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Cile come il Messico: in costruzione il muro anti-migranti al confine con Bolivia e Perù

Il neo presidente José Antonio Kast, insediato da poche settimane, ha già fatto partire i lavori: il muro sarà alto 5 metri e pattugliato 24 ore su 24 da esercito e droni (VIDEO)

Cile come il Messico: in costruzione il muro anti-migranti al confine con Bolivia e Perù

Remigrazione, rimpatri di massa, stop immediato alla regolarizzazione degli immigrati e persino la costruzione, già iniziata, di “barriere fisiche” per proteggere i confini. Il confine in questione non è quello già noto alle cronache tra Usa e Messico e nemmeno stiamo parlando dell’Ungheria di Viktor Orban, ma del Cile del neo-eletto presidente Josè Antonio Kast, ultraconservatore trumpiano che non si è limitato ad annunciare una dura lotta contro l’immigrazione clandestina, ma è velocemente passato dalle promesse della campagna elettorale ai fatti.

Kast lo aveva promesso in campagna elettorale: partiti i lavori dello “Scudo di frontiera”

Insediato da pochissime settimane, Kast ha subito messo in atto il suo cavallo di battaglia propagandistico: più sicurezza e stop ai migranti, soprattutto i tantissimi venezuelani in arrivo da Nord, dal confine con Bolivia e Perù. E’ proprio sulla frontiera con la Bolivia che il presidente cileno ha dato l’ordine di erigere una “barriera fisica”, o per meglio dire un vero e proprio muro, sul modello di quello tra Stati Uniti e Messico. Il piano, battezzato “Escudo de frontera”, servirà anche ad impedire il traffico di droga e prevede la costruzione di un muro alto 5 metri e lo scavo di fossati di 3 metri di profondità sul perimetro.

Sui 500 km di confine con la Bolivia sorgerà un muro alto 5 metri

L’opera, i cui lavori sono già iniziati, godrà di un importante supporto tecnologico: droni dotati di telecamere termiche, a infrarossi e di riconoscimento facciale sono operativi 24 ore su 24 a presidiare il confine. Con un altro decreto il presidente Kast, dichiaratamente simpatizzante del regime militare di Augusto Pinochet, ha aumentato le risorse a disposizione di polizia ed esercito per pattugliare costantemente i 500 chilometri di confine soprattutto con la Bolivia ma anche col Perù.

Stop alla regolarizzazione di quasi 200 mila immigrati irregolari e via alla remigrazione

Oggi, secondo i dati ufficiali, sono 337 mila gli stranieri che vivono in Cile in condizione di illegalità, non pochi in un Paese di 20 milioni scarsi di abitanti. Il predecessore di Kast, il socialista Gabriel Boric, aveva previsto di regolarizzarne quasi 200 mila, ma il nuovo governo ha immediatamente sospeso il provvedimento, sostenendo che almeno 6 mila dei potenziali beneficiari hanno commesso crimini in territorio cileno. “Non regolarizzeremo proprio nessuno”, ha avvisato Kast che ha invece promesso arresti ed espulsioni, secondo il concetto di remigrazione.

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