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Borse in rosso ma Tenaris e A2A corrono

Il calo della fiducia tedesca appesantisce i listini europei. A Milano l’aspettativa di rialzo dei tassi non sostiene le banche: Unicredit e Intesa in ribasso. Flettono le utility e Telecom Italia, giù anche Mediaset. In calo la galassia Fca

Borse in rosso ma Tenaris e A2A corrono

La conferma in arrivo dai verbali della Fed della tendenza al rialzo dei tassi Usa, combinata con il calo della fiducia delle imprese tedesche condiziona stamane l’andamento dei listini azionari. Piazza Affari lascia sul terreno poco più di mezzo punto percentuale, indice Ftse Mib attorno a quota 22.500. Andamento analogo a Parigi, meglio Madrid (-0,2%). Più marcato, attorno al punto percentuale, il ribasso di Francoforte e Londra.

Tra i dati macro di giornata il più positivo riguarda l’andamento degli ordini all’industria italiana cresciuti a dicembre del 6,9% anno su anno e del 6,5% rispetto a novembre. Ma la nota negativa è rappresentata dal calo dell’indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche, calato a febbraio di oltre due punti a quota 115,4. In gennaio aveva toccato un record a 117,6 punti. Il dato è inferiore alle attese del mercato a quota 117.  Dopo la pubblicazione ieri sera delle minute della Fed oggi sarà la volta di quella dell’ultima riunione della Bce.



Nell’attesa sono poco mossi i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, in contrasto con la forte risalita di quelli statunitensi. I Bund decennale sono stabili allo 0,73%, i Btp 2,05%. Stasera il Tesoro annuncerà l’importo delle aste a medio-lungo termine, le ultime prima delle elezioni.  Intesa Sanpaolo prospetta il lancio di un nuovo Btp 5 anni accanto alla riapertura del decennale febbraio 2028 e del Ccteu 2025, per un importo complessivo di 9 miliardi. In forte recupero i titoli di Stato greci grazie alla promozione di Moody’s: il biennale tratta a 1,20%, -27 punti base rispetto a ieri.

Il movimento dei tassi influisce sui mercati valutari: l’euro scivola verso 1,22 sul dollaro.

Il petrolio Brent, penalizzato dalla forza del dollaro, è in calo dello 0,7% a 64,9 dollari il barile. Oggi vengono comunicati i dati sulle scorte di greggio degli Stati Uniti. Il consensus di Bloomberg si aspetta un incremento di 3 milioni di barile, mentre l’Api, una società di consulenza, prevede un calo di 0,9 milioni di barili.

In Piazza Affari dopo i conti brilla Tenaris (+3,3%): il quarto trimestre 2017 si è chiuso con un utile per azione di 0,14 dollari, sopra le aspettative degli analisti (0,10 dollari), grazie al contributo degli investimenti e per recuperi fiscali. Ebitda rettificato pari a 319 milioni di dollari, in rialzo del 77% anno su anno: consensus a 295 milioni di dollari. Il produttore di tubi si aspetta un 2018 in crescita. Eni perde lo 0,7%, Saipem -1%.

In forte rialzo anche A2A (+3,2%), dopo la conferma del contratto con il Comune di Milano. Kepler alza il giudizio a Buy.

In ribasso le altre utility colpite dal trend al rialzo dei tassi (da inizio 2018 l’indice Stoxx europeo -8%): Enel -0,7%, Snam -0,8%.

Atlantia (-0,7%). La società potrebbe portare oltre i 20 euro per azione, l’offerta per Abertis.

In calo anche Telecom Italia (-1%) dopo che l’Antitrust ha avviato un’inchiesta per abuso della posizione dominante.

Mediaset (-0,6%) ha respinto la proposta di accordo di Vivendi. Le parti si incontrano in camera arbitrale il 26 febbraio, sembra molto improbabile una composizione del dissidio su Premium.

La prospettiva di un aumento del costo del denaro ha sostenuto ieri le banche Usa. Stamane, però, in Piazza Affari il comparto del credito segna il passo: Intesa e Unicredit -1%. Ubi ha azzerato le perdite, Equita alza il target a 4,70 euro.

Creval scivola a nuovi minimi storici a 0,1025 euro, ormai a un passo dal prezzo delle nuove azioni fissato a 0,10 euro.

Da segnalare Generali (-0,4%). La compagnia ha comunicato che investirà di più in attività ecologicamente compatibili e ridurrà l’esposizione alle società del carbone.

Il gestito celebra nuovi record: una raccolta netta complessiva in crescita di 17,3 miliardi di euro nel quarto trimestre 2017, irrobustita dal lancio dei Pir, in crescita per il ventesimo trimestre consecutivo. Il patrimonio ha raggiunto un nuovo record, issandosi a 2.089 miliardi di euro (da 2.056 miliardi).

Tra gli industriali in flessione la scuderia Agnelli. Fiat Chrysler perde l’1,5%. Ferrari -2%. In calo anche Cnh Industrial (-1%). In gennaio le immatricolazioni di veicoli commerciali in Europa sono salite dell’8%. Arretra la holding Exor (-1,4%) dopo l’annuncio dei risultati della controllata Partner Re: se si escludono le perdite provocate dagli incendi in California, pari a circa 120 milioni di dollari, i dati sono in linea con le aspettative, sia della società della riassicurazione che del consenso.

Deboli anche Stmicroelectronics -1,6%, Prysmian -1,2%. Buzzi -1%.

Salini Impregilo (+2%) si è aggiudicata una nuova commessa in Arabia Saudita da 1,3 miliardi di dollari.

Astaldi -2%. Il presidente Paolo Astaldi ha detto che l’aumento di capitale verrà realizzato con un’operazione unica.

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