I listini europei chiudono l’ultima seduta della settimana in rosso, risentendo del sisma che ha colpito Wall Street negli ultimi giorni. Tra le ragioni di avversione al rischio c’è l’incertezza su quanto farà la Fed a dicembre (ormai le scommesse su un nuovo taglio sono al 50%) e il rischio bolla relativo all’intelligenza artificiale. Piazza Affari cede l’1,7% (43.994 punti base) ed è la peggiore in Europa, dopo aver aperto la settimana alla grande, aver agguantato persino quota 45mila punti ed essersi difesa come un leone fino a ieri. Pesano sul listino milanese i bancari, anche se Azimut recupera il 3,5% dopo le perdite della vigilia. Nel resto del continente: Francoforte -0,7%, Londra -1,11%, Parigi lo 0,76%, Amsterdam l’1,36%, Madrid l’1,59%.
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Wall Street: tornano gli acquisti sui tech
Oltreoceano intanto la borsa a stelle e strisce, dopo un avvio da paura, è in deciso recupero e si sta muovendo contrastata (DJ -0,37%; S&P 500 +0,27%). A fare da traino è il Nasdaq, +0,69%, che pure si avvia a mettere in archivio la seconda ottava in ribasso. Il rischio bolla per l’intelligenza artificiale aleggia ancora sul mercato, ma il profumo della trimestrale di Nvidia (+1,75%) in arrivo nei prossimi giorni, mette un po’ di pepe agli scambi e forse suggerisce di tenere alta la scommessa sul settore.
Dollaro in lieve recupero
Sul mercato dei cambi il dollaro appare in lieve recupero. L’euro tratta ancora oltre 1,16, ma cede circa lo 0,15%. Le recenti dichiarazioni di banchieri della Fed sollevano molti dubbi su un nuovo taglio dei tassi a dicembre da parte della banca centrale Usa. Ormai si tratta di una scommessa a testa o croce (50-50) e nell’attesa il biglietto verde recupera e anche i prezzi dei T-Bond appaiono in rialzo.
Tra le materie prime arretrano oro e argento, dopo i recenti guadagni. In particolare lo spot gold perde circa il 2%, per un prezzo di 4089,82 dollari l’oncia. Rimbalza il petrolio, in una settimana dal bilancio in rosso. Il greggio texano tratta oltre i 60 dollari e il Brent a 64,44 dollari al barile.
Piazza Affari, banche in fondo al listino
I titoli bancari sono oggi gli antieroi del Ftse Mib: Unicredit -4,45%, Bper -3,81%, Popolare di Sondrio -3,55%, Banco Bpm -3,27%, Intesa -3,09%. Nel settore si distingue in posti Mediobanca +0,57%.
La maglia rosa del giorno va al risparmio gestito, con Azimut, che agguanta il rimbalzo garantendo che il progetto Tnb otterrà il via libera entro il primo semestre dopo i rilievi espressi da Bankitalia e che avevano alimentato incertezza su tempi dello spin-off di una wealth management bank di nuova generazione. Bene Recordati +1,34%, Terna +1,03% e Snam +0,67.
Enel chiude in progresso dello 0,26%, dopo una partenza con il turbo. A fare da propellente sono stati i conti trimestrali, usciti ieri sera e il titolo è salito stamani a nuovi massimi storici a 9,11 euro, per poi afflosciarsi. In una nota Barclays parla di risultati sopra le attese, apprezzando l’aumento della guidance per l’anno per quanto riguarda l’utile netto.
Spread in salita con i tassi
Si allarga lo spread e salgono i tassi: la seduta è in rosso anche per la carta italiana che vede il differenziale con il decennale tedesco ampliarsi leggermente a 75 punti base, con tassi per il Btp del 3,46% e per il Bund del 2,72%.