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Carige crolla in Borsa dopo lo stop all’aumento

Il titolo non fa prezzo in avvio con un ribasso teorico del 18,75 per cento dopo la mancata approvazione della ricapitalizzazione a causa dell’astensione di Malacanza in assemblea. Financial Times: “Carige verso la risoluzione”. Lieve recupero delle azioni nel pomeriggio

Carige crolla in Borsa dopo lo stop all’aumento

Ritorno dalle vacanze da incubo per Carige. Il titolo per due ore non è riuscito a fare prezzo, registrando un calo teorico del 18,75% a 0,0013 euro. Alle 11.30 l’avvio delle contrattazioni con le azioni in ribasso del 12,5%. Nel pomeriggio un lieve recupero: alle 15.40 il rosso è del 6,25%.

A causare la debacle borsistica dell’istituto, da tempo in difficoltà finanziarie, è il mancato via libera all’aumento di capitale da 400 milioni di euro da parte dell’assemblea straordinaria riunitasi lo scorso 22 dicembre. La ricapitalizzazione, punto cardine del piano di rafforzamento patrimoniale di Carige, è necessaria per soddisfare le condizioni imposte dalla BCE per il salvataggio.

La mancata approvazione dell’aumento di capitale riduce ulteriormente i margini di manovra a disposizione del management e aumenta significativamente l’incertezza relativa sull’istituto” spiega Equita.

Il risultato della votazione è dovuto al mancato raggiungimento del quorum deliberativo, a causa dell’astensione della Malacalza Investimenti (primo socio dell’istituto con il 27,5% del capitale) la cui posizione sarebbe dovuta alla mancanza di un nuovo piano industriale e all’eventuale necessità di ulteriori rettifiche su crediti. In seguito sono arrivate anche le dimissioni di due membri del cda, Lucrezia Reichlin e Raffaele Mincione.

“Non riusciamo a comprendere quale sia l’obiettivo di chi ha favorito questo esito e ci resta il dubbio di un pericolosissimo gioco al massacro che rischia di danneggiare tutti e che non tiene in alcuna considerazione le lavoratrici e i lavoratori del gruppo”, scrivono i sindacati del credito, che si riservano “di valutare tutte le conseguenze di questa decisione e di prendere tutte le iniziative che la situazione richiederà”.

Ricordiamo che, il giorno prima dell’assemblea (il 21 dicembre dunque), la Banca Centrale Europea aveva dato l’ok alla manovra di  rafforzamento patrimoniale (emissione Tier 2 più aumento di capitale) e l’estensione al 31 dicembre 2019 del termine per l’osservanza dei requisiti patrimoniali. L’Eurotower ha richiesto, tra oggi e domani, un incontro con i vertici dell’istituto – l’ad Fabio Innocenzi è atteso a Francoforte – a cui seguirà un meeting tra la famiglia Malacalza e la Bce.

‘A questo punto – sottolineano gli analisti di Equita – è da verificare se, dopo la mancata delibera dell’assemblea, questi termini possano ancora essere considerarsi validi”.

In questo contesto occorre sottolineare anche quanto scritto dal Financial Times in un un articolo sul “caso Carige”. Il quotidiano economico britannico dà per scontata la risoluzione della banca, prospettando un possibile intervento dello Stato, come accaduto per Mps, allo scopo di evitare un impatto ancora più pesante sul sistema bancario.

(Ultimo aggiornamento ore 15.45 del 27 dicembre).

 

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