Cherry Bank chiude il 2025 con risultati che rafforzano la propria traiettoria industriale e pongono basi solide per il nuovo piano strategico 2026-2028. La Banca ha registrato un utile netto superiore a 21 milioni di euro, masse complessive pari a 4,5 miliardi e un patrimonio oltre i 220 milioni, confermando una struttura patrimoniale robusta e una capacità di generare redditività coerente con un modello di business selettivo e disciplinato.
Su queste fondamenta si innesta il lavoro già avviato dal nuovo consiglio di amministrazione, presieduto da Marina Natale, per la definizione del prossimo piano strategico. L’obiettivo è chiaro: rafforzare ulteriormente il posizionamento della banca come partner di riferimento per le famiglie imprenditoriali e per le loro imprese, con un approccio innovativo tanto nel Wealth Management quanto nel Corporate & Investment Banking.
Wealth Management: obiettivo 4 miliardi di masse in due anni
Nel Wealth Management Cherry Bank può oggi contare su un team di 30 professionisti, destinato a crescere nei prossimi mesi per sostenere un percorso di sviluppo ambizioso: portare le masse gestite da 1,5 miliardi a 4 miliardi in due anni. Il modello non si limita alla gestione patrimoniale tradizionale, ma integra l’intera gamma dei servizi bancari in una logica di consulenza complessiva. L’ascolto dell’imprenditore, la comprensione delle esigenze aziendali e personali, la capacità di costruire soluzioni coerenti con la storia e le prospettive dell’impresa costituiscono il fulcro dell’offerta. Si tratta di un’impostazione che mira a coniugare tutela del patrimonio e supporto allo sviluppo industriale, in una relazione di lungo periodo.
Parallelamente, l’Area Corporate & Investment Banking ha chiuso il 2025 con 25 operazioni e 207 milioni di euro erogati a favore di Pmi e Mid Corporate attive in settori eterogenei, dal food & beverage alla meccanica ed elettronica, dall’hotelerie all’idroelettrico. L’attività si è concentrata sia sul sostegno a eccellenze italiane, spesso oggetto di operazioni promosse da fondi di private equity, sia su situazioni di disequilibrio finanziario o turnaround, dove è richiesta una forte capacità di strutturazione e una profonda conoscenza delle dinamiche industriali.
In questo contesto, la banca ha rafforzato la propria squadra con figure senior, consapevole che la qualità delle competenze sia un fattore determinante nella costruzione di soluzioni su misura e nella gestione di operazioni complesse. L’esperienza maturata ha evidenziato come, in molte situazioni, la sola leva del debito non sia sufficiente: percorsi di crescita e rilancio richiedono spesso anche apporti di equity; capacità di strutturazione non convenzionali; una rete di relazioni con investitori specializzati.
CIB 2026: modello capital light, disciplina sui rischi e governance rafforzata
Per il 2026 è previsto un ulteriore rafforzamento dell’Area CIB, anche in una logica “capital light”. L’istituto intende favorire, ove possibile, l’accesso diretto delle imprese al mercato dei capitali e, al contempo, valorizzare il proprio ruolo di lender aprendo determinate operazioni a investitori terzi, inclusa la clientela Wealth e quella istituzionale, selezionando iniziative imprenditoriali coerenti con i propri criteri di rischio e di rendimento.
La crescita, tuttavia, resta ancorata a una rigorosa disciplina sui rischi e a un’attenta valutazione delle vulnerabilità legate a shock macroeconomici e monetari. Il modello di sviluppo adottato ha dimostrato una buona capacità di execution, sia nella crescita organica sia nell’integrazione di nuove realtà. In un contesto di crescente concentrazione bancaria e di costi di compliance sempre più rilevanti, Cherry Bank guarda con attenzione a operazioni mirate su realtà di piccole e medie dimensioni, dove le sinergie industriali e operative possono tradursi in concreta creazione di valore.
La governance rappresenta un ulteriore elemento di solidità. Il rinnovato Consiglio di Amministrazione, presieduto da una figura con esperienza internazionale e consolidata competenza anche in operazioni straordinarie, rafforza il presidio strategico e la capacità di indirizzo industriale.
La guidance per il triennio 2026-2028
Come azionista mi attendo che il ROE nel periodo del piano 2026-2028 si attesti attorno al 15% e il 20%, un target che riflette un utilizzo efficiente del capitale e una chiara ambizione di crescita profittevole. L’impostazione resta dichiaratamente orientata agli stakeholder: creazione di valore stabile per gli azionisti nel lungo periodo, attenzione ai territori di riferimento e vicinanza ai clienti che affidano alla banca la gestione dei propri patrimoni e il supporto ai propri progetti imprenditoriali.
Cherry Bank si presenta così al mercato con una strategia coerente, scalabile e fondata su risultati concreti: una banca specializzata che punta a crescere senza rinunciare alla ragionevole prudenza, valorizzando competenze, relazioni e capacità di integrazione in un sistema bancario in rapida evoluzione.
°°°L’autore è il fondatore, il Ceo e principale azionista di Cherry Bank