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Calenda in campo: “Mi iscrivo al Pd”. Il Twitter-racconto

Il ministro dello Sviluppo economico scende in campo “per risollevare il Partito Democratico”. Soddisfazione dai piani alti del Nazareno: Gentiloni, Martina, Richetti e Finocchiaro applaudono ma Calenda avverte: “No allìallenza con M5S. Il leader c’è già ed è Gentiloni”

Calenda in campo: “Mi iscrivo al Pd”. Il Twitter-racconto

Il ministro dello sviluppo Carlo Calenda scende in campo: si iscriverà al Partito Democratico. La notizia non ha sorpreso i più, essendo una voce che già da tempo circolava nei corridoi del Nazzareno. Il suo rapporto con il prossimo ex segretario Matteo Renzi non è stato dei più sereni: scontri e dibattiti accesi in un primo momento, tentativi di ricucire nell’ultimo anno.

Calenda dunque si candida ad essere il nome nuovo del Pd, dopo che la conferenza stampa di lunedì sera di Renzi ha stravolto gli scenari futuri.



Il ministro romano ha affidato a Twitter l’annuncio della sua decisione, e subito dopo sono arrivate, a cascata, reazioni ma soprattutto felicitazioni, di alcuni dei principali esponenti Dem, tra cui anche il premier Gentiloni. Qualche anno fa avremmo dovuto aspettare conferenze stampa e note degli uffici stampa: oggi bastano solo due ore per iniziare ad ipotizzare quello che potrebbe essere il futuro di un centrosinistra che ad oggi, dopo uno dei più grandi fallimenti politici della storia, ha bisogno di ricominciare da zero.

8.28: Calenda scende in campo

Ore 8.52: neanche mezz’ora ed il premier accoglie con giubilo social la notizia

Ore 9.18: Il ministro dell’ambiente, il primo ad aver commentato i tragici risultati durante la notte del 4 marzo,  ringrazia Calenda

9.17: il rottamatore e braccio destro di Renzi la butta sul ridere. Si parla di ripartenza, Calenda può essere l’uomo giusto anche per chi ha sempre sostenuto il segretario uscente

10.08: Il ministro per i Rapporti con il Parlamento esulta per la notizia

 

Ma in serata Calenda ha avvertito: “Se il Pd si allea con M5S, il mio sarà il tesserameneto più breve della storia. No alla resa dei conti nel partito. Il leader c’è ed è Gentiloni”.

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