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Champions: Milan, sfida chiave con il Liverpool e Inter contro Real

Il Milan si gioca il passaggio agli ottavi di Champions contro il Liverpool a San Siro, ma per centrare il traguardo deve assolutamente vincere – Esame di maturità invece per l’Inter, cha va a Madrid già qualificata ma proverà a vincere per arrivare al primo posto nel girone

Champions: Milan, sfida chiave con il Liverpool e Inter contro Real

Dentro o fuori. La fase a gironi della Champions League è arrivata all’ultimo atto, quello in cui si decidono i destini delle squadre ancora in bilico tra la qualificazione agli ottavi, la retrocessione in Europa League o la totale eliminazione dalle coppe. È il caso del Milan, che questa sera si gioca il tutto per tutto a San Siro contro il Liverpool di Klopp, ma non dell’Inter, di scena al Bernabeu contro il Real Madrid in un match che vale “solo” il primo posto, alla luce di un pass già staccato nel turno precedente.

Riflettori dunque puntati su Milano, in una notte affascinante e dal sapore antico, quando rossoneri e Reds si contendevano la Champions nelle finali di Istanbul e Atene. Qui invece non c’è palio nessuna coppa, ma la possibilità di andare avanti che per il Milan, considerando come si era messo il girone, è quasi la stessa cosa. Nessuno, infatti, avrebbe pensato di arrivare all’ultima giornata ancora in corsa, visto l’unico punto raccolto nelle prime quattro giornate, poi però ecco la vittoria di Madrid a ridare fiato alle speranze rossonere, comunque legate a un’impresa non da poco.

A Pioli non basterebbe solo battere il Liverpool, che di per sé è già estremamente complicato, per quanto sia già qualificato e dunque meno affamato di punti, ma avrebbe bisogno pure che il Porto non battesse l’Atletico nell’altra sfida da dentro o fuori del girone: se i portoghesi fanno 3 punti vanno agli ottavi, viceversa; con un pareggio o una vittoria degli spagnoli (che non devono però segnare 3 gol in più del Milan), passano i rossoneri, a patto ovviamente di fare bottino pieno. Insomma, i calcoli non sono semplici e la qualificazione resta difficilissima, ma essere ancora qui a giocarsela, tutto sommato, è già una mezza vittoria.

“Rispetto all’andata siamo più pronti, conosciamo il livello di intensità e forza del Liverpool – l’analisi di Pioli – Se riusciremo a saltare il loro primo pressing potremo essere pericolosi anche noi. Stiamo lavorando nei minimi dettagli perché vogliamo essere competitivi con le più forti d’Europa, il nostro obiettivo è essere competitivi. Se riusciremo andare agli ottavi benissimo, altrimenti vedremo di dare tutto in Europa League o altro: vogliamo vedere il nostro livello”.

Ancora una volta però il tecnico rossonero dovrà fare i conti l’emergenza infortuni, vera e propria piaga della stagione: all’elenco, dopo Pellegri, si è aggiunto anche Leao, fermatosi per una lesione al bicipite femorale che gli costerà (almeno) 10 giorni di stop. L’unico attaccante disponibile sarà così Ibrahimovic, visto che Giroud e Rebic sono ai box da tempo, proprio come Kjaer e Calabria, non il massimo per una serata così importante, nella quale sarebbe stato fondamentale avere tutti a disposizione. Ma il Milan, arrivato a questo punto, non può perdersi nei rimpianti, bensì trovare le risorse per compiere l’impresa. Pioli si affiderà a un 4-2-3-1 con Maignan in porta, Kalulu, Tomori, Romagnoli e Hernandez in difesa, Kessié e Tonali a centrocampo, Saelemaekers, Diaz e Krunic sulla trequarti, Ibrahimovic in attacco.

“Non vedo l’ora di giocare a San Siro, per me è la prima volta – le parole di Klopp – Dobbiamo fare le cose necessarie per affrontare la partita con la giusta intensità, poi è chiaro che faremo dei cambi, visto che avremo 5 partite in 14 giorni. Salah? Non posso cambiarli tutti, dovremo pur sempre mettere undici giocatori in squadra…”.

I Reds, dunque, non giocheranno certo con la formazione tipo, il che è indubbiamente un vantaggio per il Milan, a patto però di ricordarsi che gli inglesi non tirano certo indietro la gamba, nemmeno se sono già qualificati e primi. Il 4-3-3 di Klopp vedrà Alisson tra i pali, Alexander-Arnold, Matip, Gomez e Tsimikas nel reparto arretrato, Henderson, Thiago Alcantara e Keita in mediana, Minamino, Origi e Mané nel tridente offensivo.

Clima certamente più rilassato a Madrid, dove Real e Inter si sfideranno senza ansie da qualificazione. Entrambe, infatti, sono già certe di andare agli ottavi, ora resta solo da stabilire l’ordine di classifica, con gli spagnoli attualmente in vantaggio di 2 punti. I nerazzurri, dunque, sono costretti a vincere se vogliono prendersi il primo posto, comunque importante in fase di sorteggio.

“È una partita importante, a Madrid l’Inter ha vinto solo una volta nella sua storia – ha confermato Inzaghi – Ci saranno insidie e difficoltà, ma veniamo a giocarcela con personalità e motivazione, è una gara importante a cui teniamo. Giocheremo con personalità e fiducia, sapendo che abbiamo già fatto una cosa importante per questo club passando i gironi dopo dieci anni”.

“È una gara di prestigio per noi, affrontiamo un’Inter che sta giocando bene a calcio, che sta facendo bene – ha replicato Ancelotti – Ci giochiamo il primo posto, davanti al nostro pubblico: la priorità va a questa partita, non a quella con l’Atletico di domenica. L’obiettivo è arrivare in fondo o in finale, che è la prima cosa da fare per alzare il trofeo. La storia di questo club, il migliore al mondo che ha vinto più titoli in Europa, impone di vincere”.

Sulla carta può venir fuori un match davvero interessante e spettacolare, tra due squadre che stanno bene e possono giocare senza particolari ansie da prestazione. Inzaghi si affiderà al consueto 3-5-2 con Handanovic in porta, Bastoni, Skriniar e D’Ambrosio in difesa, Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu e Perisic a centrocampo, Dzeko e Lautaro in attacco.

Turnover abbastanza spinto invece per Ancelotti, che risponderà con un 4-3-3 con Courtois tra i pali, Carvajal, Militao, Alaba e Mendy nel reparto arretrato, Valverde, Casemiro e Isco in mediana, Asensio, Jovic e Vinicius nel tridente offensivo, lasciando così a riposo, almeno dall’inizio, gente come Modric e Kroos, senza considerare Benzema, out per infortunio.

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