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BORSE CHIUSURA 11 APRILE: il Fondo Monetario Internazionale non frena i mercati e Milano è in netto rialzo

La prudenza del Fondo sulla crescita mondiale non spaventa le Borse che in Europa continuano a correre: Piazza Affari tra le migliori grazie a banche, petroliferi e auto

BORSE CHIUSURA 11 APRILE: il Fondo Monetario Internazionale non frena i mercati e Milano è in netto rialzo

Con un’accelerazione finale Piazza Affari conquista la leadership europea e chiude in rialzo dell’1,15% a 27.525 punti base, grazie al balzo di Mps +3,33%, titoli petroliferi e auto. Sono leggermente più caute Parigi +0,89%, Londra +0,52%, Amsterdam +0,46%, Francoforte +0,37%. In controtendenza Madrid -0,83%.

Il quadro è incerto, inoltre, a Wall Street nelle prime ore di scambi, dove il Nasdaq perde lo 0,6%. In particolare, Moderna arretra del 5% circa, dopo aver comunicato ritardi nel suo vaccino contro l’influenza e nonostante la probabilità che il colosso americano metta a disposizione vaccini a mRna entro il 2030 per alcuni tipi di cancro, malattie cardiache e altre patologie. Il clima finanziario di New York è attendista in vista di importanti dati sull’inflazione che usciranno nei prossimi giorni (domani i prezzi al consumo) e dopo il rapporto sul lavoro della scorsa settimana che ha confermato una robusta tenuta dell’occupazione a stelle e strisce. Venerdì 14, inoltre, si apre la nuova stagione delle trimestrali, da cui si aspettano indicazioni sullo stato di salute di grandi banche e aziende.

Intanto corrono le materie prime: il Brent sale dell’1% circa oltre gli 85 dollari al barile e il Wti segna +1,28%, 80,76 dollari al barile. L’oro si conferma oltre i 2000 dollari l’oncia.

Sul mercato valutario il dollaro è in calo, mentre l’euro cambia in area 1,09.

Il Bitcoin è oltre la soglia dei 30mila dollari, recuperata dopo circa 10 mesi sulle scommesse di una Fed ormai prossima a terminare il suo ciclo di rialzi dei tassi

FMI aumentano i rischi per l’economia

Lo stato di salute dell’economia rimane al centro dell’attenzione dopo la stretta attuata da mesi da molte banche centrali, a partire dalla Fed, per mitigare l’inflazione. La segretaria al Tesoro Janet Yellen si mostrerà ottimista nella conferenza stampa che tra poche ore darà il via agli incontri di primavera della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale a Washington. Quest’ultimo sostiene però che i rischi per l’outlook nel mondo sono notevolmente aumentati e “le probabilità di un atterraggio difficile sono aumentate notevolmente”. La crescita economica globale, dice l’FMI, si sta raffreddando per i rischi connessi alla volatilità del settore bancario, all’inflazione elevata e all’aumento dei tassi d’interesse. Le previsioni 2023 e 2024 sono quindi riviste al ribasso nell’aggiornamento trimestrale del World Economic Outlook, secondo cui la crescita globale rallenta dal +3,4% del 2022 al 2,8% nel 2023, per poi risalire al 3% nel 2024.

Nell’area euro si passa dal 3,5% del 2022 allo 0,8% nel 2023, per tornare a una crescita dell’1,4% nel 2024 (+0,1 e -0,2 punti rispetto alle previsioni di ottobre).

La principale economia del blocco, la Germania, finirà in recessione quest’anno (-0,1%, dal precedente +0,1%), per poi rialzare la testa a +1,4% nel 2024 (+1,1% stimato precedentemente).

Per l’Italia si va un po’ meglio quest’anno, +0,7% nel 2023 (da +0,6% stimato a gennaio), ma un po’ peggio il prossimo, a +0,8% da +0,9%.

Il trend stimato dal governo è simile, anche se i numeri sono diversi. Nel Def, all’attenzione del Consiglio dei ministri di oggi, l’obiettivo di crescita 2023 dovrebbe essere all’1% (da +0,6% delle proiezioni di novembre) e nel 2024 a +1,4%, da +1,9%.

Piazza Affari, utility contrastate in attesa delle nomine

In Piazza Affari svettano petroliferi e titoli dell’automotive e Monte Paschi che è regina, in un settore bancario nel complesso più timido. Bene Saipem +3,32%, su cui Berenberg ha alzato il prezzo obiettivo a 2 euro da 1,45 precedente. Nell’auto si distingue Stellantis +3,09% e nell’industria Interpump +2,98%.

La parte bassa del listino è abitata da alcune utility, tra cui Terna -0,93%, mentre dal Cdm si attendono anche segnali sul rinnovo dei vertici. Il Risiko riguarda, tra gli altri, la guida di colossi come Enel +0,94%, Eni +1,8, Leonardo +1,06%, Poste +1,17%.

Spread in rialzo

Il secondario appare stabile, con tassi per il Btp decennale che restano oltre il 4% (+4,09%), mentre il rendimento del Bund di pari durata è indicato in chiusura al 2,26%, per uno spread a 183 punti base (+1,08%).

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