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Borse oggi si preparano a una settimana di grandi eventi. Trump si avvicina alla Cina ma taglia con il Canada. Occhio a Eni

La prossima settimana sono attese riunioni di banche centrali, trimestrali chiave, nonchè l’incontro di Trump con Xi, dato ormai per certo. A dominare i mercati è di nuovo l’euforia per i tecnologici. Borse asitiche in rialzo. Borse europee viste aprire positive.A Piazza Affari occhi a Eni, Ferragamo

Borse oggi si preparano a una settimana di grandi eventi. Trump si avvicina alla Cina ma taglia con il Canada. Occhio a Eni

Si prospetta un venerdì di calma, prima di affrontare una prossima settimana di tempesta. L’attenzione è soprattutto per il tira e molla di Washington con Pechino e le ultime dichiarazioni di Trump di ieri sul fatto che effettivamente la prossima settimana incontrerà Xi Jinping hanno aiutato a creare distensione permettendo una stabilizzazione di oro e petrolio dopo una settimana volatile e un nuovo approvvigionamento di titoli tecnologici. Per non far mancare qualche tensione in più comunque Trump ha detto invece di voler interrompere i negoziati con il Canada. Oggi, in via eccezionale, verrà pubblicato negli Usa un dato sull’inflazione che, a causa dello shutdown, era nel cassetto dal 15 ottobre. Ciò aiuterà la Fed nel tracciare la sua politica monetaria quando si riunirà la prossima settimana. Le borse asiatiche guadagnano terreno dopo i risultati di Intel e una chiusura positiva di Wall Street. I futures sui titoli azionari europei mostrano un possibile avvio in rialzo.

Wall Street in rialzo. Trump vuole investire in aziende di informatica quantistica

A Wall Street ieri tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in rialzo, con il Dow che ha chiuso a +0,31% e l’S&P 500 a +0,58% e il Nasdaq in testa spinto dal settore tecnologico che ha chiuso a +0,89%. Tuttavia, è stato il Russell 2000, che raccoglie le società a bassa capitalizzazione, il vero vincitore con un +1,27%.

Gli indici hanno acquisito un certo slancio dopo che la Casa Bianca ha confermato che il presidente Trump incontrerà il presidente cinese Xi Jinping la prossima settimana, nell’ambito del suo viaggio in Asia. Invece il presidente Usa si è rivolto ai social media per attaccare di nuovo il Canada, dichiarando che i negoziati commerciali sono “TERMINATI”, con tanto di caratteri cubitali.

Tra le azioni da segnalare ci sono quelle di Tesla che hanno recuperato terreno, guadagnando il 2,3% dopo il forte calo precedente in relazione ai dati di bilancio non soddisfacenti, di Ibm che invece sono scese dello 0,9% dopo aver segnalato un rallentamento nel suo segmento chiave del software cloud, eclissando i suoi utili. Nelle contrattazioni afterhouers sono salite le azioni di Intel, dopo le previsioni ottimistiche sui ricavi.

Finora, poco più di un quarto delle aziende dell’indice S&P 500 ha pubblicato i risultati del terzo trimestre. Di queste, l’86% ha superato le aspettative del consenso, secondo i dati Lseg. Nel complesso, gli analisti prevedono attualmente una crescita degli utili dell’indice S&P 500 nel terzo trimestre del 9,9% su base annua, in aumento rispetto alla stima di crescita dell’8,8% del 1° ottobre, secondo Lseg.

Le aziende di informatica quantistica hanno registrato un’impennata dopo che il Wall Street Journal ha riferito che l’amministrazione Trump è in trattative con diverse di loro per acquisire quote azionarie in cambio di finanziamenti federali. IonQ, D-Wave Quantum, Quantum Computing e Rigetti Computing hanno visto le azioni impennarsi tra il 7,1% e il 13,8%.

Il forte aumento dei prezzi del petrolio di ieri sulla scia delle nuove sanzioni di Trump alla Russia hanno spinto in alto anche il settore energetico con un rialzo dell’1,1%. In rialzo anche il settore aerospaziale e della difesa che ha chiuso con un +2,2%.

Oggi, in via eccezionale, verrà pubblicato negli Usa un dato sull’inflazione che, a causa dello shutdown, era nel cassetto dal 15 ottobre. Le previsioni sono per un indice dei prezzi al consumo core stabile al 3,1%, un dato che difficilmente cambierà la traiettoria della Fed che dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti base la prosssima settimana.

Il calendario delle trimstrali è leggero oggi, ma la prossima settimana porterà un diluvio, con cinque delle Magnifiche Sette che pubblicheranno i risultati, tra cui Apple e Microsoft.

L’Asia vola spinta dai tecnologici

In Asia sono state le azioni tecnologiche a guidare un diffuso rialzo sui mercati dopo che Pechino al termine del plenum del Partito Comunista Cinese ha promesso maggiori sforzi per raggiungere l’autosufficienza tecnologica e sulla sicurezza, mentre la più concreta possibilità dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping ha disteso il sentiment riguardo la guerra commerciale.

L’indice Msci delle azioni asiatiche è salito di circa lo 0,5%, riprendendo un rally impetuoso quest’anno che ha spinto l’indice ai massimi storici. L’indice composito di Shanghai è salito dello 0,4%, dopo aver toccato il massimo dall’agosto 2015. L’indice blue chip CSI300 è salito dello 0,7%, registrando la migliore settimana degli ultimi due mesi. A Hong Kong, l’indice di riferimento Hang Seng ha guadagnato lo 0,6 per cento.

Anche il Nikkei giapponese è salito di oltre l’1%, trainato dai titoli tecnologici e si avvia verso l’ottava settimana consecutiva di rialzi su nove. Fra i titoli, spicca SoftBank Group +5%. Sale il settore dei semiconduttori: Advantest +3%, Tokyo Electron +2%. jikura, produttore di fibre ottiche, guadagna il +3%. La neoeletta premier giapponese Sanae Takaichi dovrebbe intervenire più tardi oggi indicando i dettagli del suo consistente pacchetto di stimoli a pochi giorni dal suo primo incontro con Trump. I dati di oggi hanno mostrato che i prezzi al consumo core in Giappone sono rimasti al di sopra dell’obiettivo del 2% della banca centrale, mantenendo vive le aspettative di un aumento dei tassi di interesse a breve termine in vista della riunione di politica monetaria della Banca del Giappone della prossima settimana.

I titoli tecnologici sono stati tra i principali motori, con il produttore di chip sudcoreano SK Hynix che ha guadagnato fino al 6,9%.

Sul mercato valutario, l’indice Bloomberg sul dollaro è rimasto pressoché invariato, così come l’euro a 1,1607 dollari, mentre lo yen giapponese è sceso dello 0,2% a 152,89 per dollaro. Tra le criptovalute il Bitcoin è salito dell’1,3% a 111.031,79 e l’Ether è salito del 2,3% a 3.920,58 dollari. Il greggio West Texas Intermediate è sceso dello 0,4% a 61,53 dollari al barile. L’oro spot è sceso dello 0,4% a 4.108,64 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a Eni e Ferragamo

Borse europee attese in leggero rialzo in apertura: +0,25% il futures sull’Eurostoxx50.

Rating. L’agenzia di rating Morningstar Dbrs, dopo il miglioramento del merito di credito dell’Italia dello scorso 17 ottobre, ha alzato i rating a lungo termine di Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Bper Banca, Banca Popolare di Sondrio ad A (low) da BBB (high) con trend stabile.

Ferragamo ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con ricavi in leggera crescita e sopra le attese, grazie alla solida domanda negli Stati Uniti che ha più che controbilanciato la debolezza dell’area asiatica. Ernesto Greco, membro del cda, ha confermato che la ricerca del nuovo ceo va avanti.

Maire punta a chiudere qualche acquisizione in Europa per la fine dell’anno con un impatto atteso positivo sui ricavi e redditività nel 2026, come ha detto il ceo, Alessandro Bernini, nella call con gli analisti sui risultati dei nove mesi chiusi con utile netto in crescita del 41,8%.

Eni ha archiviato i primi nove mesi del 2025 con un utile netto di 2,518 miliardi di euro, in crescita del 5%. Nel terzo trimestre l’utile è salito del 54% a 803 milioni. L’utile netto adjusted è risultato pari a 3,793 miliardi (-13%). Nel terzo trimestre 2025 l’ebit proforma adjusted del gruppo è stato solido a 3 miliardi, nonostante la flessione del 14% del prezzo del petrolio e l’apprezzamento dell’euro sul dollaro (+6%), i cui effetti sono stati mitigati dalla crescita dei volumi e dalle azioni di efficienza. Eni ha inoltre aumentato di 0,3 miliardi il programma 2025 di acquisto di azioni fino a 1,8 miliardi sulla base dei rilevanti progressi strategici compiuti e di una stima più elevata di generazione di cassa. Equita ha un rating buy e un target price a 16,50 euro sull’azione.

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