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Calcolo Isee 2018: come fare da soli e quali documenti portare al Caf

Il 15 gennaio è scaduta la Dichiarazione sostitutiva unica del 2017, il documento necessario per ottenere l’Isee – Chi vuole usufruire quest’anno di prestazioni sociali agevolate deve compilare una nuova Dsu e chiuedere l’indicatore valido per il 2018: ecco come fare.

Calcolo Isee 2018: come fare da soli e quali documenti portare al Caf

“Come calcolo l’Isee 2018?”. Migliaia di italiani si pongono la stessa domanda in questo periodo dell’anno, visto che dallo scorso 15 gennaio l’Isee 2017 non è più valido. Le risposte sono due: si può fare da soli oppure chiedere aiuto a un professionista o a un Caf, presentando una serie di documenti. Orientarsi non è sempre facile: cerchiamo di fare luce su alcuni dei dubbi più comuni relativi all’Isee, partendo da quelli di base.

COS’È L’ISEE E A COSA SERVE?

L’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) è un valore utilizzato dalla Pubblica amministrazione (statale e locale) per valutare e confrontare le condizioni economiche delle famiglie. Serve a determinare chi ha diritto a prestazioni sociali agevolate, dagli assegni familiari al bonus bebè, passando per l’esenzione dalle tasse universitarie e altro ancora.

HO CALCOLATO L’ISEE NEL 2017, DEVO RIFARLO?

Sì. L’Isee è collegato alla Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali dei nuclei familiari. La Dsu vale fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione, perciò quelle presentate nel 2017 sono scadute lo scorso 15 gennaio. Di conseguenza, per richiedere nuove prestazioni sociali agevolate o in alcuni casi per continuare a beneficiare delle agevolazioni di cui già si gode bisogna presentare una nuova Dsu e ottenere così l’Isee 2018.

COME CALCOLO L’ISEE DA SOLO?

In realtà, chi sceglie la strada del fai da te non può effettuare da solo il calcolo dell’Isee, ma può richiederlo all’Inps senza farsi aiutare da un intermediario. Innanzitutto, bisogna scaricare il modulo della Dsu (vedi i link più avanti) e compilare i dati per i quali è richiesta l’autodichiarazione (come quelli anagrafici e quelli sui beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre dell’anno scorso).

Per ottenere il calcolo dell’Isee standard, valido per quasi tutte le prestazioni sociali agevolate, occorre compilare la Dsu mini. In casi particolari, in base al tipo di prestazione da richiedere oppure alle particolari caratteristiche del nucleo familiare, occorre fornire informazioni aggiuntive mediante la compilazione della Dsu integrale.

A essere onesti, compilare la Dsu non è una passeggiata. Per chi volesse cimentarsi lo stesso, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha pubblicato una guida alla compilazione (di 32 pagine…).

Una volta riempita, la Dsu può essere presentata:

  • all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • al Comune;
  • online all’Inps.

Il calcolo dell’Isee viene effettuato dall’Inps sulla base dei dati dichiarati nella Dsu e di altri dati rilevati direttamente negli archivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps. L’Istituto di previdenza fornisce il nuovo Isee entro il decimo giorno lavorativo successivo alla presentazione della Dsu.

QUALI DOCUMENTI PORTARE AL CAF PER CHIEDERE L’ISEE?

Chi vuole farsi aiutare deve portare all’intermediario (che può essere un Caf, ma anche un patronato, un’associazioni di categoria o un commercialista) una serie di documenti. Purtroppo, non sono pochi.

Ecco la lista fornita dal Caf della Cisl.

Dati di base:

  • Codice fiscale e documento d’identità del dichiarante.
  • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare ed eventualmente del coniuge non residente e del figlio a carico non residente.
  • Contratto di affitto registrato (in caso di residenza in locazione).

Redditi (per le Dsu presentate nel 2018 il reddito di riferimento è quello del 2016):

  • Modello 730 e/o Modello Unico e (per i dipendenti/pensionati) Modelli Cud.
  • Certificazioni e/o altra documentazione attestante compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche (comprese le somme percepite da enti musicali, filodrammatiche e simili).
  • Irap per imprenditori agricoli.
  • Per i residenti in Trentino è obbligatorio dichiarare tutte le indennità provinciali percepite (assegno regionale, redditi di garanzia, assegno per le famiglie numerose).

Patrimonio mobiliare e immobiliare al 31/12/2017

  • Documentazione attestante il valore del patrimonio mobiliare (depositi bancari e/o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare) anche detenuto all’estero.
  • Tipologia (esempio: conto, conto deposito, deposito vincolato o altro) e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale della banca o della società di gestione del patrimonio, data di apertura ed eventualmente di chiusura dei rapporti patrimoniali.
  • Giacenza media annua riferita a depositi bancari e/o postali(estratti conto trimestrali e/o mensili).
  • Per lavoratori autonomi e società: patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio presentato ovvero somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti.
  • Certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili). Valore Ivie degli immobili detenuti all’estero.
  • Atto notarile di donazione di immobili (solo per le richieste di prestazioni sociosanitarie residenziali).
  • Certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà.

In caso di disabilità:

  • Certificazione della disabilità (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio) ed eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell’anno precedente la presentazione della Dsu) e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della Dsu).

Autoveicoli e imbarcazioni di proprietà:

  • Targa o estremi di registrazione al P.R.A. e/o al R.I.D. di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto.

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