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Tesla, 1.000 miliardi di dollari a Elon Musk: il 75% degli azionisti ha detto sì al maxi compenso. Ecco chi si è messo di traverso

Gli azionisti di Tesla hanno approvato, con il 75% dei voti, il maxi pacchetto retributivo da 1.000 miliardi di dollari per Elon Musk che insieme al fratello ha potuto votare grazie al trasferimento in Texas della società. Da Blackrock al fondo petrolifero norvegese: chi ha scelto il silenzio e chi ha detto no

Tesla, 1.000 miliardi di dollari a Elon Musk: il 75% degli azionisti ha detto sì al maxi compenso. Ecco chi si è messo di traverso

Gli azionisti di Tesla hanno approvato con il 75% dei voti il maxi pacchetto retributivo da 1.000 miliardi di dollari, per Elon Musk, ponendo il manager, senza alcuna ombra di dubbio, alla testa dell’azienda produttrice di auto elettriche.

La votazione è avvenuta nel corso dell’assemblea annuale di Tesla, ad Austin nel Texas, dove ora si trova – non a caso – la sede del produttore di veicoli elettrici. Dopo mesi di dibattiti e polemiche, gli azionisti hanno ignorato le preoccupazioni relative alla governance per sostenere l’amministratore delegato, il quale ha già portato il valore di mercato dell’azienda a 1,4 trilioni di dollari, vale a dire più in alto rispetto a quello di tutte le altre case automobilistiche occidentali messe insieme. Se Musk raggiungerà tutti gli ambiziosi obiettivi prefissati, la sua partecipazione aumenterà fino al 12%, dandogli il controllo di un quarto delle azioni Tesla.

Tesla: dal 75% degli azionisti sì al maxi compenso per Elon Musk

Dopo l’annuncio del risultato, Musk è salito sul palco della gigafactory di Tesla, tra gli applausi di un pubblico selezionato di azionisti al dettaglio, alzando i pugni in aria. Suo fratello Kimbal, membro del cda, ha guidato gli applausi dalla prima fila, indossando il suo caratteristico cappello da cowboy bianco.

Su un palco illuminato da luci al neon blu e viola, Musk ha ballato al ritmo della musica techno, accompagnato da una coppia di robot umanoidi Optimus. “Con l’intelligenza artificiale e la robotica, si può effettivamente incrementare l’economia globale di un fattore 10 o 100. Non c’è un limite ovvio”, ha detto, rivolto al pubblico, delineando la sua visione di un futuro governato dall’IA e pieno di veicoli a guida autonoma e di robot Tesla.

Tesla: un anno tumultuoso per le vendite

L’incontro annuale conclude un anno tumultuoso per Tesla e il suo ceo iperattivo, che ha accumulato una fortuna di 460 miliardi di dollari gestendo un impero che include SpaceX e xAI. Alcuni investitori hanno fatto pressione su Musk affinché trascorresse più tempo in Tesla, dopo che la sua controversa presenza nel governo Trump ha danneggiato le vendite della casa automobilistica. Ma la maggior parte degli azionisti sembrava più preoccupata di non lasciarlo andare via, dopo che lui aveva minacciato di dimettersi se la votazione sulla sua retribuzione fosse fallita.

In passato Musk vinse una votazione altrettanto controversa durante l’assemblea annuale di Tesla, per riapprovare un pacchetto retributivo da 56 miliardi di dollari che era stato bocciato da un giudice del Delaware.

Tesla e il trasferimento dell’azienda in Texas: perché?

Stavolta, però, Musk era più sicuro della vittoria, perché il trasferimento di Tesla in Texas ha permesso a lui e a suo fratello di votare con il loro 16% di azioni. Ad appoggiare Musk sono stati gli azionisti al dettaglio, che posseggono un terzo delle azioni di Tesla e circa la metà dei quali ha partecipato, votando a stragrande maggioranza a favore del pacchetto. L’accordo prevede che Musk dovrà sbloccare i suoi dividendi azionari in una serie di rate. Per raggiungere 1.000 miliardi di dollari dovrà sestuplicare la valutazione di Tesla a 8.500 miliardi di dollari, aumentare gli utili di 24 volte, portandoli a 400 miliardi di dollari, e vendere milioni di robot e abbonamenti per la guida autonoma. Nel corso dei 10 anni previsti dal piano, Musk non riceverà alcuno stipendio o bonus.

Tesla: chi si è messo di traverso sul maxi compenso a Musk

Sebbene i risultati completi della votazione non siano ancora stati resi noti, il pacchetto avrebbe raggiunto il 75% dei consensi. Le astensioni sono state considerate voti contrari. I tre maggiori azionisti esterni di Tesla sono Vanguard, BlackRock e State Street, che detengono rispettivamente il 7,5%, il 4% e il 3,4%. BlackRock e State Street hanno rifiutato di commentare. Vanguard non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Il principale azionista ad opporsi pubblicamente al pacchetto è stato il fondo petrolifero norvegese Norges Bank Investment Management (Nbim), uno dei primi 10 investitori con una quota dell’1,1%. Il fondo da 2,1 trilioni di dollari ha contestato “l’entità totale del premio”, la diluizione degli azionisti esistenti e la mancata gestione del “rischio delle persone chiave”.

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