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Borse 7 novembre tutte in rosso: il Nasdaq vive la peggior settimana da aprile e il boom di Mps non basta ad azzerare le perdite di Milano

Prese di beneficio e alta volatilità su tutte le Borse e materie prime in altalena. Nvidia fa soffrire il Nasdaq. L’exploit del Monte dei Paschi dopo l’ottima trimestrale riduce ma non annulla il ribasso di Piazza Affari

Borse 7 novembre tutte in rosso: il Nasdaq vive la peggior settimana da aprile e il boom di Mps non basta ad azzerare le perdite di Milano

Si chiude oggi una seduta ad alta volatilità per le borse europee, che erano partite con il piede giusto, ma poi hanno cambiato rotta a metà giornata, in prossimità dell’avvio (stonato) di Wall Street. Piazza Affari chiude in calo dello 0,35% a 42.917 punti base, nonostante il balzo di Mps (+4,44%) dopo i conti trimestrali migliori delle stime di mercato. Sono in ribasso inoltre Francoforte -0,84%, Londra -0,57%, Parigi -0,18%, Amsterdam -1,07%, Madrid -1,45%. 

A influenzare i corsi è stato il clima ancora perturbato di Wall Street, ma anche il peso dei dazi Usa, che si comincia a far sentire sulla bilancia commerciale delle grandi economie. La Germania ha deluso, registrando a settembre un surplus adjusted di 15,3 miliardi contro i 18 miliardi di un anno prima. In Cina le esportazioni sono diminuite inaspettatamente in ottobre per la prima volta in 18 mesi.

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Wall Street: realizzi o bolla dell’IA?

L’incertezza muove soprattutto da Wall Street, debole nella mattina americana, ancora a causa delle vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale, gli stessi che hanno spinto il rally degli ultimi mesi. In questo momento il DJ arretra dello 0,66%, S&P 500 -1,19%, Nasdaq -1,9%. Questa ottava potrebbe essere etichettata come la peggiore da aprile per il ricco settore tech. Per tutti Nvidia cede il 3,9% (per un calo settimanale intorno al 10%). La domanda che serpeggia è: si tratta di realizzi (il Nasdaq ha guadagnato circa il 50% dai minimi di aprile) o di una vera e propria correzione?

In attesa che ognuno trovi la risposta che più lo convince, Bofa osserva che oltre la metà dei gestori di fondi intervistati a ottobre ritiene che ci troviamo in una bolla azionaria. Dopo un avvio intonato scivola in rosso Tesla, -3,73%, all’indomani della vittoria di Elon Musk in assemblea, con il ceo che ha ottenuto il via libera al più imponente bonus aziendale che un manager abbia mai visto: mille miliardi di dollari, in dieci anni, al raggiungimento di ambiziosi traguardi.

Per quanto ambiziosi si tratta di un altro pianeta per i comuni mortali, infatti il visionario imprenditore ha accolto la notizia tra robot danzanti. A margine si ricorda che negli Usa lo shutdown prosegue, con il suo corredo di disagi e danni economici, mentre i dati sul lavoro pubblicati in settimana – da enti privati – hanno seminato nuovi dubbi sulla tenuta dell’economia a stelle e strisce e soprattutto sulle quotazioni e gli investimenti dei colossi tecnologici legati all’IA. 

L’oro torna a 4.000 dollari, poi ripiega

Nel quadro incerto l’oro ha ritrovato la forza di tornare oltre i 4000 dollari l’oncia, ma al momento gli acquisti stanno rallentando, future e spot gold si muovono entrambi sotto quella soglia. Frena anche il petrolio, sostenuto inizialmente dai nuovi attacchi ucraini alle raffinerie russe, ma frenato anche dalle tensioni commerciali Usa-Cina sulla catena dei semiconduttori. Il greggio texano tratta a 59,61 dollari al barile (+0,3%); il Brent a 63,54 dollari (+0,25%). Sul mercato valutario si registra una modesta debolezza del dollaro. L’euro cambia a 1,1574 (+0,24%).

Piazza Affari sul podio Mps, Moncler e Leonardo

Sul podio delle blue chip salgono oggi Mps, Moncler +2,75% e Leonardo +1,79%. L’istituto senese ha chiuso il terzo trimestre con una crescita dell’utile netto sopra le attese e ha annunciato la presentazione di un nuovo piano industriale nel corso del primo semestre del 2026 dopo l’acquisizione di Mediobanca, che rimbalza dello 0,89% dopo il netto calo di ieri. Bene il lusso con Moncler, ma Cucinelli perde lo 0,78%. 

Archivia una seduta in denaro Telecom Italia, +1,71%, sostenuta da BofA che ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo del 4% a 0,54 euro da 0,52 euro. I ribassi sono forti oggi per Prysmian -4,34% e Interpump -3,38%. Unipol cede il 3,84%, nonostante abbia chiuso i primi mesi del 2025 con un utile netto consolidato di 1,235 miliardi di euro, in crescita del 48% rispetto allo stesso periodo del 2024, includendo però il contributo delle partecipazioni bancarie al 30 settembre 2025.

È ancora lettera per Lottomatica -2,93%. Nel corso degli scambi si è progressivamente spento l’entusiasmo per Nexi (+0,1%), che era partita lancia in resta dopo che Bloomberg aveva ipotizzato la presentazione di un’offerta vincolante di circa un miliardo da parte di Tpg per la divisione soluzioni di digital banking.

Fuori dal paniere principale arretra Piaggio, -3,09%, che ha presentato conti trimestrali in calo. “I nove mesi del 2025 hanno rimarcato un trend di rallentamento della propensione all’acquisto da parte dei consumatori – ha osservato l’ad Michele Colaninno – con timidi segnali di ripresa in alcuni mercati”…“sui risultati hanno influito fattori esogeni macroeconomici, quali i dazi statunitensi, l’aumento del costo delle materie prime, e la coda dell’implementazione della nuova regolamentazione Euro 5+, elemento, quest’ultimo che ha generato una contrazione dei volumi in Europa”.

Spread in leggero rialzo

Sale oggi leggermente lo spread tra il benchmark decennale italiano e quello tedesco: 77 punti base, dai 76 di ieri. Il tasso del Btp è al 3,43%, mentre quello del Bund al 2,67%.

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