Rimbalzone generale sui mercati finanziari globali, entusiasmati dall’annuncio da parte di Israele di aver eliminato i vertici iraniani. Questo porta gli investitori a pensare che effettivamente il conflitto in Medio Oriente possa risolversi in tempi brevi e quindi festeggiano le Borse, dall’Europa all’America. Parte un po’ timidamente l’Asia con il Nikkei di Tokyo che perde lo 0,1%, ma le notizie dalla guerra in Iran non erano ancora arrivate. Dopodiché Milano +1,22%, Francoforte +0,7%, Parigi +0,5%, Londra +0,9%, Euro Stoxx 50 +0,5%, Dow Jones +0,2%, Nasdaq Composite Index +0,4%. In questo scenario l’euro riprende vigore rispetto al dollaro Usa, riportando il cambio sopra quota 1,15, e ne beneficia pure lo spread Btp-Bund, che già ieri si era sgonfiato tornando sotto gli 80 punti base e oggi si riduce di un altro 3% in zona 76 punti base. Il rendimento del Btp 10 anni scende sotto il 3,70%.
Bollettino materie prime: petrolio riprende a salire, l’oro ritrova i 5.000 dollari
L’evolversi della situazione in Medio Oriente spinge l’azionario ma non sembra frenare il rally del petrolio, anche perché le operazioni presso il giacimento di gas di Shah negli Emirati Arabi Uniti sono state sospese e anche un giacimento petrolifero iracheno è stato colpito da droni e missili, oltre al fatto che i carichi da Fujairah sono stati nuovamente interrotti, mettendo ulteriormente a dura prova l’offerta globale con la quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz. Il prezzo del petrolio è aumentato di oltre il 40% dall’inizio del conflitto, sebbene i prezzi si siano abbassati lunedì in vista del primo rilascio delle riserve di emergenza statunitensi. Oggi il Wti Crude Oil quotato a New York sale in zona 95 dollari al barile, mentre si consolida al di sopra di quota 100 il Brent, che alle ore 17,30 italiane viaggia oltre i 101 dollari al barile. Dall’altra parte i beni rifugio rallentano, ma l’oro riesce a riagganciare la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, con l’argento che invece scende sotto gli 80 dollari.
A Piazza Affari prosegue il tracollo di Amplifon e cade la Difesa, mentre volano l’oil e Stellantis
Seduta positiva per Milano, che riavvicina i 45.000 punti guadagnando l’1,22%: solo una manciata di titoli dell’indice Ftse Mib chiudono in rosso, in particolare la Difesa con Leonardo -0,75% e Fincantieri -2%, poi Stmicroelectonics -0,44% reduce dall’exploit di ieri e soprattutto Amplifon, che già lunedì aveva ceduto più del 14% in seguito alla chiusura dell’operazione di integrazione di Gn Hearing. Oggi il titolo perde ancora il 10,6%, dopo che tra l’altro S&P Global ha confermato il rating BB+ con outlook stabile di Amplifon. Invece il rialzo del petrolio porta in alto i titoli energetici: Eni +3,6%, Enel +2,7%, Tenaris +3,6%. Tenta una reazione anche Stellantis (+3%, come Telecom Italia) che come è noto viene da settimane difficili, avendo perso solo nell’ultimo mese più dell’11% (quasi il 50% negli ultimi 12 mesi). Seduta tendenzialmente positiva per le banche, soprattutto Mediobanca +2,2%, Mps +2% e Banco Bpm +1,5%. Unicredit +0,5% dopo che l’Ad di Commerzbank Bettina Orlopp si è detta “sorpresa” per il rilancio del collega Andrea Orcel.
Ok anche le altre Borse europee e apre bene Wall Street
Sui listini europei da segnalare a Parigi il tonfo del lusso con LVMH -1,4%, Hermes -2% e Kering -0,8%. A Francoforte prosegue il rally di Commerzbank +1%. Parte bene pure Wall Street, anche se parrebbe più timida rispetto alle Borse del Vecchio Continente, per lo meno nell’orario in cui queste ultime chiudono i battenti: Dow Jones +0,2%, Nasdaq +0,4%. Il Bitcoin consolida i 74.000 dollari dopo che nelle ultime settimane era sceso sui 63.000. I titoli tecnologici in generale sembrano intonati ma non tutti: Nvidia (che punta ad incrementare il fatturato a 1.000 miliardi di dollari nel 2027), Microsoft e Meta tutte e tre sul -0,3% nel momento in cui scriviamo, poi Tesla +0,5%, Amazon +1%, Apple +0,9%, Alphabet +0,9%, Micron +3%.