rivolto a finanziare il debito pubblico e il patrimonio immobiliare. Il risparmio previdenziale in altri Paesi rappresenta il maggior investitore istituzionale nell’economia reale. Sono investitori pazienti, perché investono nel medio e lungo termine, proprio quello che serve alle imprese per poter crescere”.

IL CONTROLLO DELLE IMPRESE

Sempre in riferimento alle imprese, Cipolletta ha sottolineato che il controllo, un fattore importante per la loro gestione, “non può diventare un limite alla loro crescita. Abbiamo bisogno di imprese che, laddove ci sia un utile per crescere, sappiano diventare public company nel senso anglosassone del termine”. I Cda, ha concluso Cipolletta, devono rispettare maggiormente gli assetti di mercato: ci vuole un numero sufficientemente ampio di consiglieri “realmente indipendenti”.

PADOAN: IN EUROPA NON SBATTO I PUGNI SUL TAVOLO

“Sbattere i pugni sul tavolo non fa parte del mio carattere. Se si ottiene qualcosa in Europa, è perché l’Italia mostra di fare il suo dovere e di rispettare le regole”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan all’Assemblea di Assonime, osservando che “il clima in Europa sta cambiando nella direzione giusta, anche grazie al risultato delle elezioni in Francia”.

LE ALTRE NOVITÀ IN ASSONIME

L’assemblea di Assonime ha anche rinnovato il Consiglio Direttivo, di cui sono entrati a far parte Paolo Astaldi, Franco Bassanini, Gilberto Benetton, Alberto Bombassei, Alessandro Buzzi, Fabio Cerchiai, Claudio Costamagna, Carlo De Benedetti, Sandro De Poli, Matteo Del Fante, Marco Drago, Gabriele Galateri di Genola, Luca Garavoglia, Gioia Ghezzi, Francesco Giordano, Patrizia Grieco, Gian Maria Gros-Pietro, Pietro Guindani, Gaetano Maccaferri, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Alessandro Profumo, Giuseppe Recchi, Gianfelice Rocca, Pietro Salini, Carlo Salvatori, Pierluigi Stefanini, Pio Teodorani Fabbri, Massimo Tononi.

È stata inoltre nominata la nuova Giunta, mentre il Collegio dei Revisori dei Conti è stato confermato. Via libera anche al preventivo spese per il biennio 2017-2018.

L’assemblea privata è stata preceduta dalla giunta dell’Associazione, che ha approvato bilancio 2016, in cui si registra un avanzo di gestione di 121mila euro. Infine, la giunta ha discusso il secondo rapporto del gruppo di lavoro “Un mercato unico digitale per l’Europa”, coordinato da Franco Bassanini, dal titolo “La Digital Single Market Strategy a metà percorso: obiettivi strumenti e attuazione”.


Allegati: Discorso Presidente Cipolletta

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