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Borse oggi 13 giugno: i mercati scommettono sulla frenata dell’inflazione Usa e dei rialzi Fed

Alle 14.30 di oggi si conosceranno i nuovi dati sull’inflazione americana da cui dipende la politica monetaria Usa ma i mercati sono molto fiduciosi – In Italia scuderia Berlusconi in ascesa e spread Btp-Bund più stretto

Borse oggi 13 giugno: i mercati scommettono sulla frenata dell’inflazione Usa e dei rialzi Fed

Alle 14.30 di oggi, ora italiana, i dati sull’inflazione degli Stati Uniti segnaleranno ai governatori della Fed a che punto è la lotta alla corsa dei prezzi. Se verrà confermata la previsione di una forte frenata a maggio (da +4,9 al +4,1%, da 5,5 a 5,2% il dato core), sarà scontato che donano alle 20 la banca centrale dovrebbe confermare l’attuale livello dei tassi di interesse nel range 5,0-5,25%. Sarà il primo stop al rialzo. I mercati finanziari sposano questa tesi senza riserve. Da seguire, semmai, le parole con cui il presidente Jay Powell cercherà di spegnere l’euforia eccessiva.

Borse: listini Usa ai massimi da aprile, tornano le grandi Ipo

A tracciare la rotta sono i listini Usa ai massimi dall’aprile 2022. Al top il titolo Apple +41% da inizio anno, meglio di Microsoft (+38%). Tesla +2,2% chiude con il segno più da 12 sedute. In grande evidenza nel dopo Borsa Oracle +3,5% dopo i conti. Il ceo Larry Ellison ha scavalcato Bill Gates nella classifica dei più ricchi in Borsa. 

In questo clima tornano le grandi Ipo, prima fra tutte quella di Arm, apprezzata boutique dei chips più avanzati: la società inglese di Softbank (+5% a Tokyo) sarà quotata in Usa per almeno dieci miliardi di dollari con l’appoggio di Intel. 

Intanto il Nasdaq +1,53% ha annunciato l’acquisto della società di software Adenza per 10,5 miliardi di dollari, la più grande acquisizione effettuata da una borsa. 

Si scontrano, di fronte a questi numeri, le grandi firme della Borsa. Michael Wilson di Morgan Stanley cita il precedente del 1940, quando lo S&P, dopo un guadagno del 24%, perse tutto nel giro di poche sedute. Al contrario, David Kostin di Goldman Sachs ha alzato le previsioni di qui a fine anno. Per ora lo S&P, finalmente sopra i 4.300 punti, gli dà ragione. 

Borsa: cosa succede in Italia e in Europa

A Silvio Berlusconi, ottimista per natura, sarebbe senz’altro piaciuta la tesi Toro. I listini europei, in attesa delle indicazioni delle banche centrali, spingono per un’apertura al rialzo. 

Ieri Piazza Affari è stato il listino più vivace +0,92%, sotto la pressione per lo shock della scomparsa del leader. Forti gi acquisti sui titoli dell’ex Mediaset. Segue Francoforte nell’attesa del piano di ristrutturazione Volkswagen.

Sono proseguiti gli acquisti sul BTP decennale con il rendimento in discesa a 4,04% da 4,10% e lo spread, che misura il differenziale tra BTP e BUND decennale, che è sceso a quota 165 punti base per la prima volta da aprile 2022. I bond governativi italiani tornano ad essere attraenti, anche perché il rendimento è tra i più alti nel panorama dei paesi sviluppati. Il decennale governativo della Grecia rende il 3,76%.

Le Borse asiatiche

Anche l’Asia ha sposato la tesi del rialzo. Più di tutti scalpita Tokyo. Il Nikkei 225 è in rialzo del +2%. Il Topix guadagna l’1,2%. Entrambi gli indici hanno registrato nuovi massimi di 33 anni e sono supportati principalmente dai titoli tecnologici, che hanno seguito i loro omologhi statunitensi.

L’indice della borsa di Taiwan Weighted sale dell’1,6%, il KOSPI della Corea del Sud guadagna lo 0,6%. I produttori di chip TSMC, Samsung Electronics e SK Hynix salgono tra il +1,4% e il +4% dopo che un rapporto del Wall Street Journal ha affermato che gli Stati Uniti lasceranno che i tre gruppi espandano la loro infrastruttura di produzione di chip in Cina nonostante le restrizioni sulle esportazioni di semiconduttori nel paese.

Le borse cinesi continuano a restare al palo. Il taglio dei tassi di interesse da parte della People’s Bank of China, il primo in 10 mesi, ha stimolato pochi acquisti. Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono quasi invariati, mentre l’Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,5%. Prevalgono le preoccupazioni per un rallentamento della ripresa economica cinese. 

L‘indice MSCI World (2.906) è salito dello 0,7%, violando la soglia dei 2.900 punti per la prima volta da aprile 2022. Da inizio anno +11,70%. L’indice MSCI Emerging Markets (1.003 punti) è cresciuto di un modesto +0,1%, frenato sempre dalla Cina, ma resta sopra la soglia dei mille punti grazie al sostegno di Taiwan, Corea del Sud (sui massimi da un anno) e soprattutto del Brasile: l’indice Bovespa ieri è salito per la settima volta consecutiva portandosi oltre i 117.000 punti, sui massimi da novembre 2022.

Gli highlights

  • Petrolio: Brent e WTI +0,7%, dal pesante -4% di ieri. Il prezzo è sui minimi dell’anno, malgrado i tagli alla produzione decisi dall’Arabia Saudita.
  • Il Gas UE (Amsterdam) è sceso del -3% a 31,0 euro/mwh. 
  • Bitcoin poco sopra i 26.000 dollari.
  • Mfe Fininvest, la holding company che controlla Mfe, ricorda con “profondo dolore e sincera partecipazione”, il proprio fondatore Silvio Berlusconi, scomparso ieri a Milano, e assicura che le attività proseguiranno in “assoluta continuità”. Le azioni A sono salite del 5,86% e le azioni B del 2,32%.
  • Proseguono i rumor sulla possibile evoluzione della situazione nell’azionariato di Pirelli alla luce delle prossime decisioni da parte del governo italiano sull’utilizzo delle opzioni legate alla golden power. Le decisioni del governo sono attese per il prossimo 23 giugno e non sono escluse limitazioni all’influenza nella governance fino al congelamento dei diritti di voto per Sinochem. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, non è da escludere un interesse da parte di alcuni investitori italiani in Pirelli. Tra questi Brembo che potrebbe salire al 10% dall’attuale 6% ma anche di investitori finanziari come Intesa e Unicredit che contribuirebbero a creare uno zoccolo duro di azionisti.
  • Bper Banca: Non è attualmente nelle condizioni di esaminare altre operazioni di M&A dopo la forte crescita per vie esterne che ha caratterizzato l’istituto emiliano nel corso dell’ultimo anno e mezzo. E’ quanto ha detto l’AD della banca Piero Luigi Montani.
  • Leonardo: Per Morgan Stanley è Equalweight, target price 11,20 euro.
  • Finlogic: a seguito del raggiungimento del 97,246% del capitale sociale da parte di Argo, il titolo sarà revocato dalle negoziazioni a partire dal prossimo 20 giugno.

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