Gli analisti sono per lo più ottimisti sull’andamento dei mercati nell’ultimo trimestre dell’anno, considerato storicamente rialzista. Da una parte gli hedge fund stanno scommettendo sul mercato delle opzioni sull’aumento del dollaro a fine anno. Dall’altra gli analisti vedono una Wall Street ancora forte visto che domenica prossima festeggerà il suo terzo anno di rialzi, il che storicamente indica una porta aperta a nuovi guadagni. Infine, mentre si avvicina il periodo delle trimestrali Usa, gli analisti fanno previsioni di utili decisamente alti nel settore dell’intelligenza.
Hedge fund scommettono su dollaro forte, euro e yen deboli
Gli hedge fund di tutto il mondo hanno intensificato le loro scommesse sul mercato delle opzioni puntando su un rimbalzo del dollaro Usa rispetto alla maggior parte delle principali valute del G-10 fino alla fine dell’anno, riporta Bloomberg. Alla base delle scommesse c’è la previsione che valute come euro e yen finiranno per indebolirsi, soprattutto a causa delle pensioni politiche in Francia e in Giappone. D’altro canto l’aumento delle scommesse a favore del dollaro potrebbe essere un segnale che la debolezza della valuta, innescata dalla chiusura delle attività del governo statunitense, potrebbe aver fatto il suo corso, mentre altre importanti valute sono in calo.
Le opzioni put sull’euro-dollaro con scadenza a dicembre hanno registrato volumi di scambio tre volte superiori rispetto alle opzioni call mercoledì, secondo i dati del Chicago Mercantile Exchange Group. “Abbiamo visto hedge fund cercare una strategia tattica sui dollari a lungo termine”, ha affermato Mukund Daga, responsabile globale delle opzioni valutarie presso Barclays Bank Plc., riferendosi alle scadenze prima della fine dell’anno.
L’euro è stato colpito duramente dalle turbolenze politiche in Francia, ma sua forza dimostrata quest’anno sul dollaro nel corso dell’anno, era vista come un ulteriore peso per gli esportatori europei, già gravati dalla scure dei dazi di Trump. Un rallentamento della corsa della moneta unica sarebbe dunque ben accolto dalle contoparti commerciali della zona dell’euro. Lo yen è crollato sulle speculazioni secondo cui la probabile nuova leader del Giappone potrebbe favorire un rialzo più lento dei tassi di interesse, mentre il dollaro neozelandese è stato colpito da un taglio dei tassi di 50 punti base. Tra le valute del Gruppo dei 10, unica eccezione è il dollaro australiano, a causa dell’atteggiamento aggressivo della Reserve Bank sui tassi.
Stamane l‘indice del dollaro è in rialzo dello 0,1% a 99,971. L’euro è al suo quarto giorno di flessione, in calo dello 0,1% a 1,1615 dollari, dopo aver toccato ieri il minimo delle ultime sei settimane a 1,1598. Lo yen giapponese ha toccato il minimo degli ultimi otto mesi a 153 per dollaro durante la notte, rafforzandosi poi leggermente a 152,76 stamane.
Wall Street: tre anni di rialzi e la corsa non si ferma qui
La corsa al rialzo del mercato azionario statunitense dura da quasi tre anni, ma se la storia ci insegna qualcosa, questo significa che è solo a metà strada, dicono gli analisti interpellati da Reuters. L’indice S&P 500 domenica prossima celebrerà l’anniversario dell’inizio del mercato rialzista, il 12 ottobre 2022. In quella data, tre anni fa, l’indice azionario statunitense di riferimento aveva segnato la chiusura più bassa dell’attuale ciclo di mercato, a seguito di una serie di misure di inasprimento monetario da parte della Federal Reserve.
Da allora, un’impennata dei titoli tecnologici e di altre megacap ha spinto l’indice in rialzo di quasi il 90%. Questo guadagno è ancora inferiore alla crescita media di oltre il 170% registrata nei 14 mercati rialzisti precedenti dal 1932, secondo i dati di Howard Silverblatt, analista senior di indici presso S&P Dow Jones Indices, riportati da Reuters. Quei mercati rialzisti sono durati in media circa cinque anni. “La storia insegna che una volta arrivati a questo punto, il trend tenderà a durare più a lungo” dice Ryan Detrick, responsabile della strategia di mercato presso Carson Group.
L’ottimismo sul potenziale di profitto dell’intelligenza artificiale è stato uno dei temi principali del mercato rialzista, trainando titoli tecnologici come Nvidia a livelli stratosferici negli ultimi tre anni. Ma un altro fattore è stata la resilienza dell’economia, con gli investitori che hanno superato le preoccupazioni per una recessione. Con l’attenuarsi dell’inflazione, la Federal Reserve statunitense ha iniziato a ridurre i tassi di interesse nell’ultimo anno, a differenza di tre anni fa, quando gli aumenti dei tassi della banca centrale, attuati per ridurre l’inflazione, avevano messo sotto pressione anche i titoli azionari.
Durante l’ultima fase rialzista, i settori S&P 500 con le migliori performance sono stati di gran lunga quelli della tecnologia informatica e servizi di comunicazione, in rialzo rispettivamente di circa il 180% e il 160%. Oltre a Nvidia, i protagonisti della fase rialzista sono stati Microsoft, Broadcom, Palantir, Alphabet, la società madre di Google, Meta Platforms, Netflix, Apple Amazon, Tesla, Nvidia,
La corsa al rialzo ha portato a valutazioni elevate. Il rapporto prezzo/utili dell’S&P 500 è salito a circa 23 volte, sulla base delle stime degli utili a 12 mesi per i suoi componenti, intorno al livello più alto degli ultimi cinque anni e ben al di sopra della media decennale di 18,7, secondo LSEG Datastream. Il rapporto P/E dell’indice era pari a 15,3 quando ha toccato il minimo del ciclo il 12 ottobre 2022.
JP Morgan vede utili nel tecnologico in ulteriore aumento
A convincere ancora di più gli investitori sono state le stime degli analisti di JPMorgan per l’imminente stagione dei risultati del terzo trimestre che vedono una crescita degli utili nel settore tecnologico del 20,9% in aumento dal 15,9% di giugno. Circa l’81% dei titoli del settore tecnologico ha visto le stime in aumento, guidate da Nvidia e Apple. Si prevede che gli utili complessivi cresceranno dell’8% nel terzo trimestre, con un aumento del fatturato del 6,3%.
I