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Borse sotto tiro per la stretta Fed e Bce: a Wall Street scommesse short ai massimi da due anni

Le uscite ei Powell e della Bce anticipano un rialzo dei tassi dello 0,75% e domani Gazprom chiude per tre giorni i rubinetti del gas

Borse sotto tiro per la stretta Fed e Bce: a Wall Street scommesse short ai massimi da due anni

Le uscite di Powell e della Bce anticipano un aumento dello 0,75% dei tassi. Le scommesse short ai massimi da due anni a Wall Street. E domani Gazprom chiude per tre giorni i rubinetti del gas.

Dollaro in forte ascesa a 0,9927 sull’euro mentre I rendimenti delle obbligazioni Usa (ai massimi dal 2007 i titoli a due anni), tirano la corsa degli aumenti di Btp e dei cugini di Spagna e Portogallo. Il Treasury Note a dieci anni stamattina è a 3,12%, +7 punti base. Il Bund ha chiuso venerdì a 1,38%. BTP a 3,68%. Non si limita ai listini azionari la reazione dei mercati alle indicazioni dei banchieri centrali emersi a Jackson Hole, anticipando gli aumenti dei tassi in programma per settembre e non solo. Ma, combinata con l’effetto del gas in volo nella bisca di Amsterdam (che non merita il titolo di borsa) e le minacce nucleari della guerra in Ucraina, la previsione per le Borse è davvero cupa.

Asia in ribasso, Future europei in calo, short Usa ai massimi da due anni

  • Il future dell’indice EuroStoxx 50 perde l’1,1%. 
  • Le posizioni short sui mercati Usa sono ai massimi da due anni, secondo il Wall Street Journal.  Venerdì il Nasdaq ha chiuso con un calo di quasi il 4%.
  • In Asia Pacifico scende soprattutto il Nikkei di Tokyo, -2,7%. Male anche il Kospi di Seul, -2,5%. BSE Sensex -1,7% in avvio di seduta. 
  • Più limitati i danni per le Borse cinesi e Hong Kong. A sostenere i listini è la prospettiva dell’accordo tra le autorità di controllo di Cina e Usa sui controlli contabili delle società cinesi quotate sul Nasdaq. Si allontana il rischio di un delisting generalizzato.
  • In Asia, soffrono la forza del dollaro, la maggior parte delle valute. Lo yuan della Cina e lo yen del Giappone sono in calo dello 0,5% e dello 0,7%. Won della Corea del Sud -1,3%.
  • Il gas al nodo olandese ha chiuso venerdì in calo dell’1% a 307 euro al MWh. Oggi usciranno i dati della trimestrale di Gazprom.
  • Petrolio WTI in rialzo dell’1% a 94,2 dollari. Brent a 102 dollari. 
  • L’oro è sui minimi delle ultime quattro settimane a 1.725 dollari l’oncia, -0,7%.

La stretta delle Banche centrali imprigiona il Toro

Con questi numeri i mercati finanziari si accingono a fare i conti con la raffica di aumenti dei tassi anticipati da Jerome Powell a Jackson Hole. Dopo le parole del presidente della Fed, deciso a dar battaglia all’inflazione a qualsia costo (occupazione e redditi compresi), a ribadire la linea del rigore ci hanno pensato i banchieri europei: il francese Villeroy de Galhau ha detto che un altro rialzo “significativo” dei tassi di interesse è un passo necessario in settembre. E la collega tedesca Isabel Schnabel, da Jackson Hole, ha ammesso che i rischi di recessione sono aumentati “Anche se entriamo in recessione – ha detto -, abbiamo ben poche scelte se non continuare sulla strada della normalizzazione”. In cifre, forse non basterà un primo aumento di mezzo punto del costo del denaro né per l’Eurozona né per la Fed, avviata ad un nuovo rialzo dello 0,75 %.

Un’accelerazione che promette di far volare il superdollaro e moltiplicare i già gravi problemi degli Emergenti.

Lo stop di Gazprom rischia di far schizzare il gas alle stelle

Decisivo sarà il dato preliminare dell’inflazione nell’Eurozona di agosto, in uscita mercoledì in contemporanea con la sospensione temporanea (si spera) delle forniture di gas da parte di Gazprom, l’ultima provocazione che minaccia di spingere il prezzo del gas oltre i record segnati ad Amsterdam, ove a fine settimana è stata infranta la barriera dei 340 euro al megawattora la scorsa settimana. La politica monetaria, insomma, si incrocia con le scelte che la Ue dovrà fare in tempi stretti per evitare una recessione. È la missione che toccherà anche al Governo Draghi, chiamato anche dai partiti a prendere decisioni che non possono attendere le elezioni del 25 settembre. Le scelte dell’esecutivo saranno al centro del meeting Ambrosetti, il tradizionale appuntamento di fine estate (in programma dal 2 al 4 settembre) che mette a confronto i vari protagonisti del puzzle Italia.

I dati della settimana: inflazione, disoccupazione e mercato del lavoro

Martedì la Germania comunicherà i dati relativi all‘inflazione di agosto. Mercoledì, invece, sarà la volta di Eurostat ed Istat. Giovedì verranno pubblicati i dati sulla disoccupazione a luglio in Italia e nell’Ue.

Negli Usa sarà da monitorare, martedì, l’indice Ism manifatturiero, alla luce del peggioramento evidenziato di recente dalla componente dei nuovi ordini. Sempre martedì uscirà l’indice sulla fiducia dei consumatori americani, atteso in lieve miglioramento. Ma il dato chiave, al solito, sarà la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro ad agosto. Con una novità: stavolta la Fed auspica un rallentamento delle assunzioni e dei salari, la prima condizione per frenare la corsa dei prezzi che, a differenza che in Europa, oltre Oceano non dipende dal caro energia. 

Sul fronte asiatico, l’attenzione sarà rivolta, mercoledì, ai Pmi manifatturiero e dei servizi cinesi ad agosto, dopo che l’industria era risultata in contrazione lo scorso mese. Ma, a differenza di quanto accadde nel 2008, la locomotiva cinese appare troppo debole per far da traino al convoglio dell’economia globale, in rapido deterioramento.

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