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Borse 13 ottobre: Piazza Affari guarda già alla ricostruzione di Gaza e Buzzi vola. Wall Street e il Nasdaq rimbalzano sul disgelo Usa-Cina

Borse a due facce: l’Europa guarda alla ricostruzione di Gaza e costruttori e cementieri corrono mentre l’America recupera dopo il tonfo di venerdì scommettendo sul disgelo con i cinesi

Borse 13 ottobre: Piazza Affari guarda già alla ricostruzione di Gaza e Buzzi vola. Wall Street e il Nasdaq rimbalzano sul disgelo Usa-Cina

La guerra commerciale Usa-Cina fa meno paura, ma il rimbalzo odierno di Wall Street contagia solo parzialmente i listini europei, che archiviano la prima seduta della settimana in cauto progresso. Sugli altri mercati aggiornano i loro prezzi record argento e oro, recupera il petrolio mentre il dollaro sovrasta le altre valute. Piazza Affari sale dello 0,29% a 42.167 punti base, divisa tra gli acquisti su Stm +3,23%, Buzzi +3,1%, Stellantis +2,72%, Interpump +2,65% e le vendite su Ferrari -4,13%, Diasorin -1,11%, Hera -0,72%, Snam -0,54%. I venti di pace a Gaza suggeriscono prudenza anche su Leonardo (-0,19%).

Nel resto del continente è moderatamente positiva Parigi, +0,21%, in attesa di vedere quale fortuna avrà il secondo governo di Sébastien Lecornu. Sono in rialzo Francoforte +0,53%, Madrid +0,33% e Londra +0,15%, ma su tutte svetta Amsterdam +1,21%, favorita dalla maggior presenza dei tecnologici e dal balzo degli indici a stelle e strisce. A proposito di settore tech il governo olandese intende assumere il controllo di Nexperia, che produce chip per computer destinati all’industria automobilistica e all’elettronica di consumo, a causa delle preoccupazioni relative al possibile trasferimento di tecnologie cruciali alla sua società madre cinese, Wingtech.

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I rapporti con Pechino restano al centro dell’attenzione degli investitori sulle due sponde dell’Atlantico. Venerdì, c’era stato un crollo delle borse a causa delle dichiarazioni incandescenti del presidente Usa Donald Trump, che aveva minacciato dazi del 100% sulla Cina a partire dall’1 novembre, nel fine settimana però i toni si sono attenuati. Inoltre si guarda al Medio Oriente e al rilascio da parte di Hamas dei 20 ostaggi israeliani ancora vivi e della liberazione dei prigionieri palestinesi da parte di Israele. In mattinata Trump è stato osannato dal parlamento di Gerusalemme, mentre nel pomeriggio è volato a Sharm el Sheikh, per la firma dell’accordo di pace, con numerosi leader mondiali, compresa Meloni, senza la presenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu. 

Wall Street in deciso rimbalzo; chiuso il mercato obbligazionario

Nella mattina americana Wall Street viaggia in deciso recupero, dopo le perdite dell’ultima seduta della scorsa ottava, mentre l’obbligazionario è fermo per la festività del Columbus day. Nell’azionario attualmente il Dj guadagna l’1,33%, lo S%P500 l’1,5%, il Nasdaq l’1,96%. C’è un netto ritorno degli acquisti sulle big tech, nella speranza che i rapporti Usa-Cina si schiariscano, tanto che il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent vede “ancora possibile” l’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump in Corea del Sud, previsto per la fine di ottobre.

I listini rimbalzano alla vigilia della stagione delle trimestrali, che domani prenderà l’avvio dalle grandi banche. Questa settimana a Washington si tengono inoltre le riunioni di FMI e Banca mondiale, dove sono previsti gli interventi di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve (domani) e di Christine Lagarde, presidente della banca centrale europea (giovedì).

Oro e argento in rally

Riparte oggi il rally dell’oro, che ormai tratta intorno a 4100 dollari l’oncia, a nuovi massimi e sale del 2%. Il future dicembre 2025 è addirittura oltre quella soglia a 4120,42 dollari l’oncia (dopo aver toccato 4124,10 dollari). Lo spot gold non scambia molto lontano dal quel traguardo poiché è a 4099,93 dollari (dopo aver toccato 4103,84). In scia si muove su livelli record anche l’argento: il contratto di dicembre tratta a 50,430 dollari l’oncia, con un progresso del 6,74%. 

Secondo alcuni analisti a fare paura sono i livelli di debito di grandi aree come Stati Uniti, Giappone, Europa, un quadro che favorisce anche l’acquisto di bitcoin. Tenta una timida ripresa il petrolio, con il greggio texano che non riesce, però, al momento, a scavallare quota 60 dollari al barile (59,93 dollari +1,75%); il Brent tutta a 63,67 dollari, con un progresso dell’1,5%. Sul mercato valutario primeggia il dollaro e l’euro tratta in ribasso dello 0,5%, per un cambio di 1,156.

Piazza Affari incerta con banche miste

La seduta di Piazza Affari è stata improntata all’incertezza, nonostante un timido andamento positivo delle banche, tra le quali svettano Mps +1,44% e Intesa +0,92%. La regina del listino Stm, in sintonia con il settore dei chip a livello globale. Si apprezza ancora Buzzi, in un trend favorevole ai titoli di aziende cementizie nella possibilità di partecipare alla ricostruzione di Gaza. Cementir però cede il 5,79%. Sul Ftse Mib tra i maggiori rialzi del giorno ci sono le azioni Telecom Italia, +2, che si avvale del giudizio positivo di Kepler.

Reuters intanto scrive che quattro fonti a conoscenza della situazione l’hanno informata che la società di investimento statunitense Kkr è ai ferri corti con il governo Meloni. L’anno scorso Kkr e il Tesoro italiano hanno concluso un accordo da 19 miliardi di euro per acquistare l’operatore di rete fissa FiberCop da Telecom Italia. La transazione ha aiutato Tim a ridurre il proprio debito per 14 miliardi di euro, ma le attuali tensioni riguardano la spinta di Roma in favore di una fusione tra FiberCop e la più piccola rivale Open Fiber, controllata da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e dall’australiana Macquarie.

Molti titoli industriali sono spinti dai toni più concilianti tra Usa e Cina sui dazi. In particolare sono toniche le Stellantis, le Interpump e le Cucinelli +1,83%. Fronte opposto per Ferrari, che registra un nuovo tonfo dopo quello della scorsa settimana, nel giorno del “capital markets” quando la società ha reso noto stime al 2030, guidate deludenti dagli analisti. Citi inoltre ha tagliato il target price del titolo a 340 euro.

Spread e tassi in calo

La schiarita politica d’Oltralpe aiuta oggi anche la carta italiana, che vede scendere lo spread a 83 punti base, in un contesto di tassi in calo. Il Btp decennale in chiusura è indicato a 3,46%, mentre quello del Bund di pari durata al 2,63%. Venerdì S&P ha confermato il rating BBB+, con outlook stabile, sul Belpaese, mentre sul fronte delle elezioni regionali si registra la conferma del presidente Eugenio Giani in Toscana, candidato del centrosinistra. C’è una cauta ripresa di fiducia anche sui titoli francesi: lo spread con il Bund scende a 83 punti base e anche il rendimento dell’Oat decennale si allinea al Btp, al 3,47%.

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