Sono momenti di alta tensione sui mercati internazionali così come sui tavioli della geopolitica, con Trump che stringe nella morsa molti paesi europei ricattandoli con nuovi dazi se gli sarà concesso di ottenere la Groenlandia. Mentre i paesi della zona euro stanno cercando il modo per rispondere con ritorsioni di tipo commerciale o finanziario, sui mercati finanziari le borse asiatiche crollano, si impennano i soliti asset rifugio di oro e argento, mentre persino il dollaro perde terreno. La disputa sulla Groenlandia è solo uno dei punti caldi. Trump ha anche valutato l’opportunità di intervenire nei disordini in Iran, mentre la minaccia di incriminare il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha riacceso le preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale statunitense. Saranno giorni molto tesi anche a Davos, dove leader da tutto il mondo si riuniranno al World Economic Forum, tra cui un folto gruppo statunitense guidato dallo stesso Trump. Nel week end Zelensky ha detto di sperare di firmare in quell’occasione con Trump un accordo sulle garanzie di sicurezza Usa
Oggi il mercato statutitense sarà chiuso per la festività di Martin Luther King anche se i futures di Wall Street anticipano movimenti in netto calo. Ancor più si intravvederde dai future un’apertura in netto rosso per le borse europee.
L’Unione Europea pensa al contrattacco: dai dazi, allo Strumento Anticoercizione, alla finanza
Sabato Trump ha annunciato un dazio del 10% sui beni provenienti da otto paesi europei a partire dal 1° febbraio, che salirà al 25% a giugno, a meno che non si raggiunga un accordo per “l’acquisto della Groenlandia”. Trump ha lanciato la minaccia dopo che i paesi hanno dichiarato che avrebbero condotto esercitazioni simboliche di pianificazione militare della Nato nel territorio semi-autonomo danese.
L’Unione Europea si sta preparando al contrattacco, a sua volta con una possibile imposizione di dazi su 93 miliardi di euro di beni statunitensi se il presidente Donald Trump darà seguito alla sua minaccia. Le misure riguarderebbero per esempio gli aerei della Boeing, le automobili prodotte negli Stati Uniti e il bourbon. L’UE sta anche valutando ulteriori contromisure, ma cercherà prima di trovare una soluzione diplomatica, riportano i media Usa. I rappresentanti dei 27 paesi dell’UE si sono incontrati già ieri per iniziare a preparare le opzioni. I leader dell’UE terranno una riunione d’emergenza a Bruxelles nel corso di questa settimana per valutare possibili ulteriori misure di ritorsione. Il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha dichiarato domenica in un post sui social media che le nazioni dell’Unione sono unite nel sostenere Danimarca e Groenlandia e sono pronte “a difendersi da qualsiasi forma di coercizione”.
La reazione più immediata e tangibile dell’UE è stata quella di bloccare l’approvazione dell’accordo commerciale di luglio con gli Stati Uniti, che necessita ancora dell’approvazione del Parlamento europeo. Il Partito Popolare Europeo, il gruppo più numeroso in Parlamento, ha dichiarato che si unirà agli altri partiti nel bloccare la ratifica dell’accordo.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha intenzione di chiedere all’Ue di attivare il suo strumento di ritorsione commerciale più potente, il cosiddetto Strumento Anticoercizione (Aci) finora mai utilizzato. Tali misure potrebbero includere tariffe doganali, nuove imposte sulle aziende tecnologiche o restrizioni mirate agli investimenti nell’Ue. Potrebbero anche comportare la limitazione dell’accesso a determinate aree del mercato UE o la restrizione della partecipazione delle imprese alle gare d’appalto pubbliche in Europa.
Gli analisti della Deutsche Bank hanno osservato che i paesi europei detengono 8.000 miliardi di dollari in obbligazioni e azioni statunitensi, quasi il doppio rispetto al resto del mondo messo insieme, e potrebbero prendere in considerazione l’idea di riportare a casa una parte di quel denaro. “Con la posizione netta degli investimenti internazionali degli Stati Uniti a livelli negativi record, l’interdipendenza reciproca dei mercati finanziari europei e statunitensi non è mai stata così elevata”, ha affermato George Saravelos, responsabile globale della ricerca FX di Deutsche.
Borse asiatiche, spiccano ancora Corea e Taiwan
In Asia Pacifico, un’area non direttamente coinvolta nella disputa sulla Groenlandia, le borse sono contrastate: prevale il ribasso, ma non mancano le piazze azionarie in rialzo, anche da record.
Tutta questa tensione è una manna per la Cina che ha appena concluso un accordo commerciale con il Canada. La forza delle esportazioni ha contribuito a far crescere leggermente le previsioni del Pil cinese per il quarto trimestre, attestandosi al 4,5% annuo. Anche la produzione industriale ha superato il mercato grazie alla forza delle esportazioni, ma le deludenti vendite al dettaglio hanno evidenziato la persistente debolezza della domanda interna. Un allarme per Pechino potrebbe venire dalla demografia: la Cina ha chiuso il 2025 con 3,4 milioni di persone in meno, più o meno la popolazione dell’Uruguay. L’Indice Hang Seng di Hong Kong è in calo dell’1%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen in calo dello 0,2%.
In Giappone, il primo ministro Sanae Takaichi terrà una conferenza stampa nella tarda mattinata europea per annunciare con ogni probabilità elezioni anticipate a febbraio, sfruttando i suoi alti indici di gradimento, anche se gli elettori sembrano apprezzarla più del LDP. L’agenzia Kyodo riporta che la coalizione di governo starebbe valutando un piano fiscale che includerebbe la sospensione dell’imposta sulle vendite al dettaglio, con l’intenzione di attuarlo già a gennaio del prossimo anno. Il Nikkei della Borsa di Tokyo è in calo dello 0,6%. La Banca del Giappone si riunirà venerdì e, sebbene questa volta non sia previsto alcun aumento dei tassi, i responsabili delle politiche potrebbero segnalare un inasprimento già ad aprile.
In controtendenza l’indice Taiex di Taipei a Taiwan guadagna l’1%, nuovo massimo storico. Sale anche la borsa di Seul: indice Kospi +1,5%, dodicesima seduta consecutiva di rialzo e nuovo record. Da inizio anno la borsa della Corea del Sud guadagna il 16,5%.
La Corea del Sud e l’Italia hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere la cooperazione commerciale e la condivisione di informazioni nel settore dei semiconduttori e per rafforzare la catena di approvvigionamento, secondo una dichiarazione rilasciata dopo un vertice tra il presidente Lee Jae Myung e il primo ministro Giorgia Meloni. Lee e Meloni hanno concordato di rafforzare la cooperazione industriale in settori chiave quali l’intelligenza artificiale, l’aerospaziale, i semiconduttori e le materie prime critiche, nonché di promuovere partnership tra istituzioni pubbliche e aziende private.
Samsung Electronics, SK Hynix e Tsmc si muovono intorno alla parità dopo che il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick ha mandato un avvertimento alle aziende sudcoreane e taiwanesi: dazi fino al 100% per chi non rispetta i patti sugli investimenti negli Stati Uniti. L’accordo raggiunto la scorsa settimana prevede che le aziende taiwanesi produttrici di semiconduttori aumentino i finanziamenti nelle operazioni americane di 500 miliardi di dollari; un accordo commerciale precedentemente annunciato tra Washington e Seul include l’avvio di un fondo sudcoreano di 350 miliardi di dollari per investimenti negli Stati Uniti.
La borsa dell’India è in ribasso dello 0,7%, gli indici dei mercati azionari della Thailandia e dell’Indonesia sono in rialzo.
In questo contesto, l‘oro, considerato bene rifugio, ha registrato un’impennata, guadagnando oltre l’1% lunedì, raggiungendo il record di 4.689,39 dollari l’oncia. Il metallo giallo è salito di quasi l’8% a gennaio, dopo aver guadagnato il 64% lo scorso anno. L’argento spot è salito del 3,6% a 93,15 dollari l’oncia, dopo aver toccato il massimo storico di 94,08 dollari.
Il dollaro si è indebolito dello 0,4% nei confronti del franco svizzero, attestandosi a 0,7988 franchi, e dello 0,2% nei confronti dello yen, attestandosi a 157,80. I prezzi del petrolio sono rimasti stabili, in mezzo alle persistenti preoccupazioni circa un possibile attacco degli Stati Uniti all‘Iran, mentre si prevede l’arrivo di un gruppo di portaerei della Marina statunitense nel Golfo Persico questa settimana. Il Brent è aumentato dello 0,2% a 64,29 dollari al barile, mentre il greggio statunitense è salito dello 0,3% a 59,65 dollari al barile. Le criptovalute, spesso utilizzate come indicatore del sentiment di rischio, hanno subito vendite significative, con Bitcoin in calo del 3% e Ether sceso di oltre il 4%.
Borse europee viste aprire in calo di oltre l’1%. A Piazza Affari occhi a Enel e Leonardo
I future sulle borse europee anticipano una discesa superiore all’1%.
La minaccia di dazi di Trump potrebbe rivelarsi un’interruzione del rally delle azioni europee, che hanno sovraperformato quelle statunitensi, con gli investitori che si sono riversati in vari settori, dalla difesa alle attività minerarie e ai produttori di apparecchiature per chip. Secondo le stime di Bloomberg Economics, se Trump dovesse dare seguito alla minaccia di tariffe del 25%, le esportazioni statunitensi dei paesi presi di mira potrebbero ridursi fino al 50%, con Germania, Svezia e Danimarca i più esposti.
Banca Monte Paschi. Il Gruppo Caltagirone respinge le ricostruzioni stampa di uno scontro con l’AD Luigi Lovaglio e precisa che è in corso un confronto interno al board dell’istituto senese sui temi relativi al piano industriale richiesto dalla Bce e la lista del Cda in vista del rinnovo. I top manager di Monte dei Paschi e i consulenti Deloitte e Mckinsey si sono riuniti a Roma nel fine settimana per confrontarsi sulla futura strategia per l’istituto senese e per Mediobanca, riferiscono alcuni quotidiani. Un tema di riflessione avrebbe riguardato la possibilità di mantenere la banca milanese quotata, in alternativa al progetto di delisting e fusione.
Banco BPM. Barclays alza il target price a 15,5 euro. Domani il cda dovrebbe avviare le discussioni sul rinnovo del board, si attendono le mosse del primo azionista Credit Agricole
Enel. Deutsche Bank alza il target price a 8,50 euro.
Generali. Cinque eredi di Leonardo del Vecchio, su un totale di otto, stanno premendo sul board di Delfin per cedere le partecipazioni finanziarie della holding di famiglia, ha riportato sabato La Repubblica. Si tratta del 2,7% di UniCredit, del 17,8% di Monte dei Paschi, del 10% di Generali e del 23% della francese Covivio.
Leonardo. La unit statunitense DRS vuole partecipare al progetto di Golden Dome per la difesa statunitense, ha detto l’Ad Roberto Cingolani in una intervista pubblicata sabato da Milano Finanza. Cingolani ha anche dichiarato che nel prossimo piano industriale il gruppo della difesa continuerà a focalizzarsi sull’offerta di prodotti e servizi per la guerra ibrida. Le autorità indonesiane hanno dichiarato domenica di aver localizzato i resti di un aereo di sorveglianza della pesca scomparso nella provincia di Sulawesi Meridionale. Si tratta di un ATR 42-500, un velivolo prodotto dal costruttore ATR, che è partecipato da Leonardo.
Italgas. Deutsche Bank taglia il giudizio a Hold.
Bending Spoons sta sondando diverse banche che dovrebbero affiancare l’azienda in una potenziale quotazione a Wall Street quest’anno o all’inizio del 2027, ha riferito venerdì una persona coinvolta nel processo ad IFR. Goldman Sachs e JP Morgan sono tra le banche che hanno presentato la loro proposta per l’operazione, ha riportato IFR. No comment dall’Ad di Bending Spoons, Luca Ferrari, contattato da Reuters. Bending Spoons potrebbe quotare il 30-35% della società in una operazione da realizzare nel primo trimestre del 2027, riferisce Il Messaggero.
Snam. Deutsche Bank alza il target price a 7 euro. Stacco cedola.
Stellantis. Bernstein alza il target price a 10 euro.
Terna. Deutsche Bank alza il target price a 10 euro.
Unicredit. Barclays alza il target price a 79 euro.
Ferretti. Kkcg Maritime annuncia il lancio di un’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria avente a oggetto un massimo di 52.132.861 azioni di Ferretti, con l’obiettivo di aumentare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del capitale sociale della società. Al completamento dell’offerta, spiega una nota, Kkcg Maritime intende esercitare i diritti di voto a sostegno dell’elezione dei candidati al Consiglio di amministrazione che proporrà nel contesto della prossima assemblea degli azionisti di Ferretti. Kkcg Maritime è interamente controllata da Kkcg, gruppo europeo che investe in società con l’obiettivo di accompagnarle nei processi di innovazione e nello sviluppo del business, fondato dall’imprenditore e filantropo Karel Komarek.
Tim. Si tiene il cda. Il titolo è ai massimi dal 2018.
Eni stacca la cedola