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Borse 7 gennaio: Wall Street corre col Nasdaq, l’Europa (tranne la Germania) zoppica. A Milano su Tim, Difesa e Italgas, giù petroliferi e materie prime

Borse a due velocità in Europa. Sugli scudi come ormai da tempo i titoli della Difesa (a Milano Leonardo e Fincantieri oltre il 5%), in ribasso i petroliferi e tutte le materie prime dopo il rally dei giorni scorsi

Borse 7 gennaio: Wall Street corre col Nasdaq, l’Europa (tranne la Germania) zoppica. A Milano su Tim, Difesa e Italgas, giù petroliferi e materie prime

Si sgonfia un po’ l’effervescenza di inizio 2026 sui mercati finanziari, a riprova che sul blitz venezuelano degli Usa si era cantata vittoria troppo presto: le perduranti tensioni intorno al petrolio porteranno alla lunga ad un abbassamento del prezzo e avvantaggeranno solo le major americane. E infatti non a caso oggi a Piazza Affari il titolo peggiore è quello di Eni, che perde il 4,65% sotto i 16 euro per azione ed è seguito a ruota nella spirale negativa da un altro titolo petrolifero, quello di Saipem che cede il 3,5%. Il motivo è appunto l’ulteriore diminuzione delle quotazioni dell’oro nero: oggi Brent in zona 60 dollari al barile dai 62 di ieri, Wti crude poco sopra i 56 dollari al barile, dai quasi 59 toccati durante la seduta della Befana.

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Piazza Affari in rosso ma altra seduta monstre per Leonardo e Fincantieri

Lo stesso Ftse Mib chiude un’altra seduta in rosso: dopo il brindisi post-capodanno che aveva fatto sentire l’odore dei 46.000 punti base, l’indice della Borsa di Milano si ridimensiona perdendo oggi lo 0,43% a 45.558 punti base. Oltre ai citati, malissimo anche Tenaris -3,5% e Moncler-2,7%. Si conferma un inizio di anno difficile pure per Stellantis -1,43%: proprio oggi sono usciti deludentissimi dati sulla produzione italiana (-20%, si salva solo Mirafiori). I venti di guerra un po’ ovunque nel mondo, dall’America Latina alla Russia passando perché no dalla Groenlandia favoriscono invece i titoli della Difesa e infatti Piazza Affari è tenuta a galla dal tandem più brillante di questo inizio di 2026 e cioè Leonardo-Fincantieri, che avanzano di altri 5 punti percentuali e passa ciascuno. Ma oggi volano pure Italgas +5,4% e Telecom Italia +5,8%. E le banche? Maluccio: Intesa Sanpaolo -1,2%, Unicredit -1%, Banco Bpm -0,3%, Mps -1,2%, Popolare Sondrio -1,2%, Mediobanca -0,4%.

Borse europee senza direzione, contrastata Wall Street

Allargando lo sguardo fuori dall’Italia ma rimanendo in Europa, l’unico listino che spinge forte è Francoforte col +0,8%, mentre Parigi è piatta e Londra fa peggio di Milano. Oltreoceano altra seduta buona per il Nasdaq che incassa un altro mezzo punto percentuale a metà giornata: i titoli tecnologici oggi sono intonati, Nvidia +1,2%, Tesla +0,7%, Microsoft +2%, Amazon +1%, Google +1,7%, tra le Big Tech cede qualcosina soltanto Apple -0,3%. Fiacco invece il Dow Jones -0,3%. Dagli Stati Uniti arrivano anche una serie di dati macro, quasi tutti tendenzialmente negativi: le offerte di lavoro sono risultate in calo a novembre, gli ordini dell’industria sono diminuiti dell’1,3% su base mensile ad ottobre, e soprattutto a proposito di petrolio gli stocks di greggio, negli ultimi sette giorni al 2 gennaio 2026, sono diminuiti di circa 3,83 milioni di barili dai -1,93 milioni delle settimana precedente, anche se le attese davano un decremento di 1,2 milioni. In controtendenza invece l’indice l’ISM non manifatturiero che si è portato a 54,4 punti, dai 52,6 punti del mese precedente, risultando anche superiore alle attese del mercato (52,2 punti).

Materie prime, euro-dollaro e spread

Del petrolio abbiamo già detto, ma le altre commodities sotto i riflettori? L’oro tira un po’ il fiato perdendo qualcosa sui 4.460 dollari l’oncia, e lo stesso fa l’argento che dopo l’exploit dell’Epifania, in cui ha sfondato quota 80 dollari l’oncia, ricade in zona 77-78 dollari. Si deprezza impercettibilmente l’euro sul dollaro, rimanendo sotto quota 1,17, mentre lo spread Btp Bund, che misura la credibilità finanziaria del nostro Paese, prosegue nella sua luna di miele: ai mercati interessa poco di un Paese ormai impantanato nelle sabbie mobili della crescita zero, l’importante è essere affidabili. E quindi oggi si risale di pochissimo sui 66 punti base, ancora ampiamente sotto quota 70 col rendimento Btp 10 anni al 3,47%.

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