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Borse 2 aprile: il petrolio vola ma l’Europa recupera nel finale sul negoziato Iran-Oman per Hormuz

Nel pomeriggio i listini azionari europei riducono le perdite. A Piazza Affari brillano Eni e Stellantis, male le banche. Petrolio a 110 dollari al barile, giù oro e argento, risale lo spread

Borse 2 aprile: il petrolio vola ma l’Europa recupera nel finale sul negoziato Iran-Oman per Hormuz

Cadono – ma non tutte allo stesso modo – le Borse di tutto il mondo in questa ultima seduta pre-pasquale, in seguito all’allontanarsi della pace in Medio Oriente. Come si è imparato con Donald Trump la geopolitica di questi tempi è molto aleatoria e tutto può cambiare da un giorno all’altro. E dunque dopo i segnali incoraggianti di ieri, oggi l’indice Nikkei di Tokyo ha aperto la giornata con un -2,4%, poi a seguire i listini europei con perdite più contenute: Milano -0,2%, Parigi -0,24%, Francoforte la peggiore col -0,8%, Londra addirittura +0,7% alla fine. Infine Wall Street che apre un po’ meno pessimista: Dow Jones e Nasdaq che per un attimo girano anche in positivo in seguito alle notizie secondo cui l’Iran starebbe collaborando con l’Oman per un protocollo di monitoraggio del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

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Petrolio e gas in rialzo, oro e argento in calo

A determinare l’ennesimo crollo dell’azionario è la risalita del petrolio, che ieri aveva perso qualcosa rimanendo comunque intorno ai 100 dollari al barile, e oggi rialza decisamente la testa, con il sorpasso della qualità Wti Crude Oil rispetto al Brent. Il primo infatti viaggia in zona 111 dollari al barile, con un balzo di circa il 10% (ma ad inizio seduta era arrivato a guadagnare il 13%), mentre il secondo è fermo sui 108 dollari al barile. Per il greggio si tratta di un ritorno sui valori massimi da quasi 4 anni, da giugno 2022. Risale anche il gas che ritrova i 50 euro/MWh dopo le perdite di ieri. Perdite che invece oggi colpiscono le materie prime rifugio: l’oro scende sotto i 4.700 dollari l’oncia, l’argento cede il 4% e oscilla sui 72 dollari l’oncia.

Piazza Affari recupera nel finale ma cadono Stm e le banche

Le notizie in arrivo dal Medio Oriente permettono a Piazza Affari di recuperare nel finale e di cedere solo lo 0,2% a 45.600 punti. Tra le performance migliori da segnalare l’Energia sul rialzo del petrolio, con Eni +4,3%, Saipem +3,5%, Snam e A2a +2,2%. Brilla pure Stellantis +4% dopo gli incoraggianti dati sulle immatricolazioni, nonostante il richiamo di 700mila auto ibride. In rosso invece Stm -2,8% e le banche: le peggiori sono Mps -2,7% nel giorno del record date in vista dell’assemblea, Unicredit -2,5%, Mediobanca -2,5%, Bper Banca -1,8%. Risale leggermente lo spread Btp Bund a 86 punti base, con il rendimento del nostro Btp 10 anni al 3,86%. Limitano i danni a fine seduta anche gli altri listini europei, soprattutto Parigi -0,24% dove però crolla Air France -4% in seguito alla notizia dell’offerta per il 44,9% della compagnia aerea portoghese Tap.

Parte discretamente Wall Street ma i titoli tech sono tendenzialmente in rosso

Wall Street come detto parte con un piglio migliore sull’ennesimo dietrofront dall’Iran: Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq Composite Index oscillano tutti e tre intorno alla parità nell’orario in cui chiudono i battenti le Borse europee. I titoli tecnologici sono contrastati ma decisamente tendenti al rosso: Nvidia +0,5%, Tesla -4%, Apple -0,4%, Microsoft +0,3%, Meta -1%, Google -0,6%. Da segnalare l’ennesimo tonfo del Bitcoin: -3% sotto i 67.000 dollari. E invece il dollaro Usa riprende valore rispetto all’euro, riportando il cambio sotto quota 1,16.

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