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Bot e Btp, aste bollenti per il Tesoro

In un clima di grande incertezza sull’Italia, domani e dopodomani andranno in asta Bot e Btp, mentre il Governo si appresta a sterilizzare gli aumenti Iva e a chiedere a Bruxelles flessibilità sul deficit – Occhio anche al lento addio del Qe, al rialzo dei tassi Usa e ai venti di guerra commerciale dopo il flop del G7 – Bitcoin Ko

Bot e Btp, aste bollenti per il Tesoro

Mercati incerti in avvio di una settimana che si annuncia ricca di appuntamenti. Pesa sui listini il fiasco del G7 in Canada: Donald Trump, già a Singapore per il meeting di domani con il dittatore coreano Kim, ha clamorosamente sconfessato il comunicato finale messo a punto dal premier Justin Trudeau, dichiarandosi offeso per i toni usati. La guerra commerciale è più vicina. Angela Merkel ha affermato che i tweet di Trump, oltre a essere deludenti ed anche un po’ deprimenti, hanno rafforzato la sua convinzione sulla necessità di “impegnarsi per un’Unione europea unita e forte”. La testata statunitense Axios riferisce che, nell’incontro di aprile con Emmanuel Macron, Trump avrebbe affermato che l’Unione Europea “è peggio della Cina”. In questo contesto si inquadrano gli elogi di Trump al neo premier Giuseppe Conte, apprezzato per le aperture a Mosca.

ASIA IN LIEVE RIALZO, ASPETTANDO KIM E DONALD

Il braccio di ferro sui dazi frena, ma non annulla l’ottimismo in vista dello storico incontro tra Usa e Corea del Nord domani a Singapore. La Borsa di Tokyo registra un rialzo dello 0,35, in linea con Hong Kong. Meglio il Kospi coreano (+0,4%) e Shanghai (+0,5%). Deboli i futures su Wall Street. Vista in lieve rialzo l’apertura a Londra.

Sale il petrolio: Brent a 76,55 dollari al barile, Wti a 65,66. Grande agitazione invece sui mercati delle criptovalute, scosse dall’attacco informatico a CoinRail, una importante piattaforma della Corea del Sud. Il bitcoin perde il 12% a 6753 dollari, da inizio anno la perdita è del 53%.

In questa cornice geopolitica turbolenta, l’attenzione dei mercati è concentrata anche sui vertici delle più importanti banche centrali del mondo.

EURO IN RIALZO: GIOVEDÌ IL LENTO ADDIO AL QE

L’euro sale stamane oltre la barriera di 1,18 sul dollaro (+0,25%) nell’attesa degli annunci sul Qe. Nella riunione di giovedì a Riga la Bce non dovrebbe, infatti, toccare i tassi di riferimento ma, come anticipato da Peter Praet, il capo economista molto vicino a Mario Draghi, nel vertice potrebbero essere definiti tempi e modalità della cessazione del programma di acquisti del Quantitative Easing. Attualmente, la Bce compra 30 miliardi al mese (oltre a reinvestire i proventi dai rimborsi di titoli in scadenza). L’ammontare potrebbe essere dimezzato da settembre a dicembre prima del suo spegnimento. Quanto al rialzo dei tassi, quello sui depositi che ora è in negativo (-0,4%) dovrebbe esser toccato solo dal luglio del 2019, per tornare a zero alla fine del prossimo anno.

CONSOB, LA PRIMA VOLTA DI NAVA A PIAZZA AFFARI

L’annuncio, che potrebbe anche slittare a luglio, coincide con un momento estremamente delicato per il mercato del debito italiano: la sfiducia sul futuro andamento della finanza pubblica si è tradotta in una brusca caduta sia del mercato azionario (-3,5% nell’ultima settimana). Lo spread tra Btp e Bund decennale è salito fino a 271 punti, quello sui biennali a 249.

Stamane si terrà in Piazza Affari l’incontro annuale con il neo presidente della Consob Mario Nava. Molti i temi sul tappeto a partire dalla “grande pace” la Commissione e Banca d’Italia dopo i dissensi emersi in occasione dell’indagine parlamentare sulle banche.

BOT E BTP, SETTIMANA DI FUOCO PER IL TESORO

In questo clima di incertezza, nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Economa Giovanni Tria sulla volontà italiana di rispettare impegni e scadenze, il Tesoro affronta il test delle aste di metà mese. Domani andranno all’asta 6 miliardi di Bot a 12 mesi, meno dei 6,5 miliardi in scadenza. Mano leggera anche per le scadenze più lunghe. Mercoledì sarà la volta dei titoli a medio lungo termine: tra 4,25 e 5,75 miliardi di euro nelle riaperture di quattro titoli di Stato.

In particolare, verranno offerti tra 1,5 e 2 miliardi di euro nella quinta tranche del Btp a 3 anni aprile 2021, cedola 0,05%; tra 1,75 e 2,25 miliardi della settima tranche Btp a 7 anni maggio 2025, cedola 1,45% e tra 1 e 1,5 miliardi complessivi fra due titoli trentennali, uno dei quali off-the-run: si tratta del Btp in corso d’emissione marzo 2048, cedola 3,45, e del settembre 2046, cedola 3,25%.

Venerdì la Banca d’Italia comunicherà l’ammontare del debito pubblico.

Sul fronte politico è già segnato per martedì mattina un incontro a Palazzo Chigi con i ministri economici, su tutti Giovanni Tria e Luigi Di Maio. Sul tavolo del ministro del Tesoro c’è già una bozza che si può riassumere in due punti: l’impegno alla sterilizzazione degli aumenti Iva e l’apertura di una trattativa con Bruxelles per ottenere il maggior deficit necessario a finanziare la manovra d’autunno.

LA FED DÀ IL VIA AL SECONDO RIALZO DEL 2018

Non meno importanti le prossime scelte della banca centrale Usa.

Mercoledì sera, al termine della riunione del board, la Federal Reserve annuncerà l’aumento di un quarto di punto dei tassi ufficiali, come largamente scontato dai mercati che seguiranno con grande attenzione le parole del presidente Jerome Powell per decifrare le prossime mosse della Banca centrale. Il sentiment prevede che la Fed intenda procedere a nuovi tagli ed a nuove riduzioni del bilancio della banca centrale, senza troppo preoccuparsi degli effetti sulle conseguenze delle economie più indebitate sul dollaro: Turchia, India, Indonesia, Brasile ed Argentina, senza trascurare il peso messicano, ai minimi da 15 mesi, di fronte all’ormai scontata denuncia dell’accordo Nafta.

Solo un brusco calo di Wall Street potrebbe convincere Trump e la Fed a cambiare politica. Ma la Borsa Usa, per ora, gode di buona salute. Nell’ultima settimana il Dow Jones ha guadagnato il 2,76%, l’indice S& P 500 l’1,62, il Nasdaq l’1,21.

Venerdì si terrà anche la riunione del direttorio della Bank of Japan.

RUSSIA-ARABIA, AL VIA I MONDIALI SENZA L’ITALIA

Tra gli eventi della settimana, da rilevare anche il voto del Parlamento britannico sul negoziato per la Brexit: Theresa May rischia una pesante sconfitta ai Comuni.

“Non ci aspettiamo che i Mondiali di calcio possano fornire uno stimolo apprezzabile all’economia russa”. È l’opinione di Kristin Lindow, analista di Moody’s alla viglia del fischio d’inizio della manifestazione: si inizia giovedì con Russia-Arabia Saudita.

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