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Borse 24 settembre: l’allerta di Powell sulle azioni troppo care raffredda i listini, ma a Milano Leonardo continua a correre (+4,5%)

Le parole del Presidente della Fed sulla sopravalutazione delle Borse ha raffreddato i mercati ma il boom di Leonardo salva il Ftse MIb malgrado il calo dei titoli bancari e del lusso

Borse 24 settembre: l’allerta di Powell sulle azioni troppo care raffredda i listini, ma a Milano Leonardo continua a correre (+4,5%)

I listini europei chiudono oggi poco mossi e in ordine sparso, divisi tra gli acquisti sui titoli della difesa e la debolezza dei titoli del lusso, in un contesto internazionale che lascia poco spazio alla fantasia, mentre a New York è ancora in corso l’assemblea generale dell’Onu. La seduta è stata dominata dalla prudenza, dopo la frenata di ieri della Fed sui prossimi tagli dei tassi.

Piazza Affari perde lo 0,13% e scende a 42.423 punti base, sigillata agli estremi opposti del listino principale da Leonardo (+4,55%) e Stellantis (-3,49%). Francoforte sale dello 0,18%, nonostante la fiducia delle imprese tedesche, misurata dall’indice Ifo, sia scesa a settembre a 87,7 punti da 88,9 di agosto e contro stime di una crescita a 89,4 punti. Piccoli progressi si registrano a  Londra +0,25%, Amsterdam +0,08% e Madrid +0,19%, mentre Parigi perde lo 0,57%.

Wall Street piatta 

Oltreoceano Wall Street stenta a trovare una direzione nelle prime ore di scambi, all’indomani delle parole del presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Il banchiere centrale è apparso più prudente delle attese sulle prossime mosse e ha parlato di politica monetaria “moderatamente restrittiva” dopo il recente taglio dei tassi, con la banca centrale che deve valutare lo stato di salute del mercato del lavoro, ma anche la traiettoria dell’inflazione. I membri del board sono divisi come non mai sull’orientamento da sposare e questo carica di maggior peso l’indice della spesa per consumi personali che verrà reso noto venerdì, poiché si tratta dell’indicatore dell’inflazione preferito dalla Fed. 

A orientare il sentiment contribuiscono poi le esternazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha compiuto una vera e propria inversione a U sul conflitto tra Kiev e Mosca. L’Ucraina, con il sostegno dell’Ue e della Nato, – ha detto – può riconquistare tutto il territorio occupato dalla Russia, definita una “tigre di carta”. Intanto sale il clima di violenza anche all’interno degli Stati Uniti e a Dallas oggi un cecchino ha sparato da un tetto verso la sede di un’agenzia anti-immigrazione. Ci sarebbero almeno due morti e un ferito grave, mentre l’assassino si è tolto la vita. Nell’azionario vola la cinese Alibaba, quotata al Nasdaq, che mostra un rialzo superiore all’8%, dopo l’annuncio di nuovi investimenti nell’intelligenza artificiale.

Dollaro in ripresa 

Le parole di Powell aiutano oggi la ripresa del dollaro, mentre l’euro soffre il calo della fiducia delle imprese tedesche. Il cambio tra biglietti verde e moneta unica in questo momento è di 1,1739 (in ribasso dello 0,63% rispetto alla chiusura di ieri). Tra le materie prime l’oro tratta poco mosso, dopo il rally di ieri e le prese di profitto registrate nella notte. Lo spot gold mostra un prezzo di 3752,37 dollari l’oncia. Si mantiene ben intonato invece il petrolio e i future di Wti e Brent trattano in rialzo in misura superiore all’1%, con prezzi rispettivamente a 64,38 dollari e 68,56 dollari al barile.

Piazza Affari tiene con Leonardo e gli energetici. Banche miste

Piazza Affari conduce in porto una seduta poco sotto la parità grazie agli acquisti su Leonardo e in scia, fuori dal paniere principale, su Fincantieri +4,99%. Sono in evidenza titoli dell’energia. I petroliferi come Eni +1,82%, benché Saipem sia in calo del 2,08% dopo la richiesta dell’antitrust brasiliano di fermare la fusione con Subsea7 e le indiscrezioni su un interesse per Impresa Pizzarotti, contesa anche da WeBuild. Bene i titoli difensivi come le utility a partire da A2a +1,58%, Enel +1,22%, Hera +0,86%.

Le banche sono miste, con il settore che resta nervoso a causa del rischio di nuove imposte. Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti non vuole fare “crociate”, ma ritiene che le banche debbano dare un contributo equilibrato dopo gli utili “stratosferici” degli ultimi cinque anni. Nel comparto si distinguono positivamente Unicredit +0,28% e Banco Bpm +1,24%. A proposito dell’istituto di Piazza Meda e del suo possibile matrimonio con Credit Agricole sempre Giorgetti parla del Golden power: “Non ho obiezioni politiche, ma ho una legge che devo far rispettare, come l’ho fatta rispettare agli altri la farò rispettare a loro. C’è una legge che vale per tutti”.

Sono ancora in rosso, dopo la fine dell’opas, Mediobanca -1,74% e Banca Monte Paschi -1,92%. Per Equita Siena resta “Hold”, con un prezzo obiettivo di 8,2 euro. Intanto l’azionista Francesco Gaetano Caltagirone chiede alla Bce l’autorizzazione a superare il 10% della partecipazione, anche se i diritti di voto eccedenti il 9,9% restano sterilizzati. La peggiore blue chip del giorno è Stellantis, che risente delle notizie relative alla cassa integrazione in sei stabilimenti europei e allo stop temporaneo alla produzione di Panda e Tonale a Pomigliano. Male Cucinelli -2,97%, Moncler -2,55%, Amplifon -2,25%

Spread in rialzo

La prudenza di Powell non fa bene alla carta italiana, che chiude oggi una seduta in rosso. Lo spread tra Btp decennale e Bund di uguale durata sale a 85 punti base (+2,41%) e il rendimento del titolo italiano cresce al 3,59%, contro la stabilità al 2,75% del titolo tedesco.

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