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Borse 20 novembre in ripresa per i conti boom di Nvidia che allontanano la bolla AI. Leonardo guida la riscossa di Milano

La trimestrale e la guidance di Nvidia animano i mercati e riducono i rischi di bolla dell’Intelligenza artificiale. Positivi anche i nuovi dati sull’occupazione Usa, ma in serata il Nasdaq ritraccia in negativo. In ripresa i titoli della difesa europea con Leonardo sugli scudi. L’Italia appetta la promozione di Moody’s

Borse 20 novembre in ripresa per i conti boom di Nvidia che allontanano la bolla AI. Leonardo guida la riscossa di Milano

È un sereno-variabile quello che si vede oggi sui mercati globali, dopo la trimestrale di Nvidia che ha parzialmente placato i timori di bolla sui tech. Le borse europee, dopo essersi allineate al clima di fiducia generale, chiudono una seduta positiva, ma declinante nel finale

Piazza Affari si apprezza dello 0,62% e 42.917 punti base, al traino di Hera +3,14% e con il rimbalzo di Leonardo +2,89%. I titoli europei della difesa hanno ritrovato parte dell’ottimismo perso ieri a causa di indiscrezioni su un progetto Usa-Russia per la pace in Ucraina. Un programma che al momento fa storcere il naso all’Europa, tagliata fuori dalle trattative.

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Nel resto del continente Francoforte sale dello 0,31%, Londra +0,16% Parigi +0,34%, Amsterdam +0,17%, Madrid +0,33%. Mercati in cauto progresso insomma, mentre i consumatori europei rimangono piuttosto guardinghi: la fiducia di quelli della zona euro rimane stabile a novembre a -14,2, contro stime più ottimistiche da parte di alcuni economisti. Nella UE il sentimento dei consumatori scende a -13,6 in calo di 0,1 punti.

Wall Street sale dopo Nvidia, Walmart e rapporto sull’occupazione 

Il buongiorno per l’Europa è arrivato da Tokyo (+2,65%) e il buon pomeriggio da Wall Street, che dopo un avvio pirotecnico però ha rallentato. Al momento: DJ +0,54%, S&P 500 +0,54%, Nasdaq +0,74%. Nvidia lima i guadagni allo 0,24%. Ieri sera, dopo la chiusura della borsa americana, ha mostrato risultati,  prospettive oltre il consensus e una domanda di chip per il settore eccezionale, ma il diavolo probabilmente si nasconde nei dettagli.  

Oggi ha presentato conti oltre le aspettative  il colosso della distribuzione Walmart (+6,3%), che ha beneficiato della forte espansione dell’eCommerce (+27% su base annua), e di una solida performance nel grocery. A una doppia lettura si presta invece l’attesissimo rapporto sull’occupazione di settembre, uscito oggi dopo la sospensione per il lungo shutdown.

I posti di lavoro creati sono stati più del doppio di quanto stimato dagli analisti (119 mila contro attese di 50 mila), ma il tasso di disoccupazione è salito più del previsto al 4,4% dal 4,3% precedente. Resta quindi ingarbugliata la matassa per la Fed a dicembre. Prima del dato sul lavoro le probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base erano scese al 33% dal 50% secondo i future sui Fed Funds di Cme FedWatch.

Dollaro stabile, debole l’oro

I dati macro del giorno non muovono più di tanto il mercato dei cambi. L’euro-dollaro appare particolarmente stabile a 1,153. Anche il bitcoin non trova una sponda nella trimestrale di Nvidia e si limita a fermare l’emorragia trattando ora a 90.292 dollari. Tre le materie prime stenta a rialzare la testa il petrolio, dopo aver risentito ieri delle mancate sanzioni Usa alla Russia.

I future di gennaio di Brent e Wti scendono dello 0,2%-04%% circa, per prezzi rispettivamente di 63,36 dollari al barile e 59,02 dollari. Seduta debole anche per l’oro, con lo spot gold che tratta a 4069 dollari l’oncia (-0,22%) superando, se pur di poco il contratto dicembre 2025, che mostra un prezzo di 4067,15 dollari l’oncia (-0,38%).

Piazza Affari, Fincantieri nel Ftse Mib?

In Piazza Affari oggi tra le blue chip migliori del giorno c’è Leonardo, che presto potrebbe venir affiancata sul Ftse Mib da un altro titolo della difesa come Fincantieri (+0,43%). Secondo Reuters infatti il titolo del colosso della cantieristica farà con tutta probabilità il suo ingresso per la prima volta nel principale indice di Milano con la revisione trimestrale prevista per fine dicembre. Uno studio citato dall’agenzia, dice che Fincantieri sostituirà Hera o Diasorin, attualmente tra i titoli con il peso più basso nell’indice delle principali blue chip. 

Tra le blue chip più brillanti del giorno oggi ci sono anche altre utility come Italgas +2,21% e A2a +2,17%. Nel lusso è in evidenza Moncler, +0,93%, in un settore in cui cresce l’attesa per ulteriori acquisizioni da parte del gruppo Prada, che guarderebbe anche a Giorgio Armani. Riprendono quota le banche, in un settore ben comprato a livello europeo, dove svetta Bnp Paribas (+4,83%) che ha alzato l’obiettivo di Cet1 ratio al 13%. entro il 2027. A Milano: Montepaschi +1,43%, Mediobanca +1,66%, Unicredit +1,42%.

Tra i titoli finanziari archivia una seduta in denaro Azimut +1,84%. Poste sale dell’1,35% dopo che Goldman Sachs ha avviato la copertura sul titolo con rating ’neutral’. La via dei ribassi è stata battuta soprattutto da Stellantis -3,04%, ma anche da Nexi -2,48%, Stm -2,11 e Prysmian -0,87%. Fuori dal paniere principale salgono i titoli ex Mediaset, guardando ai forti risultati dei primi nove mesi del 2025, con utile e free cash flow in forte crescita. Mfe A +2,22%; Mfe B +1,3%. Cir si apprezza del 6,54%, dopo aver annunciato ieri sera un accordo per rilevare la partecipazione del 40,23% in Kos detenuto da F2i Healthcare.

Spread e tassi in rialzo

Chiusura in rosso sul secondario: lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata sale a 76 punti base, con tassi rispettivamente al 3,48% e 2,72%.

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