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Borse 26 settembre: nessun effetto dazi sui mercati. In Europa tutti i listini azionari in rialzo. A Milano banche ok, Cucinelli ancora giù

La nuova ondata di dazi di Trump non turba i mercati in Europa. Più contrastata Wall Street. Le banche trainano Piazza Affari ma su Cucinelli ancora vendite

Borse 26 settembre: nessun effetto dazi sui mercati. In Europa tutti i listini azionari in rialzo. A Milano banche ok, Cucinelli ancora giù

I listini europei e Wall Street tirano oggi un sospiro di sollievo dopo che l’inflazione Usa di agosto è risultata in linea con le attese del mercato, mettendo in sordina i timori relativi alla traiettoria dei tassi statunitensi. 

Le borse continentali chiudono una seduta in buon rialzo, senza nemmeno preoccuparsi troppo dei cali asiatici e dei nuovi, pesanti dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump – per esempio il 100% sui farmaci a marca, non prodotti negli Stati Uniti – tanto più che, secondo Bruxelles, le nuove tariffe non si applicano ai medicinali importati dalla Ue, che resteranno nell’alveo dell’accordo al 15%.

Piazza Affari guadagna lo 0,96% e si apprezza a 42.646 punti base, sostenuta dai titoli finanziari, in particolare gli assicurativi, ben comprati in tutta Europa. Soffre ancora invece Brunello Cucinelli, -1,74%, dopo il maxi calo di ieri, per speculazioni ribassiste sulla base di un’indagine che imputa all’impresa la vendita di prodotti in Russia, nonostante le sanzioni europee a Mosca. Cucinelli ha ribadito il pieno rispetto delle regole comunitarie.

Bene Parigi, +0,97%, dove brilla EssiLux +2,34% dopo il via libera negli Usa alla vendita delle lenti contro la miopia dei bambini.

I progressi sono simili a Francoforte +0,91% e Londra +0,78%. È in coda Amsterdam, +0,43% e svetta Madrid, +1,44%.

Chiudono poco mossi i titoli della difesa, anche se restano caldi i fronti di guerra. In Europa salgono ancora le tensioni tra la Nato e la Russia, mentre nel giorno dell’intervento del leader israeliano Benjamin Netanyahu all’assemblea dell’Onu (in una sala semivuota per protesta) Trump garantisce che un accordo su Gaza è vicino. Una battuta rilasciata tra un impegno e l’altro, subito prima di volare a New York per seguire la Ryder Cup, agguerrita sfida biennale di golf tra Stati Uniti ed Europa, vinta due anni fa dalla squadra “azzurra” a Roma.

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Wall Street in cauto rialzo

Wall Street non brinda, ma si muove comunque in cauto rialzo (DJ +0,54%, S&P500 +0,26%, Nasdaq -0,06%) dopo che l’indice Pce, quello preferito dalla Federal Reserve per valutare l’inflazione, non ha riservato sorprese nel mese di agosto. La crescita è stata dello 0,3% su base mensile e del 2,7% su base annua, dopo il 2,6% di luglio. La componente “core”, depurata dagli elementi volatili, ha registrato un aumento dello 0,2% mensile e del 2,9% annuo, confermando le stime e i valori del mese prima. Il dato rientra nel report sui redditi personali e le spese dei consumatori diffuso dal Dipartimento del Commercio.

A livello azionario gli operatori continuano a tenere d’occhio il settore dell’intelligenza artificiale, che ha provocato i cali delle ultime tre sedute, e valutano gli ultimi dazi annunciati dal presidente statunitense, Donald Trump. Nvidia e Oracle, dopo un avvio in progresso, sono nuovamente in calo. Corre invece Intel.

Euro-dollaro poco mosso

Sul mercato dei cambi il dollaro rallenta il passo oggi, dopo aver trovato spunti nei giorni scorsi con i forti dati macro. Al momento l’euro guadagna lo 0,26% contro il biglietto verde, per un cambio che resta comunque poco sotto 1,17.

Sono ben impostate le materie prime. In particolare il petrolio questa settimana ha trovato un trampolino negli attacchi dell’Ucraina alle infrastrutture energetiche russe che hanno spinto Mosca a limitare le esportazioni di carburante. Al momento i future di novembre di Brent e Wti guadagnano quasi il 2%, mostrando prezzi rispettivamente di 70,61 dollari al barile e 66,27 dollari.

Riprende quota anche l’oro e lo spot gold, dopo aver toccato un minimo in giornata a 3734,63 dollari l’oncia, si apprezza ora dello 0,74% a 3776,97 dollari l’oncia.

Piazza Affari al traino di Unipol e Generali

Sono i titoli del settore assicurativo a fornire oggi il miglior supporto al Ftse Mib: Unipol +2,86% e Generali +2,48%.

Sono in verde le banche a partire da Bper +2,12%, Popolare di Sondrio +2,45%, Intesa +2,22%, Unicredit +1,57%. La banca guidata da Andrea Orcel è sotto i riflettori anche del Financial Times, secondo il quale la banca italiana potrebbe rendere il consiglio di amministrazione più tedesco con l’obiettivo di conquistare Commerzbank.

Bene il risparmio gestito con Finecobank +1,78%, Banca Mediolanum +1,68%, Azimut +1,79%.

Si mette in luce Poste (+0,98%) che, secondo alcuni analisti, sta valutando l’introduzione di una commissione annuale di 5 euro per ogni identità digitale Spid gestita tramite PosteID. Nel report di Intermonte e Akros si legge che, con circa 20 milioni di Spid attivi, il potenziale impatto sull’Ebit dell’azienda sarebbe di circa 100 milioni di euro. Seduta favorevole anche a Tim +1,4%.

Prysmian segna +0,15%,anche se Goldman Sachs ha confermato la raccomandazione ‘buy’ sul titolo e ha alzato il target di prezzo a 90 euro, con un upside del 10,6%.

I maggiori ribassi prendono le mosse da Stm, -2,02%. L’andamento è stato simile per tutti i tecnologici europei, allarmati dell’andamento negativo dei mercati asiatici, su cui ha pesato l’intenzione dell’amministrazione Usa di ridurre drasticamente la dipendenza dai semiconduttori esteri, prodotti in gran parte in Asia.

A Milano arretrano anche Campari -1,64%, Stellantis -1,06%, Lottomatica -1,05%.

Spread stabile

Dopo qualche giorno negativo si stabilizza lo spread, che chiude oggi intorno a 87 punti base. Il tasso del Btp 10 anni è indicato al 3,61% e quello del Bund di durata uguale al 2,75%.

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