Il rally del greggio – spinto dalle sanzioni Usa alla Russia – orienta oggi gli acquisti sui titoli azionari petroliferi, consentendo una chiusura in rialzo sulle borse europee e spingendo Wall Street in territorio positivo. Sull’altro piatto della bilancia pesano alcune trimestrali e l’incertezza sullo sviluppo dei rapporti Usa-Cina.
Piazza Affari si apprezza dello 0,41% a 42.381 punti base, nonostante il tonfo di Stm -14,12%, che ha rispettato le stime sui primi nove mesi, ma ha deluso con le previsioni di vendite per il quarto trimestre. A sostenere il listino ci sono Eni +3,04%, A2a +3,04%, Prysmian +2,9, titoli del lusso e del settore aerospaziale, mentre le banche sono contrastate.
Nel resto del continente: Londra +0,6%; Francoforte +0,15%; Amsterdam +0,82%, Madrid +0,02%. Parigi chiude in progresso dello 0,23%, zavorrata da un lato da Stm, ma sostenuta da Kering (+8,71%), casa madre di Gucci, dopo una trimestrale “meno peggio” di quanto atteso dagli analisti.
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Oltreoceano Wall Street è partita con gran prudenza, ma al momento Nasdaq (+0,56%) e S&P 500 (+0,26%) sono in territorio positivo, mentre il DJ è piatto con il tonfo di Ibm (-4,56%). I conti della società tecnologica hanno superato le stime di mercato, ma hanno rivelato anche un rallentamento nella crescita della divisione software cloud, considerata strategica. Sul sentiment pesa inoltre il ribasso di Tesla (-3,92%), prima delle Magnifiche sette a presentare la trimestrale.
Sono ben intonati alcuni pesi massimi come Nvidia (+0,75%), mentre stamani i listini asiatici hanno risentito delle indiscrezioni su una possibile stretta Usa alle esportazioni di software verso la Cina come possibile ritorsione alle limitazioni di Pechino alla vendita all’estero di terre rare. Un possibile scenario confermato dal segretario al Tesoro Scott Bessent.
Sul fronte macro la notizia della settimana dovrebbe arrivare domani con i prezzi al consumo Usa, ultima chance per valutare le prossime mosse della Fed prima della riunione del 29 di ottobre, da cui ci si aspetta senza grandi timori un nuovo taglio dei tassi dello 0,25%.
Petrolio in rally con sanzioni statunitensi (si uniscono India e Cina?). Rimbalza l’oro
Il protagonista della seduta odierna è il greggio, che dopo un lungo languire oggi si muove in deciso rialzo in risposta alle sanzioni statunitensi al petrolio moscovita. L’amministrazione Trump ha imposto ulteriori limitazioni alle due maggiori compagnie petrolifere russe, citando la “mancanza di serio impegno di Mosca per un processo di pace che ponga fine alla guerra in Ucraina”.
Inoltre a metà pomeriggio Reuters, citando fonti a conoscenza dei fatti, ha scritto che le principali compagnie petrolifere statali cinesi hanno sospeso l’acquisto di petrolio russo trasportato via mare dopo che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro Rosneft e Lukoil. E “la mossa arriva – scrive l’agenzia di stampa – mentre le raffinerie in India, il più grande acquirente di petrolio russo trasportato via mare, sono pronte a tagliare drasticamente le loro importazioni di greggio da Mosca, per conformarsi alle sanzioni statunitensi”.
In questo contesto i future dicembre 2025 di Brent e Wti guadagnano entrambi oltre il 5% e vedono prezzi rispettivamente a 65,93 dollari al barile e 61,82 dollari al barile. Il rabbuiarsi degli scenari geopolitici aiutano il rimbalzo dell’oro, dopo che i recenti realizzi hanno fatto temere un rischio bolla per il lingotto.
Il future dicembre 2025 guadagna circa il 2,5% e tratta a 4166,14 dollari l’oncia (dopo un massimi oltre 4171 dollari) e lo spot gold sale dell’1,25%, per un prezzo di 4149,91 dollari l’oncia. In forte ripresa anche l’argento, il cui contratto di dicembre tratta a 49,018 dollari l’oncia (+2,8%). Sul mercato valutario è calma piatta per l’euro-dollaro, a 1,161. Il biglietto verde si rafforza invece dello 0,4% contro lo yen, a 152,60.
Piazza Affari: volano Leonardo, Eles e Avio
Aerospazio effervescente oggi a Milano, dopo l’ufficializzazione dell’accordo di Leonardo (+1,66% sul Ftse Mib) con Airbus e Thales per la creazione di una joint venture nei satelliti. Nel settore si è progressivamente affievolito invece l’entusiasmo per Avio (+0,8%), dopo che l’assemblea della società ha dato via libera all’aumento di capitale per massimo 400 milioni di euro.
Per vicinanza settoriale si segnala il balzo di Eles (+14,98% a 2,61 euro), società specializzata in progettazione e produzione di apparecchiature per test dell’affidabilità dei semiconduttori per i settori dell’auto, della difesa, dell’aerospaziale e della comunicazione. La performance affonda le sue radici nell’annuncio di una contro Opa (a 2,60 euro per azione) da parte del fondo lussemburghese Xenon, risposta all’offerta che Mare Group aveva lanciato prima dell’estate, ms respinta dal cda di eles come ostile. La top ten delle società a maggior capitalizzazione comprende oggi, oltre a Loenardo, i titoli petroliferi compreso Saipem +1,34%, volatile nel giorno della call con gli analisti, all’indomani dei conti trimestrali.
Bene il lusso, con Moncler +2,85% e Ferrari +2,26%. Tra i finanziari svetta Unipol +2,16%, ma le banche partecipate, Bper -2,03% e Popolare di Sondrio -1,55%, sfiorano il fondo del listino. Bene invece Unicredit +1,28%. La maglia nera, come detto, va ad Stm, arretrano inoltre Telecom -2,93%, Campari -1,69%, Stellantis -1,32%.
Spread stabile
Il secondario chiude poco mosso: lo spread tra Btp 10 anni e Bund di uguale durata resta a 79 punti base, anche se i titoli vedono un leggero incremento del tasso rispettivamente al 3,38% e 2,58%. Nuovo sorpasso dell’Oat francese, che chiude con uno spread con il Bund di 80 punti base.
Per quanto riguarda il primario italiano: il Btp Valore, a circa 30 minuti dalla chiusura della quarta giornata di collocamento, ha ottenuto richieste per 2,24 miliardi di euro, sulla base di quasi 73 mila contratti. La domanda complessiva – comprendendo anche la raccolta dei precedenti tre giorni di offerta – ha sfiorato i 15,25 miliardi di euro. Domani l’offerta terminerà alle 13 (salvo chiusura anticipata).