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Brasile, ecco il “Bitcoin di Pelé”: ex moglie e figli lanciano banca digitale

Assíria Seixas Lemos, seconda moglie del Rei (dal 1994 al 2008) e i due gemelli Joshua e Celeste hanno fondato JanBank, banca per i pagamenti in criptovalute. Coinvolta la statunitense BitGo che però smentisce. Il 10% dei profitti andrà in beneficenza

Brasile, ecco il “Bitcoin di Pelé”: ex moglie e figli lanciano banca digitale

A meno di un anno dalla morte del Rei, e proprio nei giorni in cui il suo Santos è retrocesso per la prima volta della storia nella serie B brasiliana, l’ex moglie di Pelè Assíria Seixas Lemos e due dei suoi figli, i gemelli Joshua e Celeste, hanno proiettato la leggenda del calcio sempre più nel futuro.

Gli eredi infatti hanno annunciato di essere pronti a lanciare una banca digitale di criptovalute: si chiama JanBank, si occuperà di compravendite di monete virtuali ed emetterà anche una carta prepagata sul circuito Mastercard, per effettuare le transazioni della vita quotidiana attraverso Bitcoin e simili. Nel progetto sono coinvolti il reverendo Charlton Soares, vecchio amico di Pelè e pastore della chiesa battista, e due imprenditori del mondo fintech brasiliano, Vitor Hugo Zitnick e Regis Renzi.

I possibili partner commerciali

In seguito alla notizia, non sono mancate le polemiche. Intanto, le smentite: uno dei partner annunciati è la società californiana BitGo, che secondo i primi annunci avrebbe avuto il delicato compito di custodire nei propri hardware ad alta sicurezza le criptovalute della famiglia Pelè, ma che secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario Valor Economico ha negato, per ora, di aver firmato un accordo con JanBank. La fintech tuttavia ha ammesso di essere stata coinvolta e di essere in trattativa per far parte del progetto, ma al momento non c’è appunto nulla di ufficiale e di certo.

Un’altra impresa ha tenuto a smentire il suo coinvolgimento, anche se la stampa brasiliana non ha rivelato il suo nome: si tratta di una azienda che abiliterebbe il pagamento in Bitcoin anche via Pix, una formula innovativa di pagamento elettronico istantaneo, con zero spese di commissione, introdotto nel Paese sudamericano nel 2020 e che in poco tempo ha superato le carte di credito come metodo di transazione più utilizzato nella quotidianità.

La figura di Pelè

L’altra polemica è quella sul tipo di business al quale verrebbe, in qualche modo, legata la figura di Pelè. Eroe della cultura popolare brasiliana, O Rei tuttavia è stato più volte contestato per il suo scarso impegno nella lotta alla povertà e al razzismo nel suo Paese. Fu anche ministro dello Sport, negli anni ’90, e finì in vari scandali per conflitto di interesse e, ad esempio, per aver accettato denaro per una campagna Unicef a favore dei bambini delle favelas. E’ dunque facile capire che un’attività come questa, che muove migliaia di miliardi nel mondo (il Bitcoin vive ancora la sua fase di euforia: viene scambiato a 43.500 dollari), rischierebbe ancora di “sporcare” l’immagine della famiglia Pelé: per questo motivo, la seconda moglie (matrimonio durato dal 1994 al 2008) e i due figli da lei avuti con il campione, hanno già fatto sapere che il 10% dei profitti di JanBank verrà devoluto ad attività sociali.

Banca Pelè: le criptovalute trattate

Inizialmente, la “banca Pelè” offrirà le seguenti criptovalute: Bitcoin (BTC), Bitcoin Cash (BCH), Litecoin (LTC), Dash (DASH), Polygon (MATIC), Dogecoin (DOGE), Tether (USDT) e Cardano (ADA). In Brasile, che è un Paese molto orientato al fintech, questa non è la prima esperienza di istituti di credito che trattano monete digitali: Itaù, una delle maggiori banche del Sudamerica, già accetta scambi in Bitcoin e Ethereum. Persino in Europa la Bce ha sdoganato il Bitcoin come riserva di valore, mentre negli Stati Uniti la SEC (Securities and Exchange Commission), l’ente federale che vigila sulla Borsa, dovrebbe ammettere nei prossimi mesi ETF basati in criptomonete.

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