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Borse in rally su Bremain: a Milano su le banche, male Acea-Iren

Borse europee tutte positive sulla scia dei sondaggi sul referendum inglese – Il comparto bancario riparte dopo una settimana nera – Arretrano nel listino principale Enel, A2A e Terna, su cui pesa lo stacco dividendi – Male Acea e Iren che pagano le preoccupazioni dovute alla vittoria di Raggi e Appendino – In calo lo spread Btp-Bund.

Borse in rally su Bremain: a Milano su le banche, male Acea-Iren

Ancora una volta è il referendum sulla Brexit a muovere le Borse. In un mercato dai volumi ancora bassi, a fare la differenza è l’allentamento delle tensioni sul referendum che si terrà il 23 giugno, alla luce dei sondaggi che danno la permanenza della Gran Bretagna all’interno dell’Unione europea sempre più probabile.

Dopo una settimana nera, chiusa con i rialzi di venerdì, l’avvicinarsi del referendum giova ai listini europei, che a metà giornata viaggiano in territorio ampiamente positivo: Parigi +3,05%, Francoforte +3,18%, Londra +2,68%. Non è da meno Piazza Affari, in rialzo del 2,72%.

Riflettori puntati soprattutto sui titoli bancari, tra i più brillanti del listino. In questo caso, oltre all’allentamento delle tensioni sul Brexit, pesa il rimbalzo dopo una settimana durissima per il settore.

Tra i titoli migliori del comparto Unicredit +4,64%, Intesa Sanpaolo +4,51%, Banca MPS +6,15%, Bpm +5,97%, Mediobanca +5,36%, Ubi Banca +3,47%. Al rialzo di Unicredit concorrono anche le indiscrezioni sulla nomina, a breve, del nuovo Ad, che dovrebbe essere Corrado Passera.

Giornata positiva, in ogni caso, per quasi tutti i titoli del listino principale, tra cui spicca Azimut, maglia rosa del listino con un guadagno del 7,48%.

Bene anche Eni, +2,33% grazie anche all’aumento del prezzo del Brent. In crescita anche Mediaset +3,38% e Telecom Italia +4,36%, nonostante lo stacco della cedola per le azioni di risparmio.

Lo stacco del dividendo (valutato lo 0,7% sui titoli interessati) pesa invece su Enel, titolo peggiore del listino con un ribasso del 2,09%. In ribasso per lo stesso motivo anche Terna -1,12% e A2A -0,76%. Sulla municipalizzata milanese non influisce la vittoria elettorale di Sala che, così come il suo avversario Parisi, si è espresso perché il comune scenda al di sotto del 50% della compagnia.

Molto più pesante, tra le municipalizzate, Acea, che dopo l’elezione di Virginia Raggi a sindaco di Roma, cede il 4,2% a 11 euro, mentre Kepler Cheuvreux ha ridotto il prezzo obiettivo da 14 a 12,5 euro, confermando la raccomandazione hold. Gli analisti sono preoccupati che il neo sindaco Raggi possa cambiare “il cda per motivi politici”, finendo per alterare la strategia del gruppo in maniera negativa. Male anche Iren (-3,55%) dopo il ribaltone a Torino con la vittoria di Appendino su Fassino. In leggero rialzo (+0,33%) la municipalizzata bolognese Hera dopo la conferma del sindaco Pd Merola.

Dopo il calo di 8 punti base di venerdì, lo spread Btp/Bund diminuisce di oltre 10 punti in mattinata, toccando quota 130. Una netta discesa rispetto a giovedì scorso, quando, al culmine delle aspettative per una possibile vittoria del “brexit”, lo spread si era issato fino a quota 154 pb, al massimo dallo scorso 12 febbraio.

Tra le altre notizie da segnalare: oggi prende il via, per concludersi il 15 luglio, l’offerta pubblica di scambio di International Media Holding (Bonomi e soci) su Rcs Mediagroup. Sempre a partire da oggi, Recordati entra a far parte del Ftse Mib in sostituzione di Anima Holding.

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