Prima classificata Seul, che con il +64% segnato da inizio anno dall’indice Kospi pare ormai destinata a diventare ufficialmente la miglior Borsa internazionale del 2025. Inarrivabile anche per un’altra piazza che quest’anno ha stupito tutti: Madrid che dal 1° gennaio ha realizzato la miglior performance d’Europa e d’Occidente, guadagnando il 39%. Di assoluto rilievo anche la prestazione del Ftse Mib di Milano che, trainato dalle banche, in poco più di dieci mesi è salito del 25%. Ma a prescindere dai singoli, nonostante le guerre e le difficoltà e i recenti timori su possibili bolle IA, il 2025 si avvia a diventare un anno molto positivo per i mercati.
Borse: Madrid regina d’Europa, Parigi e Zurigo in coda
La Spagna è la nuova locomotiva d’Europa. A spingere al rialzo la Borsa contribuisce infatti una performance economica che non ha eguali tra le big del vecchio continente e non solo: a ottobre gli occupati sono aumentati dello 0,65% rispetto al mese precedente, il secondo miglior mese di ottobre della serie storica, dopo quello del 2021. Dal 2024 il Pil è cresciuto a un tasso medio annuo del 3%, il triplo rispetto all’1% (e poco più) dell’Eurozona, trainato dal Next Generation Eu e da un fiume di investimenti stranieri che si sono riversati sull’economia e sui mercati, veicolando fondi verso l’Ibex 35 di Madrid.
Al secondo posto tra le Borse europee si piazza invece Atene (+35% da inizio anno), seguita a ruota da Milano, che dal 1° gennaio è salito da 34.374 a un massimo di 43.484,24 (con i ribassi degli ultimi giorni siamo scesi intorno a quota 42.900), trainata dalle performance di Iveco e Telecom Italia (entrambe +97% da inizio anno), Leonardo (+94%), ma soprattutto del comparto bancario i cui titoli, alle prese col risiko del 2025, hanno realizzato un vero rally borsistico, accompagnato da un record di utili. Le migliori? Pop Sondrio (+79%), Bper (+68%) e Unicredit (+63%), diventata la società con la più alta capitalizzazione della borsa milanese. Senza dimenticare le promozioni delle agenzie di rating (Standard & Poor’s ad aprile, Fitch e Dbrs a ottobre) che hanno contribuito, insieme alla stabilità politica, a rinforzare il sentiment positivo degli investitori.
Andando avanti con la classifica, al quarto posto in Europa troviamo Londra e Francoforte che da gennaio a inizio novembre guadagnano più del 18%. Segue Amsterdam, che ha registrato un rialzo di poco superiore al 9%. Al penultimo posto si piazza invece Parigi (+7,3%), in balia dell’’instabilità politica, ma anche di un debito pubblico sempre più alto (al 116%) e di un deficit superiore al 5% che sul secondario hanno tra l’altro portato all’azzeramento dello spread gli Oat decennali e i Btp pari scadenza italiani. Fanalino di coda europeo è Zurigo che da inizio anno sale “solo” del 5,6%.
Le Borse statunitensi: l’IA traina il Nasdaq
Dalla regina d’Europa alla regina d’America. Nonostante i recenti e sempre più rumorosi timori su una possibile bolla, non può che essere il Nasdaq il miglior indice della Borsa statunitense. Trainato da Nvidia, primo titolo al mondo a toccare i 5 trilioni di capitalizzazione, Microsoft, Amazon e Apple, ma anche da Palantir e Oracle, l’indice tecnologico statunitense da inizio anno è salito di circa il 18% (+30% negli ultimi sei mesi).
Dazi, polemiche sulla Fed e lo shutdown più lungo di sempre non hanno fiaccato neanche gli altri due listini principali, che dal 1° gennaio mettono entrambi a segno rialzi a doppia cifra: +14% per lo S&P 500, +10% per il Dow Jones.
E l’Asia? Il Kospi di Seul è la miglior Borsa del mondo
Inarrivabile, dicevamo, con il suo +64% il Kospi di Seul si piazza in cima al mondo, +20% nel solo mese di ottobre grazie soprattutto al rally realizzato dai produttori di chip. Per comprendere l’ottimismo, basti pensare che pochi giorni fa, Nvidia ha annunciato che fornirà al governo di Seul, e a colossi come Samsung e Hyundai 260mila dei suoi chip più avanzati. Ma a spingere il listino sudcoreano, che lo lunedì 3 novembre ha toccato il suo massimo storico, superando la soglia dei 4.200 punti, è anche la ritrovata stabilità politica che fa seguito al colpo di Stato tentato a fine 2024 dall’ex presidente Yoon Suk Yeol. In pochi mesi però il quadro è del tutto cambiato: da giugno il nuovo presidente Lee Jae Myung è riuscito a rasserenare gli animi e ad appianare le divergenze con gli Stati Uniti, convincendo Trump a ridurre dal 25 al 15% i dazi imposti da sui prodotti made in Korea.
Restando in Asia, sono di tutto rispetto anche le performance degli altri listini: +30% per l’Hang Seng di Hong Kong, +28% per lo Shenzhen e +15% per la Borsa di Shanghai in Cina. Positiva anche la Borsa di Tokyo: il Nikkei da inizio anno segna +26%.