Piazza Affari si apprezza oggi dello 0,33% e chiude a 43.574 punti anche grazie allo scatto dei titoli assicurativi a partire da Generali +3%, che ha trovato spunti nella promozione dei broker e nella stabilità dei vertici dopo la scalata di Mps a Mediobanca, attualmente sotto la lente della magistratura. Bene inoltre i titoli del risparmio gestito e della difesa. La buona performance milanese si inserisce in un quadro europeo contrastato, al quale fa eco l’andamento lento di Wall Street.
Il clima in sostanza resta attendista alla vigilia della decisione della Federal Reserve, che domani dovrebbe annunciare un nuovo taglio dei tassi dello 0,25%, mentre la vera novità è che si comincia a ipotizzare che la Bce alzi il costo del denaro il prossimo anno. Così in Europa: Francoforte sale dello 0,44%, grazie alla spinta dei titoli assicurativi e della difesa nella prospettiva di un’accelerazione della spesa militare in Germania. Secondo Bloomberg il parlamento teutonico dovrebbe approvare la prossima settimana contratti di approvvigionamento militare per un valore record di 52 miliardi di euro.
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Tra i titoli tedeschi crolla Thyssenkrupp (-6,68%), che mette in conto una perdita nell’anno finanziario in corso, per la persistente debolezza del settore auto e per i pesanti oneri di ristrutturazione. Parigi arretra dello 0,67% e vede Essilux in profondo rosso allarmata dall’annuncio di Google, che l’anno prossimo sbarcherà nel mercato degli smart glass. Sono poco mosse Londra -0,05%, Amsterdam +0,2% e Madrid +0,12%. Negli Stati Uniti: mentre si avvia al giro di boa di metà giornata Wall Street viaggia cauta con DJ +0,36%, S&P 500 +0,23%, Nasdaq +0,19%.
Tra i colossi della borsa americana Nvidia cede lo 0,23%. Il presidente Donald Trump ha approvato le vendite di chip H200 di Nvidia alla Cina e ad altri paesi, a condizione che un quarto dei ricavi sia versato al governo degli Stati Uniti. Trump ha scritto che il presidente cinese Xi Jinping “ha reagito positivamente” alla decisione, ma secondo il Financial Times, Pechino valuta di limitare l’accesso dei chip per l’AI dell’azienda americana.
Euro-dollaro piatto, si attende la Fed mentre la Bce esprime toni da falco
Sul mercato dei cambi l’euro-dollaro è piatto in area 1,163. Il mercato scommette che la Fed domani taglierà i tassi come ha già fatto in settembre e ottobre (secondo lo strumento FedWatch di Cme, i trader prezzano all’89,6%), ma l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle parole del presidente Jerome Powell, che guida un board spaccato a metà tra falchi e colombe e cercherà di bilanciare almeno con la retorica spinte e controspinte mentre si avvierà verso la conclusione del suo mandato a maggio 2026.
Toni da falco poi sono arrivati ieri anche dal cuore Bce. Isabel Schnabel, componente del board, ha detto infatti di sentirsi a suo agio con l’ipotesi che la prossima mossa della banca centrale europea sarà quella di alzare il costo del denaro. I mercati monetari, riferisce oggi Bloomberg, non prezzano più alcun ribasso da parte della Bce nei prossimi mesi, anzi assegnano un 30% di probabilità all’ipotesi di un ritocco all’insù entro la fine del 2026. Anche in Giappone i trader, che danno per scontato un rialzo di 25 punti base nella riunione della prossima settimana, si attendono almeno un aumento anche nel 2026. Insomma nel complesso, per Eurozona, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Giappone, si riducono le aspettative degli investitori su nuovi tagli nel 2026 da parte degli istituti centrali.
Tornando ai dati di giornata e volgendo lo sguardo alle materie prime si registra, in questi minuti, un progresso dello 0,29% dello spot gold a 4202,75 dollari l’oncia. Il petrolio invece arretra sui timori di un’offerta sovrabbondante: il greggio texano tratta a 58,22 dollari al barile (-1,12%) il Brent a 61,90 dollari (-0,94%).
Piazza Affari, brillano Mediolanum, Generali e Leonardo
A fine giornata è Banca Mediolanum a conquistare la leadership del listino principale con un progresso del 3,25%, Il settore del risparmio gestito brilla anche con Azimut, +1,91%, che ha presentato i dati della raccolta di novembre a 889 milioni di euro. Il dato da inizio anno si attesta a 18 miliardi, in linea con l’obiettivo per l’intero anno fra 28 e 31 miliardi. Brillano i titoli delle assicurazioni Generali e Unipol -2,11%. Per la difesa spicca Leonardo +2,64%, in un settore che torna sugli scudi con l’Europa che si sforza di trovare soluzioni per finanziare l’Ucraina e per potenziare gli armamenti continentali, visto lo strappo degli Stati Uniti.
Fuori dal Ftse Mib, ma ancora per poco (entrerà con la prossima revisione), si rafforza Fincantieri +3,7%. Bene Nexi +1,71% e tra le banche sono in luce Bper +1,43%, Mps +1,27%, Pop di Sondrio +1,39%. Maglia nera per Recordati -2,04%, seguono Prysmian -1,91%, Stellantis -1,77%, Saipem -1,62%.
Spread stabile, ma i tassi salgono
La seduta è stabile sul secondario per quanto riguarda lo spread tra decennale italiano e decennale tedesco, che è indicato intorno a 70 base. Le parole di Schnabel pesano però anche oggi sui tassi, che salgono rispettivamente al 3,55% e 2,85%.