Non è vero che la fine della guerra in Medio Oriente è vicina. L’illusione che aveva galvanizzato i mercati ieri si è frantumata sotto gli attacchi che l’esercito statunitense ha effettuato nella notte in Iran, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che negoziare un accordo con l’Iran potrebbe “richiedere alcuni giorni”. Il termometro del petrolio ha così ripreso a salire. Le borse asiatiche sono miste, mentre quelle europee sono viste aprire in lieve calo.
Gli attacchi, definiti azioni difensive, sono avvenuti mentre il principale negoziatore iraniano e il ministro degli esteri si trovavano a Doha per colloqui con il primo ministro del Qatar per arrivare a un accordo con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Sia Washington che Teheran hanno detto di aver compiuto progressi su un memorandum d’intesa che darebbe ai negoziatori 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo. Secondo quanto riportato dal quotidiano giapponese Nikkei, che cita una fonte diplomatica mediorientale, l’Iran avrebbe sminato lo Stretto di Hormuz entro 30 giorni in base all’accordo, dopodiché le navi di tutti i paesi avrebbero potuto navigare liberamente e in sicurezza, con Teheran che avrebbe anche posto fine alla riscossione dei pedaggi di transito. I dati di tracciamento delle navi hanno mostrato che tre navi cisterna per gas naturale liquefatto hanno attraversato lo stretto nei giorni scorsi, dirette in Pakistan, Cina e India, insieme a una superpetroliera che trasportava petrolio greggio iracheno in Cina, rimasta bloccata lì per quasi tre mesi. Ieri Trump ha ribadito anche la sua richiesta all’Iran di consegnare l’uranio arricchito affinché venga distrutto.
I future sul Brent sono in rialzo del 2,1%, a 98,12 dollari al barile, dopo aver chiuso la sessione precedente in calo del 7%. Il petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate è a 91,79 dollari al barile, in leggero rialzo rispetto al prezzo di chiusura di lunedì, ma in calo di 4,81 dollari, pari al 5%, rispetto alla chiusura di venerdì.
Asia, Giappone prepara la manovra supplementare. Occhi a Huawei. Taiwan supera Mumbai. Kospi +2,7%
Le borse asiatiche sono miste, nel giorno di riapertura delle contrattazioni di Hong Kong e Seul dopo un giorno di festività. In Giappone l’indice Nikkei di Tokyo è in calo dello 0,2%. Il governo giapponese si appresta ad approvare una manovra di bilancio supplementare da circa 3.000 miliardi di yen – equivalenti a 18,7 miliardi di euro – con l’obiettivo di arginare le ricadute economiche della crisi mediorientale sull’approvvigionamento e sui costi energetici del Paese. Il provvedimento, fortemente voluto dalla premier Sanae Takaichi, prevede 2.500 miliardi di yen destinati a fondi di riserva straordinari, uno strumento già collaudato durante la pandemia da Covid-19 e ora riattivato per rispondere con la necessaria flessibilità all’escalation dei prezzi del gas naturale liquefatto, importato soprattutto dagli Stati Uniti, e all’aumento delle bollette energetiche. Una quota significativa di tali risorse sarà impiegata per ricostituire il fondo di contenimento delle accise sulla benzina, in scadenza a fine giugno, mentre i restanti 500 miliardi affluiranno nei fondi di riserva ordinari, a copertura di eventuali emergenze future. Sul piano del finanziamento, la manovra farà ricorso all’emissione di nuovi titoli di Stato, parzialmente compensata da entrate fiscali del 2025, risultate superiori alle attese, consentendo di limitare la crescita del già monster debito pubblico.
In Cina, l’indice Hang Seng di Hong Kong è in rialzo dello 0,5%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,3%. Le azioni delle società cinesi di semiconduttori hanno registrato un balzo grazie all’ottimismo per una potenziale svolta tecnologica di Huawei Technologies con la produzione di chip a 1,4 nanometri entro il 2031 grazie alla sua tecnologia “LogicFolding”. Il nuovo processo potrebbe aiutare i produttori di chip cinesi a ridurre il divario tecnologico con Taiwan Semiconductor Manufacturing, e aiuterebbe le aziende tecnologiche cinesi a mantenere la competitività, nonostante le restrizioni all’esportazione dei chip Nvidia più avanzati. Semiconductor Manufacturing International e Hua Hong Semiconductor guadagnano oltre il 16%.
A Taiwan, l’indice Taiex di Taipei, oggi pressochè invariato, ha superato l’India in termini di capitalizzazione di mercato grazie al vertiginoso rialzo registrato dal colosso del settore, la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company. La borsa di Taipei ha raggiunto una capitalizzazione di 4,95 trilioni di dollari contro i 4,92 trilioni di quella di Mumbai. Il mercato azionario di Taiwan è ora il quinto più grande al mondo, superato solo da Stati Uniti, Cina continentale, Giappone e Hong Kong. L’ascesa di Taiwan nella classifica mondiale dei mercati azionari – sottolinea Business Times – è stata in gran parte guidata da Tsmc che ora rappresenta circa il 42% dell’indice di riferimento. Decisivo il forte rialzo dei titoli del gruppo che hanno registrato quest’anno un balzo del 49% grazie alla crescita del comparto.
In Corea del Sud, l‘indice Kospi di Seul sale del 2,7% alla riapertura dopo la festività, nuovo massimo storico intraday grazie alla spinta dei titoli tecnologici. SK Hynix, fornitore di memorie ad alta larghezza di banda per il colosso dei chip per l’IA Nvidia, guadagna il 7% e supera per la prima volta i 2.000.000 di won, pari a 1.322,39 dollari. L’attenzione è anche per i fornitori dell’AI, sulle aspettative di una forte domanda di substrati per il packaging dei chip e di condensatori ceramici multistrato: in rialzo sono LG Innotek e Samsung Electro-Mechanics.
In Sri Lanka, la banca centrale ha colto di sorpresa i mercati aumentando il suo tasso di riferimento di ben 100 punti base , nel tentativo di arginare l’inflazione e la forte pressione sulla valuta. Nel frattempo, il vice governatore della Banca del Giappone, Ryozo Himino, ha affermato che gli sviluppi in Medio Oriente influenzeranno la tempistica degli aumenti dei tassi di interesse da parte della banca centrale.
Sul mercato valutario il dollaro nei confronti di un paniere di valute, si è stabilizzato a 99,031. L’euro si è leggermente indebolito, attestandosi a 1,163 dollari, dopo essere salito dello 0,3% ieri. Lo yen giapponese è stato scambiato a 158,99 contro il dollaro statunitense. L’oro ha annullato i guadagni iniziali, scendendo dell’1% a circa 4.525 dollari l’oncia.
Wall Street riapre dopo la festività con futures in lieve rialzo
Dopo una giornata di contrattazioni chiuse per la festività del Memorial Day negli Stati Uniti i futures indicano un’apertura in lieve rialzo per la giornata di oggi: i future sull’S&P 500 sono saliti dello 0,6%. Con la stagione delle trimestrali che volge al termine gli investitori concentreranno l’attenzione sui dati economici e sulle possibili conseguenti mosse da parte della Fed sui tassi. In calendario c’è l’indice di fiducia dei consumatori statunitensi del Conference Board per il quale si prevede un calo di otto decimi di punto, attestandosi a 92 a maggio, con l’aumento dei prezzi della benzina, causato dalla guerra in Iran, che probabilmente continuerà a essere fonte di preoccupazione per i consumatori. Stamane i titoli di Stato Usa hanno registrato un rialzo su tutta la curva, riportando in calo i rendimenti.
Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi a Stm e a Ferrari
Le borse europee sono viste aprire calo: indice Euro Stoxx 50 a -0,4%.
Ferrari – Ieri ha presentato il suo primo modello completamente elettrico. Prezzo medio di vendita (ASP) pari a 550 mila euro, in linea con le indiscrezioni, con consegne a partire dal 4° trimestre 2026.
Stm – Oddo ha alzato il target price a 70 euro, dai 58 precedenti, giudizio Outperform confermato.
Banca Sistema – Banca CF+ ha smentito le indiscrezioni su un possibile delisting della società.
Industrie De Nora – Ha acquisito la totalità di BW Water, operatore attivo nelle soluzioni integrate per il trattamento dell’acqua. L’enterprise value è atteso 61,5 e 66,5 milioni di dollari.
Edison ha ricevuto una nuova estensione della forza maggiore da parte di QatarEnergy per ulteriori 5 carichi di Gnl, previsti in consegna al terminale Adriatic Lng nel periodo luglio-metà agosto 2026. La forza maggiore è una clausola contrattuale che permette a un fornitore di sospendere o ritardare le consegne per eventi eccezionali fuori dal suo controllo.