Mentre si guarda con distensione a Gaza, dopo che il governo israeliano ha approvato la risoluzione per il cessate il fuoco, oro, argento, criptovalute e gran parte dell’indice S&P 500 prendono respiro. Le azioni asiatiche sono deboli dopo che già le azioni statunitensi avevano chiuso ieri con lievi cali. Quelle europee restano appese a un filo, con la Francia, sorvegliata speciale, che deve risolvere i forti problemi politici.
Wall Street prende fiato dopo i massimi, ma resta positiva
Ieri Wall Street ha chiuso in territorio negativo, poiché gli investitori, rimasti senza dati economici a causa dello shutdown del goveno al suo nono giorno, né catalizzatori che indicassero la direzione, hanno colto l’occasione per consolidare i risultati in vista della stagione dei dati del terzo trimestre che iniziaerà la prossima settimana. Il Senato americano ha respinto, per la settima volta, il disegno di legge approvato dalla Camera per mantenere i finanziamenti al governo fino al 21 novembre
L’S&P 500 e il Nasdaq si sono allontanati leggermente dai massimi storici toccati ieri, mentre il Dow Jones ha chiuso con il calo percentuale più profondo: Dow ha chiuso a -0,52%, S&P 500 a -0,28%, Nasdaq a -0,08%con la stagione degli utili societari per il terzo trimestre che inizierà a Wall Street la prossima settimana.
Tuttavia gli analisti si dicono per lo più ottimisti riguardo i trend futuri: gli hedge fund scommettono su un rialzo del dollaro fino a fine anno, Wall Street festeggia i tre anni di rialzi domenica, periodo che storicamente ha aperto la strada a nuovi rialzo, mentre gli analisti di JP Morgan hanno previsto utili succosi per le trimestrali tech nel terzo trimestre. Invece, secondo i dati di LSEG, gli analisti prevedono per l’intero indice S&P 500 una crescita dell’8,8% nel periodo luglio-settembre, inferiore al 13,8% del secondo trimestre e al 9,1% di crescita annua del trimestre dell’anno precedente. Martedì della prossima settimana, JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo saranno le prime a pubblicare i risultati trimestrali.
Aiutano le quorazioni anche le solide aspettative degli operatori di un allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve nella riunione del 29 ottobre, con i future sui fondi federali che quotano una probabilità del 94,1% di un taglio dei tassi di 25 punti base, secondo lo strumento FedWatch del CME Group.
Giappone in netta retromarcia: Sanae Takaichi usa lo stesso format di Trump
L’indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone ha oscillato tra guadagni e perdite, registrando poi un calo dello 0,2%. In Giappone l’indice azionario Nikkei è sceso dello 0,8%: una consistente retromarcia dopo i forti guadagni di questa settimana, compreso giovedì, quando ha raggiunto il massimo storico in chiusura. L’attenzione in Giappone è per Sanae Takaichi prossima a diventare primo ministro che, seguendo il format di Trump, ha dichiarato che la banca centrale deve prendere qualsiasi decisione in linea con gli obiettivi del governo dopo che l’anno scorso aveva definito la Banca del Giappone “stupida” per aver aumentato i tassi di interess. Semmai, a frenare le aspirazioni della “lady di ferro”, come è già stata soprannominata, volte ad abbassare i tassi oltre che aumentare la spesa pubblica, potrebbero essere la forte debolezza dello yen e gli accenni di rialzo dell’inflazione. Secondo dati pubblicati oggi, i prezzi all’ingrosso hanno mostrato un valzo del 2,7% nell’anno fino a settembre. Il Ministro delle Finanze Katsunobu Kato ha espresso oggi preoccupazione per i “movimenti rapidi e unilaterali sul mercato dei cambi” che hanno spinto la valuta in ribasso del 3,5% dall’elezione di Takaichi lo scorso weekend, a quota 153 rispetto al dollaro, il livello più basso dello yen in otto mesi. La valuta giapponese si avvia a chiudere la settimana con un calo del 3,6% su dollaro: una delle peggiori performance settimanali dell’ultimo anno. La Banca del Giappone si riunirà il prossimo 30 ottobre.
Il maggior calo in Asia si è visto alla borsa di Hong Kong (-1,1%), penalizzata dalle crescenti preoccupazioni degli investitori sul boom dell’intelligenza artificiale e accumula in settimana un calo del 3,1%. In particolare, il gigante dei motori di ricerca Baidu perde il 3,2%, il produttore di veicoli elettrici Li Auto perde il 3,3%, Alibaba Group Holding è a -2,2%, JD.com -1,9%. Il produttore di oro Zijin Mining Group registra un calo del 4,5%.
Le azioni cinesi invece sono in calo dopo che giovedì Pechino ha ampliato i controlli sulle esportazioni di terre rare, inasprendo le restrizioni sul settore in vista dei colloqui tra i presidenti Trump e Xi Jinping. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è in calo dell’1,3%. I titoli delle aziende cinesi produttrici di batterie, come Catl, sono in deciso calo.
La borsa di Seul ha riaperto dopo le festività con un rialzo da record, +1,4% con Samsung Electronics ai massimi: le azioni della più grande azienda sudcoreana sono aumentate del 76% quest’anno, portando la sua capitalizzazione di mercato a 391 miliardi di dollari.
Oro e argento prendono fiato. Il dollaro tiene
L’oro cede terreno, dopo aver interrotto una serie positiva di quattro giorni fino a ieri e dopo aver superato per la prima volta la soglia dei 4.000 dollari. L’oro spot è in calo 0,1% a 3.971,93 dollari l’oncia, mentre l’argento era in rialzo dell’1% a 49,62 dollari, testando la soglia dei 50 dollari dopo averla superata per la prima volta ieri. Sui mercati energetici, il greggio Brent è poco variato: in rialzo di uno 0,1% a 65,27 dollari al barile.
L’indice del dollaro Usa, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, si è mantenuto stabile vicino al massimo degli ultimi due mesi a 99,37. Il rendimento del titoli di Stato Usa di riferimento a 10 anni è sceso al 4,1384% rispetto alla chiusura statunitense del 4,148% di ieri.
Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Unicredit, Ferrari e Tenaris
Le borse europee sono viste aprire poco variate con il futures Eurostoxx 50 a +0,04%
Azimut – A settembre, gli afflussi netti hanno raggiunto 1,9 miliardi, di cui 1,3 miliardi di patrimoni in gestione (AuM).
Banche – La Commissione europea è pronta ad agire contro la normativa italiana sul “golden power” nel quadro di una iniziativa volta a rimuovere gli ostacoli che i Paesi Ue pongono al consolidamento bancario in Europa. Lo hanno riferito quattro fonti a Reuters.
Banca Monte Dei Paschi, Mediobanca – L’istituto senese vuole completare nel più breve tempo possibile l’integrazione con Mediobanca. Lo ha detto l’AD di Mps Luigi Lovaglio nel corso di un’audizione parlamentare.
Bper banca – La Bce ha rivisto i requisiti SREP della banca dopo l’acquisto della Popolare Sondrio. Il CET 1 ratio è stato portato al 9,40% dal 9,32%. Lo riferisce la società in una nota, dove sottolinea di superare ampiamente i requisiti minimi.
Ferrari – Nel giorno del capital market day ha chiuso ieri in calo del -15,4%. I nuovi target di lungo termine hanno deluso le aspettative di mercato. Oddo ha tagliato il target price a 430 euro, dai 470 euro precedenti, giudizio Outperform confermato. Bernstein ha abbassato il target price a 475 dollari, dai 554 dollari precedenti, giudizio Outperform confermato.
Italgas – Ha ceduto una serie di asset in Italia per aderire alle condizioni antitrust dopo l’acquisto di 2i Rete Gas. Gli acquirenti sono Ascopiave, Erogasmet, GP Infrastrutture, ATI tra Plures, Estra e Centria. Il corrispettivo complessivo ammonta a 253,1 milioni di euro. Lo riferisce una nota della società.
Prysmian – Morgan Stanley alza target price a 78 euro dai 65 euro precedenti.
Tenaris – BNP Paribas ha abbassato la raccomandazione a Neutral da Outperform, il target è stato portato a 17 euro, dai 18,50 euro precedenti.
Unicredit – S&P ha alzato il rating a ‘A-‘ con outlook stabile.
Danieli – Berenberg alza target price a 55 euro da 44 euro.
Mfe-mediaforeurope – Michael Eifler e Simone Sole entrano nel consiglio di sorveglianza di ProSiebenSat.1, al posto di due consiglieri in quota PPF che hanno rassegnato le dimissioni al termine dell’offerta pubblica di acquisto e scambio da parte di MFE.