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Borse 28 gennaio: S&P 500 e oro al record ma dollaro in picchiata e stasera occhio alla Fed

Doppio record per S&P e per l’oro: l’indice della Borsa americana, sospinto dall”high tech, tocca quota 7 mila mentre il metallo prezioso sfiora i 5.300 dollari l’oncia. Crolla la valuta americana. Tutti i riflettori sulla Fed. Deutsche Bank nella tempesta per un’indagine per presunto riciclaggio

Borse 28 gennaio: S&P 500 e oro al record ma dollaro in picchiata e stasera occhio alla Fed

Record per l’indice statunitense S&P 500, anche se in una giornata in generale anonima sui mercati di oltreoceano, e viceversa Borse europee in territorio tendenzialmente negativo, con Piazza Affari che fa harakiri dopo il super rally di ieri. E’ un po’ questa la fotografia della seduta finanziaria di oggi, l’ultima prima del primo pronunciamento del 2026 della Federal Reserve, che è sempre atteso con attenzione ma che stando ai pronostici non dovrebbe questa volta riservare scintille. Lo S&P 500 guadagna in realtà non tantissimo ma è quanto basta per ritoccare il record, trainato dai titoli tech, soprattutto Nvidia che sale di quasi il 2% dopo la notizia distensiva che Pechino ha approvato l’acquisto del chip H200. Piatti invece Dow Jones e Nasdaq ma la performance di Nvidia traina il comparto semiconduttori anche in Italia, e infatti pur in una giornata negativa per Milano, il miglior titolo è Stm col +2,1%.

Piazza Affari in rosso, tradiscono le banche

L’indice Ftse Mid perde oltre mezzo punto percentuale ma difende i 45.000 punti. Questa volta a tradirlo sono le banche, grandi protagoniste della settimana fino a ieri: Unicredit la peggiore col -2,2%, poi Pop Sondrio -2,1%, Mps -1,3%, Intesa Sanpaolo -1,4% e così via. Il settore bancario è in subbuglio a livello europeo dopo la notizia che Deutsche Bank potrebbe essere travolta da uno scandalo di riciclaggio. Meglio invece le assicurazioni, con Generali che avanza dell’1,5% ed è tra i titoli migliori così come Telecom Italia (+1,55%). Male anche gli altri listini europei: Francoforte cede circa lo 0,2%, Parigi fa peggio perdendo l’1% abbondante, trainata al ribasso anche dal crollo di Lvmh che perde quasi l’8% dopo i conti in chiaroscuro pubblicati ieri. Ovviamente contagiato negativamente il lusso italiano, con Brunello Cucinelli e Moncler che sono i due titoli peggiori del Ftse Mib, cedendo rispettivamente il 2,2% e il 3%. Londra -0,4%, Madrid -1%.

Dollaro ai minimi dal 2022, sale il petrolio

Tornando invece all’altro lato dell’Atlantico, fa discutere in questi giorni la picchiata del dollaro, che per la verità oggi recupera qualcosina sull’euro ma rimane ampiamente sopra la soglia del cambio a 1,19, sui minimi dall’inizio del 2022. Mercati e analisti stanno valutando i rischi di una valuta Usa più debole in un contesto di tensioni internazionali, ma il presidente Donald Trump imperterrito esulta: “E’ fantastico”, ha detto. Sempre dall’America arriva la notizia che sono scese più delle attese le scorte di greggio in Usa nell’ultima settimana. L’EIA, la divisione del Dipartimento dell’Energia americano, ha segnalato che gli stock di petrolio, negli ultimi sette giorni al 23 gennaio 2026, sono calate di circa 2,3 milioni di barili a 423,8 MBG, contro attese per un calo di 0,2 milioni. A proposito oggi il petrolio sale: Brent sopra i 68 dollari al barile (a inizio anno non arrivava a 60) e Wti crude che tocca i 63 dollari. E a Piazza Affari i petroliferi ringraziano: Saipem +1,5%, Eni +0,74%.

Materie prime e spread: oro sempre da primato

Lo spread Btp-Bund ritocca ulteriormente al ribasso confermandosi sotto la soglia dei 60 punti base, oggi in zona 58, con il rendimento del Btp 10 anni al 3,45%. Infine ma non meno importante, anzi, un’altra giornatona per le materie prime rifugio ad incominciare dall’oro che prosegue furiosamente il suo rally: oggi è salito di più del 2%, vale a dire di oltre 100 dollari l’oncia, per un totale che adesso sfiora i 5.300 dollari l’oncia. Come Batman e Robin gli fa sempre fedelmente da spalla l’argento, che ormai si consolida sopra i 110 dollari l’oncia, mentre scriviamo in zona 114.

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