La minaccia di Trump di bloccare lo Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui con l’Iran nel weekend, ha innescato nuovi rischi di allargamento della guerra in Medio Oriente che entra nella sua settima settimana. I mercati rispondono con un nuovo balzo del petrolio oltre i 100 dollari, e vendite su azioni e obbligazioni, nella prospettiva di un aumento dell’inflazione. Intanto prende il via oggi la stagione delle trimestrali Usa, con la pubblicazione dei conti delle banche, la prima delle quali è Goldman Sachs oggi prima dell’apertura del mercato.
Invece il fiorino ungherese ha registrato un forte rialzo dopo la sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni di domenica, che ha aperto la strada all’afflusso di fondi dell’Unione Europea verso l’Ungheria e forse anche verso l’Ucraina.
L’esercito statunitense ha annunciato che a partire dalle 10:00 di oggi, ora di Washington, le 16 in Italia, imporrà un blocco totale del traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani, consentendo tuttavia il transito delle navi che non effettuano scalo nella Repubblica Islamica. Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaee, ha dichiarato che il Paese “non permetterà” un simile embargo e ha affermato di possedere “un’importante leva, finora inesplorata, per contrastarlo”. Il blocco, dicono gli analisti, è un atto di guerra che richiede un impegno a tempo indeterminato di un numero significativo di navi da guerra. Il taglio all’offerta globale, se le esportazioni iraniane venissero interrotte, potrebbe arrivare fino a 2 milioni di barili al giorno.
Si apre oggi la stagione delle trimestrali Usa: attesi utili in crescita del 14%. Attese anche le stime di Fmi e World Bank
A distogliere lo sguardo degli investitori dalla preoccupazione principale della guerra in Medio Oriente, potrebbe essere la pubblicazione delle trimestrali Usa in partenza questa settimana. Apre le danze Goldman Sachs oggi, seguita a ruota da JPMorgan, Wells Fargo e Citigroup. Si stima che circa il 10% delle società dell’indice S&P 500 pubblicherà i risultati del primo trimestre questa settimana: oltre alle banche anche i colossi Netflix, Johnson & Johnson e PepsiCo.
Alcuni analisti dicono che Wall Street ha visto un calo tutto sommato contenuto rispetto alla gravità del conflitto perchè si preannunciano buoni risultati nel primo trimestre. Secondo le stime degli analisti elaborate da Lseg si prevede che gli utili complessivi delle società dell’indice S&P 500 aumenteranno di circa il 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sarebbe il sesto trimestre consecutivo con una crescita a doppia cifra, la serie più lunga dal 2011. Uno dei punti focali dei report sarà il modo in cui le aziende percepiscono gli effetti a catena dell’impennata dei prezzi del petrolio, che rischia di aumentare i costi per una vasta gamma di imprese e di comprimere la spesa dei consumatori. Più complesse saranno le stime per l’intero 2026: nel complesso le aspettative sono ora per un aumento di circa il 19%, rispetto alla stima di un incremento del 15% data a fine febbraio.
Le stime arriveranno anche dai massimi funzionari finanziari di tutto il mondo che si riuniranno a Washington questa settimana per i meeting del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. La scorsa settimana alcuni funzionari degli istituti avevano detto che avrebbero rivisto al ribasso le loro previsioni di crescita globale e aumentato quelle sull’inflazione a causa della guerra, avvertendo che i mercati emergenti e i paesi in via di sviluppo saranno i più colpiti dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalle interruzioni delle forniture.
In Asia Borse in calo. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi salgono ai massimi dal 1997
Le borse asiatiche sono in calo con l’indice Msci Asia Pacific che perde l’1%. In Corea del Sud il Kospi perde l’1% con Samsung Electronics fra i titoli più deboli,- 3%
In Giappone, il Nikkei perde l’1%. Il rialzo dei prezzi del petrolio ha aumentato le pressioni inflazionistiche in Giappone, che dipende fortemente dalle importazioni energetiche dal Medio Oriente: il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni ha raggiunto il livello più alto dal 1997. La persistente debolezza dello yen sta aumentando i costi delle importazioni. La valuta si sta nuovamente avvicinando alla soglia di 160 per dollaro. Il ministro delle Finanze, Satsuki Katayama, ha dichiarato che le autorità sono pronte a prendere provvedimenti.
In Cina, il CSI 300 perde lo 0,2%. L’Hang Seng di Hong Kong l’1,2%. L’indice Taiex di Taiwan lascia sul terreno lo 0,2%, con Tsmc che arretra dell’1%. Pechino ha annunciato una serie di incentivi a favore di Taiwan, dopo lo storico incontro avvenuto tra il presidente Xi Jinping e la leader dell’opposizione dell’isola, Cheng Li-wun. Le misure includono la facilitazione delle vendite dei prodotti agricoli e della pesca di Taiwan e la ripresa di alcuni viaggi verso l’isola, secondo una dichiarazione ufficiale di ieri. Le nuove iniziative mirano a promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni fra i due paesi, ha affermato l’Ufficio per gli Affari di Taiwan di Pechino. Le misure sono coerenti con la strategia più ampia di Pechino di coinvolgere le figure dell’opposizione taiwanese, esercitando pressione sull’amministrazione al governo guidata dal presidente Lai Ching-te. I titoli legati al turismo e all’agricoltura a Taiwan sono saliti, il sottoindice del turismo taiwanese ha visto un aumento fino al 3,2%. Phoenix Tours International è balzata fino al 10%. In risposta, l’agenzia governativa taiwanese responsabile delle relazioni con la Cina ha criticato le misure, affermando che possono essere ritirate in qualsiasi momento e che in sostanza si traducono in una forma di coercizione.
I future sul petrolio Brent sono saliti del 7,3% a 102 dollari al barile, dopo aver chiuso in ribasso dello 0,75% venerdì, con un guadagno di oltre il 40% da quando la guerra ha bloccato la navigazione nello Stretto di Hormuz. Il West Texas Intermediate (WTI) statunitense è aumentato dell’8,4%, a 104,69 dollari al barile, dopo una perdita dell’1,33% nella sessione precedente.
Borse europee viste aprire in calo. Piazza Affari guarda allo stacco cedole. Oggi occhi a Eni, Pirelli, Tim
Le borse europee sono viste aprire in ribasso: Future su Euro Stoxx 50 a -1,2%
In partenza la stagione dei dividendi di Piazza Affari sotto i migliori auspici: l’indice FTSEMIB Total Return (che accumula l’effetto dei dividendi staccati nel corso degli anni) ha segnato venerdì scorso il suo record storico, ampliando la performance del 2026 a +6,25%, un risultato eccellente se calato nello scenario geostrategico attuale. Il primo appuntamento è per lunedì 20 aprile quando sette blue chips verseranno nelle tasche degli azionisti una cedola annuale o parziale. Secondo le stime degli analisti raccolte da Bloomberg, il FTSEMIB dovrebbe distribuire un dividendo medio su base annua intorno al 4,25%, che si confronta con il 3,85% del BTP decennale. Venerdì 18 aprile sarà l’ultimo giorno utile per poter passare lunedì all’incasso.
Ungheria. Le elezioni parlamentari del 12 aprile segnano una svolta: finisce l’era Orban. Il partito d’opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar, ottiene una vittoria travolgente e con 138 seggi supera in Parlamento la maggioranza dei due terzi (la cosiddetta “super-maggioranza”) che permette di modificare la Costituzione. Sale il fiorino ungherese.
Unicredit. Non ha apportato alcun cambiamento alla propria strategia in Russia e non intende né liquidare le attività nel Paese né restituire la licenza bancaria, ha detto un portavoce del gruppo.
Eni. L’amministratore delegato, Claudio Descalzi, ha chiesto di sospendere il bando sul gas russo al 2027.
Ferrari. La seconda tranche fino a 250 milioni di euro, del piano di buyback al 2030 da 3,5 miliardi complessivi, inizierà oggi e terminerà entro il 28 agosto.
Lottomatica. Dati sul mercato delle scommesse di marzo in crescita. Lottomatica conferma la propria posizione di leader di mercato.
Pirelli. L’Italia ha imposto diverse restrizioni alla cinese Sinochem nel tentativo di risolvere una controversia sulla governance di Pirelli, ha dichiarato sabato il produttore di pneumatici, confermando una precedente notizia diffusa da Reuters. Le restrizioni rimarranno in vigore fino a quando Sinochem manterrà una partecipazione in Pirelli superiore al 9,99%, ha affermato la società in un comunicato, a dimostrazione del fatto che Roma intende che Sinochem riduca la propria quota azionaria del 34%.
Poste Italiane ha comunicato venerdì di aver presentato all’autorità di vigilanza Consob la documentazione relativa alla sua offerta pubblica di acquisto su Telecom Italia, del valore di 10,8 miliardi di euro, in contanti e azioni.
Tim. Secondo un documento dell’autorità europea garante della concorrenza pubblicato venerdì, l’Unione Europea ha approvato la vendita di Sparkle, la divisione di Telecom Italia dedicata ai cavi sottomarini, a un consorzio guidato dal Tesoro italiano. L’operazione, del valore di 700 milioni di euro, deve ancora ottenere l’autorizzazione dall’autorità antitrust statunitense.
Terna. La polizia italiana sta indagando sui danni subiti da un traliccio di trasmissione che a marzo hanno temporaneamente interrotto il funzionamento del gasdotto Transalpine (TAL), hanno reso noto sabato il gestore della rete Terna e TAL, dopo che alcuni media hanno fatto riferimento a un possibile sabotaggio.
De’ Longhi. Venerdì l’azienda ha annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie del valore di circa 60 milioni di euro (circa l’1,2% del capitale sociale) da attuarsi nell’arco di sei mesi.
Ferretti. Termina l’Opa parziale Kkcg.
Juventus. I bianconeri hanno vinto sabato uno a zero contro l’Atalanta fuori casa.