Nonostante i perduranti timori per i contro-dazi annunciati (e che scattano proprio oggi) dal presidente Donald Trump dopo la decisione contraria della corte Suprema, e in attesa del discorso che il tycoon farà all’Unione nella notte italiana, quando avrà ampiamente chiuso i battenti pure Wall Street, i mercati finanziari sembrano reagire discretamente bene in questa seduta di martedì 24 febbraio. A parte la nostra Piazza Affari, che ironia della sorte ieri era stata l’unica ad emergere tra i principali listini euro-atlantici. Oggi invece il Ftse Mib cede il -0,1% a 46.650 punti, mentre seppur senza fare niente di che se la cavano leggerissimamente meglio Parigi +0,26% e Francoforte +0,1%. Piatta Londra, in precedenza Tokyo +0,87%. Proprio a Parigi è da segnalare il balzo di Renault +1,8%, che fa il paio sia in Francia che a Milano con Stellantis avanza dell’1,82%. Ancora meglio fa Ferrari +4,15%. Bene anche Leonardo +2%, un titolo della Difesa proprio nel giorno in cui tristemente ricorre l’anniversario dell’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Ovunque in Europa invece sprofondano le banche, che sono sempre il primo indice di allarme quando sui mercati prevale la sfiducia: a Milano le peggiori sono Pop Sondrio -2,77%, Banco Bpm -2,65%, Bper -2,54%, Mps -2,24%.
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A Wall Street bene i titoli tech, sprofondano compagnie aeree e hotel. Il dollaro recupera sull’euro
Ancora meglio il clima oltreoceano: il Dow Jones e il Nasdaq partono bene, guadagnando rispettivamente lo 0,8% e lo 0,9% quando in Italia sono le ore 17. I titoli tecnologici, dopo gli alti e bassi degli ultimi tempi, sembrano aver intrapreso una spirale rialzista: oggi Tesla +1,2%, Microsoft +0,5%, Amazon +1,5%, Nvidia +0,5%, Apple +3%, più fiacche invece Meta e Alphabet. Da segnalare a Wall Street le ripercussioni finanziarie della tempesta di neve che sta travolgendo la città di New York: i titoli di compagnie aeree e catene alberghiere stanno perdendo stando agli indici di riferimento tra il 3% e il 4%. Il Bitcoin invece cede un altro 2% scarso il che significa che si trova oggi sui 64.000 dollari, lo stesso valore al quale veniva comprato a ottobre 2024. In compenso il dollaro Usa recupera qualcosa sull’euro, consolidando il cambio sotto quota 1,18, in zona 1,77. Lo spread Btp Bund continua serenamente ad oscillare appena sopra 60 punti base, con il rendimento del nostro Btp decennale di riferimento che oggi scende a 3,32%.
Materie prime: petrolio, oro e argento in leggero ribasso, crollano uova Usa e salmone norvegese
Giornata non entusiasmante sul fronte delle commodities. Il petrolio perde circa un terzo di punto percentuale sia col Brent, quotato a Londra, che col Wti crude oil contrattato a New York. Questo significa che il secondo difende a fatica quota 66 dollari al barile, mentre il primo, il Brent, rimane ancora sopra la soglia dei 71 dollari al barile che è sempre un valore alto rispetto a dicembre: è piuttosto sui livello delo scorso mese di agosto, anche se lontano dal picco di giugno a 77 dollari. L’oro da parte sua si limita al compitino: difendere quota 5.000 dollari all’oncia in maniera anche larga (5.140 mentre scriviamo), ma oggi perde l’1,6%. Perde meno in termini percentuali l’argento, rimanendo sotto i 90 dollari all’oncia. Da segnalare anche il crollo del valore delle uova americane che hanno perso il 94% negli ultimi 12 mesi, il 30% nell’ultima settimana e il 3,5% oggi, in cui vengono (s)vendute a mezzo dollari alla dozzina. A prezzo di saldo pure il salmone norvegese che oggi perde il 9% e che da un anno ha lasciato per strada oltre un quinto della propria valutazione.