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Cgil, Congresso: Landini segretario generale, Colla e Fracassi vice

L’assemblea nazionale della Cgil uscita dal Congresso di Bari ha eletto Maurizio Landini nuovo segretario generale al posto della Camusso con il 93% dei voti – Vincenzo Colla e Gianna Fracassi sono i due nuovi vicesegretari – Il neosegretario lancia un appello per cambiare il sistema dei contratti

Cgil, Congresso: Landini segretario generale, Colla e Fracassi vice

È ufficiale: Maurizio Landini è stato eletto segretario della Cgil con il 92,7% dei voti dell’assemblea generale. I suoi vice saranno Vincenzo Colla – l’esponente della maggioranza congressuale che ha conteso fino all’ultimo la nomina a Landini – e Gianna Fracassi.

Nel primo giorno del nuovo incarico, Landini ha subito proposto una riforma del sindacato e dell’organizzazione contrattuale del mondo del lavoro. “Ci sono troppi contratti — ha detto — e nello stesso luogo di lavoro troppe persone che lavorano fianco a fianco con paghe diverse”. Il primo passo sarà dunque quello di riunificare i contratti, anche perché “oggi la tradizionale distinzione tra industria e servizi sembra superata dalla realtà”. Secondo il neosegretario, servono dunque meno categorie e più lotte comuni tra dipendenti che lavorano nello stesso luogo.

Landini vorrebbe modificare anche il sistema della rappresentanza, rendendo validi per tutti i contratti nazionali: “Dobbiamo evitare i contratti pirata fatti da sindacati che rappresentano poche persone”.

Poi, in conferenza stampa, l’attacco al governo: “La chiusura dei porti è per noi una scelta insopportabile e inaccettabile”. Landini annuncia quindi come prima uscita da nuovo segretario generale la visita al Cara di Bari Palese.

Su altri temi, invece, Landini ha scelto la strada della diplomazia. Ad esempio sulla Tav: “La politica del blocco generalizzato di tutte le grandi opere decisa da questo governo non è una scelta intelligente”.

Quanto al decreto che introduce il bonus/malus a seconda dei livelli di inquinamento delle auto, per il neosegretario è un “provvedimento a capocchia, una scelta che oggi favorisce i costruttori stranieri e non il lavoro italiano”.

Allo stesso tempo, però, secondo Landini “per anni Fca ha detto che investire sull’elettrico non era una scelta utile e adesso rischiamo di pagarne le conseguenze”.

Infine, un appello all’unità: “Voglio essere chiaro e franco – ha concluso Landini – Se qui tra di noi qualcuno si sente landiniano, colliano o camussiano, sappia che questi sono sintomi di una malattia che va curata subito”.

Il 9 febbraio a Roma ci sarà una manifestazione nazionale con Cgil, Cisl e Uil.

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